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Tagli ospedali Capitanata, chieste le riconversioni

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
17 Gennaio 2011
Capitanata-territorio //

Dino Marino: "nomine direttori Asl, vince la meritocrazia"
Dino Marino (St)
Bari – LA III Commissione consiliare convocata per avviare l’esame del regolamento sul riordino della rete ospedaliera per il 2010 approvato dalla Giunta regionale nello scorso dicembre, ha concluso i lavori aggiornandoli a venerdì 21. E’ quanto ha deciso la commissione presieduta da Dino Marino e a cui ha partecipato l’Assessore alle politiche della salute, Tommaso Fiore, per definire le modalità organizzative attraverso cui procedere all’esame del provvedimento.


LA POSIZIONE DI FIORE
– L’Assessore Fiore ha ribadito la disponibilità del Governo regionale a fornire alla commissione tutti i supporti informativi necessari e a considerare le eventuali proposte che scaturiranno a condizione che non vadano a scalfire l’impianto generale del provvedimento, fermo rimanendo ovviamente il rispetto dell’impatto economico previsto dall’applicazione dello stesso. Fiore ha fatto anche presente che dopo l’adozione del Piano di rientro i direttori generali sono stati invitati a far conoscere all’assessorato i relativi criteri di applicazione e cronoprogrammi, cui hanno fatto seguito alcune riunioni di approfondimento e altre avranno luogo, in linea con le indicazioni che scaturiranno dai lavori della III commissione. Da alcuni consiglieri, infatti, è stato obiettato circa le modalità di riconversione degli ospedali e dei reparti disattivati. E’ sostanzialmente emerso, nel corso dei vari interventi, il proposito di cogliere l’opportunità degli adempimenti previsti dal Piano di rientro per puntare a un modello organizzativo maggiormente rispondente alle esigenze di assistenza sanitaria dei cittadini pugliesi, garantendo un servizio migliore.

I lavori, quindi, sono stati aggiornati a venerdì 21 con le prime audizioni e con la calendarizzazione delle sedute successive che avranno luogo in tempi ristretti. Nella stessa circostanza sarà verificata la disponibiltà del Governo regionale a istituire una commissione d’indagine sugli sprechi sanitari precedentemente richiesta dall’UDC. Alla stessa conclusione è giunta la I Commissione svoltasi successivamente in seduta congiunta con la III e che si doveva occupare del disegno di legge sul Piano di rientro. Anche in questo caso previste le audizioni a partire da venerdì 21.


CARACCIOLO (PD): PRESENTATE LE PRIME MODIFICHE AL PIANO DI RIENTRO –
Una nota del consigliere Filippo Caracciolo (Pd), che contiene alcune modifiche al Piano di rientro sanitario. Oggi nella III^ Commissione (Sanità) del Consiglio Regionale della Puglia si è aperta la fase di esame consiliare del Piano di Rientro. Alla III^ Commissione spetta il compito di esprimere il parere sul Regolamento varato dalla Giunta adottato in attuazione del sottoscritto tra Regione e Stato e che permetterà alla Puglia di incassare i 500 milioni di euro dal Fondo Sanitario Nazionale bloccati ormai da troppo tempo. I lavori della Commissione non si chiudono oggi, ma ci saranno almeno tre settimane di tempo per definire altre variazioni al Piano di Rientro.

Stamane sono state presentate già le prime modifiche al Piano di Rientro, firmatari i consiglieri regionali: Caracciolo, Decaro, Degennaro, Epifani, Maniglio, Marino, Mazzarano, Romano, che hanno previsto:- l’aggiunta di una lettera d) all’art. 4 comma 1° secondo cui <Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, Torre Maggiore, Spinazzola, Bitonto e Cisternino>>


– l’aggiunta all’art. 4 comma 1 lett. C) dopo “immuno-mediate ed ambiente-correlate” aggiungere: – Maglie: struttura sanitaria e socio sanitaria territoriale; – Minervino: struttura sanitaria e socio sanitaria territoriale

– l’aggiunta all’art. 4 comma 2

– l’aggiunta all’art. 4 dopo la lettera d) aggiungere: E) assistenza emodializzati; F) attività chirurgica ambulatoriale nei plessi provvisti di sale operatorie efficienti; G) ambulatorio oncologico; H) Hospice

L’ottica delle modifiche richieste è quella di salvare i servizi, per evitare che i cittadini si sentano privati del loro diritto alla salute. In tale contesto è importante ricordare che le modifiche apportate stamattina hanno previsto il ripristino di alcuni servizi socio-sanitari per due Comuni della Sesta Provincia: Minervino e Spinazzola.

E’ importante evidenziare anche che nei prossimi giorni la III^ Commissione sentirà rappresentanti dell’ANCI, dell’UPI, e dell’Ordine dei Medici in modo da aprire una fase di dialogo, di concertazione e di comprensione maggiore del Piano di Rientro indispensabile alla Regione Puglia per far quadrare i conti e necessario a tutti i cittadini pugliesi per garantire migliori e maggiori prestazioni socio-sanitarie.


INTERVENTO DI CAROPPO (LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO)
– “Emendare il piano di riordino della rete ospedaliera per non arrecare ulteriori disagi ai cittadini bisognosi di cure e per impedire che la macchina sanitaria regionale vada in default. Gli interventi proposti dalla Giunta regionale, allo stato attuale, prevedono la chiusura indiscriminata di ospedali e reparti, con accorpamenti spesso non sorretti da analisi reali, bensì da motivi riconducibili a semplici convenienze politiche. Non sono certo questi i criteri con cui procedere ad un riordino della rete ospedaliera: da privilegiare sono gli ammalati e gli operatori sanitari, i primi privati di punti di riferimento ben consolidati sul territorio ed i secondi destinati a fronteggiare situazioni di grande complessità all’interno delle strutture”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale de La Puglia prima di tutto, Andrea Caroppo che, nella settimana in cui le commissioni consiliari si occupano dei progetti di riqualificazione dell’offerta sanitaria, del piano di riordino della rete ospedaliera e del piano di rientro predisposti dalla giunta regionale, sollecita la Giunta ad un ripensamento dei criteri.
“Il sistema sanitario è già allo sbando ancor prima che sia operante il piano di riordino della rete ospedaliera – afferma Caroppo – cittadini ed operatori a dir poco sono in difficoltà. In futuro le previsioni sono ancora più fosche. La giunta Vendola era consapevole che si sarebbe arrivati in tempi rapidi a questa situazione e che le risorse finanziarie non sarebbero durate in eterno. Tuttavia Vendola – non prendendo in considerazione i ripetuti suggerimenti proposti dall’opposizione di centro destra in Consiglio regionale – ha badato più alla promozione della sua immagine che a dotare il territorio di valide alternative all’ospedalizzazione. Oggi non sa fare di meglio che chiudere ospedali e dismettere reparti”. “Non funziona così – conclude Caroppo – per questo la rotta va corretta trovando nelle Commissioni i criteri più condivisi per impedire che la politica sanitaria del centro-sinistra penalizzi ulteriormente un’offerta sanitaria che in periferia è molto al di sotto della domanda”.


n.marchitelli@statoquotidiano.it

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