Editoriali

Crisi dei partiti ed impoverimento della ‘Bella Manfredonia’


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Manfredonia foto aerea (image by Luigi Rignanese)

Manfredonia foto aerea (image by Luigi Rignanese)

Manfredonia – COLPISCONO al cuore, meravigliano ed addolorano alcune emotive riflessioni fatte pubblicamente sulla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ qualche giorno fa dal professore Sabino Acquaviva che, pur essendo professore ordinario di sociologia nell’università di Padova (ed uno dei più autorevoli e noti studiosi italiani di sociologia delle religioni), è sempre stato particolarmente legato alla Puglia ed al Gargano, su cui ha promosso da e per quasi cinquantanni ricerche sociali ed empiriche, nelle quali ha studiato il ruolo e l’influenza dei lavoratori migranti e dei mass-media sul cambiamento sociale e culturale e sullo sviluppo economico dell’area del Gargano e, quindi, di Manfredonia. Duplice è stata, ed è, l’importanza di questi studi: da una parte la loro originalità ed unicità scientifica, poichè, per la prima ed unica volta in Italia, ricerche socio-antropologiche/empiriche hanno consentito di studiare in modo longitudinale, a distanza di anni ed in tre periodi diversi, 1965/1978/1991, un campione di popolazione identico nella stessa area geografica e socio-culturale in un contesto europeo. Tali indagini hanno fotografato e rappresentato dal vivo, continuamente e quasi in diretta come un bel film a colori, la storia del cambiamento socio-culturale della concezione del mondo e dello sviluppo economico del Gargano, ‘la Montagna del Sole’ per quasi due generazioni, in un modo articolato e molecolare, comune per comune, compreso Manfredonia. Tali ricerche, inoltre, sono una fonte quasi inesauribile di conoscenza, a cui chiunque può attingere per conoscere il senso ed il perchè di una trasformazione così profonda, che rappresenta il contesto della nostra vita di oggi e la base della condizione futura; inoltre, dall’altra parte, un valore forse ancora più grande di tali studi, e la conseguente divulgazione fatta dai professori Acquaviva ed Eisermann e dai loro collaboratori, perchè articoli su giornali del sud, del Nord, e dell’Europa specialmente in Germania, saggi, incontri, convegni, hanno contribuito fortemente allo stesso sviluppo turistico del Gargano, dandole una anima ed una identità, favorendo  contribuendo ad affermare n Italia ed in Europa una bella immagine unitaria ed addirittura un’idea pubblicitariamente vincente del Gargano, ‘La Montagna del Sole’, luogo ricco di ori e tesori nascosti (le bellezze naturali/religiose, le tradizioni socio-culturali, il mare azzurro e l’enogastronomia genunina) e di tanti comuni, compreso Manfredonia, ‘La Porta del Gargano’. Oggi, il professore Sabino Acquaviva, da semplice osservatore che viaggia da 50 anni dal Veneto alla Puglia ed al Gargano, vede una società molto diversa da quella del Dopoguerra, caratterizzata dal grande fervore di ricostruzione fisica (strade, ferrovie, ponti, porti, stazioni) e morale, culturale. L’Italia, il Gargano e Manfredonia, era una società dove gli onesti erano quasi sempre onesti e facilmente identificabili, ed i disonesti, di norma, appartenevano ad un altro mondo, un paese dove nei partiti operavano persone con grandi idealità, pronti a rischiare di persona per il bene comune, ed era chiara e netta la distinzione tra giusto ed ingiusto, tra morale ed immorale. Oggi tutto questo sembra sparito: il bene ed il male sono cioè mescolati tra e dentro i cittadini ed i partiti, ed un politico, anche se dice che è dalla parte dei lavoratori, guadagna (e spende) dieci o venti volte di più di un manovale. Oggi far politica vuole dire entrare a far parte di una casta privilegiata,  che come classe che detiene il potere si è quasi sostituita alla borghesia. Ed i partiti ? Davvero sono abitati da persone che hanno ideali o troppo spesso si sono trasformati in strumenti utili a fare affari ? Ecco queste considerazioni fatte da un uomo impegnato da un vita vicino al nostro territorio, rattristano profondamente e contemporaneamente  colpiscono, sulla faccia come neve e vento gelido, come una frusta sulla pelle, come uno schiaffo sul viso, e sollecitano a porsi domande e a tentare qualche risposta, personale e razionale, guardando alla propria città. Ma è veramente proprio così ? Anche a Manfredonia c’è solo da raccontare la triste storia di un declino morale e non? Ma veramente non c’è più speranza ? Le stesse cose si sentono continuamente ripetere a Manfredonia da tempo. Da almeno ventanni, parlando in famiglia, o per la strada e con persone comuni e/o con politici, vecchi e nuovi, dovunque si sentono queste frasi. Si è vero, oramai non c”è più niente fare: la politica è una cosa sporca, guidata solo da interessi ed affari da fare,  da opportunismi, clientele, imbrogli e favoritismi, dalla volontà spregiudicata di far carriera e soldi, portata avanti da chi non ha niente, da chi non ha nè arte nè parte, e, quindi, è senza mestiere e teso, perciò, solo al mantenimento del proprio potere personale e familiare, perchè altrimenti come campare.  Tanti vecchi politici, dirigenti o semplici militanti, parlando con nostalgia dei bei

Corso Manfredonia, Luigi Rignanese

Corso Manfredonia, foto di Luigi Rignanese

tempi passati, quando anche a Manfredonia la politica era cosa alta, che costava sacrifici personali, ed i partiti erano luoghi di elaborazione e confronto, di formazione di coscienza, di partecipazione collettiva, al Governo e alla vita della città, luoghi di idee e solidarietà. E’ veramente angosciante, talvolta, ascoltare e sperimentare tutto questo che sembra, ed è così reale ? Ma è proprio veramente e totalmente così reale ? Ecco che anche qui c’è da porsi ancora domande per capire e non lasciarsi andare al disfattismo e neanche questo continuo ronzio fastidioso e bloccante ogni energia poichè non è molto coinvolgente ed accettabile il paragone con il Dopoguerra o con i bei tempi passati. Allora i usciva da un disastro e forse, proprio perciò era facile ricostruire,  la politica, l’economia, la morale, la cultura, etc; e poichè era tutto da ricostruire c’era un ruolo ed un senso per tutti. Oggi c’è una societa consumistiva, globalizzata, fluida, confusa eticamente, e, come nella nebbia, e anche molto più difficile e pericoloso trovare il posto dove andare e dare un senso ed una prospettiva al proprio operare.

Crisi dei partiti ed impoverimento della ‘Bella Manfredonia’ ultima modifica: 2009-12-16T18:04:02+00:00 da Silvio Cavicchia



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