Manfredonia

Riccardi a Pecorella: nessuna proposta per il lavoro


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Angelo Riccardi

Angelo Riccardi

Manfredonia – MENO uno (nel senso di scadenza temporale definita in chiave mensile) alle prossime amministrative: i candidati del centrodestra e centronistra di Manfredonia continuano a comunicare tra loro tramite dei comunicati e delle note nelle quali il fattore di divulgazione principale rimane sempre quello dell’altrui divagazione. In questo è il candidato del centrosinistra di Manfredonia, Angelo Riccardi, ad attaccare il candidato del centrodestra Stefano Pecorella, relativamente alla posizione, e alle proposte, dell’avvocato sipontino, in merito al lavoro, indi al Contratto d’Area, indi alla disoccupazione.

RICCARDI VS PECORELLA: PENSI ALLE MOZZARELLE DI BUFALA – “Reduce da gloriose battaglie in cui, con sprezzo del ridicolo, ha ingaggiato singolar tenzoni sulla mozzarella di bufala e sulla chiusura del Corso di Laurea presso la sede di Manfredonia, rimediando figure da par suo – dice Riccardi a Pecorella – da un po’ di tempo l’avvocato Pecorella si dedica con dovizia di polemiche al Contratto d’area. Il candidato del centrodestra ripete la nota filastrocca secondo cui le amministrazioni locali avrebbero “causato a Manfredonia una disoccupazione al 54%, consentito agli imprenditori di prendere i soldi e scappare, mandato a casa centinaia di lavoratori, impedito di istituire una commissione consiliare per fare chiarezza sul Contratto d’area”“. A tal riguardo, Riccardi fa luce sulle logiche di quella che, secondo il candidato può essere definita, “a tutto diritto”, “un’operazione di reindustrializzazione di un’area di crisi determinatasi a seguito della chiusura dello stabilimento Enichem Agricoltura”.

IL CONTRATTO D’AREA: ANGELO’S VERSION- “I Contratti d’area e i Patti territoriali rappresentano strumenti della Programmazione negoziata con i quali governi dell’epoca (Ciampi – Prodi), attraverso finanziamenti alle piccole imprese, hanno tentato di risollevare le sorti di aree altrimenti destinate al declino, dato l’alto tasso di disoccupazione. Leggi e decreti ministeriali regolano, in ambito nazionale, la materia che non è lasciata alla discrezionalità degli amministratori locali. Il Contratto d’area di Manfredonia è stato firmato il 4 marzo 1998. In questi dodici anni, il centrodestra governa il Paese da sette anni. Come mai non ha cambiato le leggi in materia, o commissariato, o revocato i finanziamenti al Contratto d’area di Manfredonia, nonostante le riserve sulla gestione e sui risultati espresse dall’autorevole esponente del centrodestra locale? Le rinunce, le revoche dei finanziamenti e la mortalità delle imprese, nell’ambito del Contratto d’area di Manfredonia, sono simili a quelle di altre esperienze analoghe. Il giorno 2 marzo 2002, durante il suo secondo governo, Berlusconi è venuto a Manfredonia per glorificare il progetto ‘Treviso & Manfredonia’, che avviava le attività produttive delle imprese del Nord, coordinate dal 1998 dalla stessa ‘Unindustria Treviso’, nell’ambito del Contratto d’area. Berlusconi salutò con entusiasmo l’evento: “Gli imprenditori veneti possono trasmettere in queste regioni lo ’spirito animale’ del voler fare impresa. Tante volte si sono sentite le promesse fatte al Mezzogiorno negli ultimi anni, ma adesso potranno finalmente essere realizzate grazie a un governo stabile che governerà per tutta la legislatura”. La disoccupazione che si registra a Manfredonia è in linea con i dati che l’ISTAT rileva nel resto del Mezzogiorno. Sommare i disoccupati veri e propri con i cassintegrati e con gli inoccupati, come fa Pecorella, è un’operazione statisticamente scorretta. Se lo si facesse su base nazionale, dove l’ISTAT rileva un tasso di disoccupazione pari all’8,5% e un tasso d’inoccupazione (5-64 anni) del 37,6%, in Italia avremmo una ‘disoccupazione’ al 46,1%. Questo dato non piacerebbe al ministro Sacconi e allo stesso Pecorella, poiché dimostrerebbe che il ‘loro’ governo fallisce nelle politiche di sviluppo. Perché ciò che non va bene per il Paese dev’essere applicato a Manfredonia? D’altronde, l’avvocato Pecorella deve tener presente che, grazie alle politiche del ‘partito dell’amore’, che dà vita al governo ‘del fare’, i disoccupati, gli inoccupati e gli inattivi, in crescita in tutto il Paese e ben oltre la media europea, sono senza alcuna tutela sociale. La filosofia alla base della programmazione negoziata si fonda sull’idea che lo sviluppo di un Paese avviene a partire dallo sviluppo locale e, in definitiva, dalla capacità delle comunità del luogo di avviare una crescita autopropulsiva. Il cambiamento dell’economia locale non dipende tanto dagli incentivi economici quanto dal modo in cui gli individui partecipano alle attività produttive, dai loro comportamenti, dalla capacità di collaborare, di porsi in relazione, di cooperare. Non di vuote e sterili polemiche abbiamo bisogno, ma di azioni costruttive”, conclude Riccardi.

Riccardi a Pecorella: nessuna proposta per il lavoro ultima modifica: 2010-02-17T16:52:57+00:00 da Pasquale Gargano



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