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"La differenza di come AMIU Puglia operi a Bari e Foggia si ricava dall’utilizzo degli utili derivanti dall’esercizio del 2017"

“Cambio di maggioranza, problemi vecchi in città”

"Le responsabilità dei maggiori costi per lo smaltimento dei rifiuti sono tutte di chi ha governato in questi ultimi anni"


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E’ stata una brutta pagina di storia quella scritta dalla politica foggiana. Cominciata con una forte critica al Piano Economico Finanziari di AMIU, critica che ha coinvolto anche Consiglieri di maggioranza, proseguita con le dimissioni del Sindaco e finita con pezzi di opposizione che cambiando pelle permettono al Sindaco di riavere una maggioranza, risicata, e ritirare le dimissioni. In secondo piano restano i molti problemi irrisolti come i maggiori costi del servizio per lo smaltimento dei rifiuti, problemi che hanno dato il via alla crisi politica.

E fuori dubbio che i maggiori costi del servizio di smaltimento dei rifiuti urbani derivano dalla chiusura della discarica comunale, per motivi di inquinamento ambientale, e il conseguente conferimento dei rifiuti alla discarica di Grottaglie e all’inceneritore di Borgo Tressanti. Il Sindaco e il suo assessore all’ambiente sbagliarono a pensare di poter aumentare la capacità della discarica comunale senza avere prima fatto una ricognizione ambientale perché il sospetto che tutto non fosse a posto era più che legittimo come poi le analisi ambientali hanno confermato.
Non c’è responsabilità di Regione Puglia nell’aggravio dei costi perché, chiusa la discarica comunale, portare i rifiuti presso altri impianti costa comunque €100,00 a tonnellata più il costo del trasporto, ossia più del doppio di quanto costava prima.

Le responsabilità dei maggiori costi per lo smaltimento dei rifiuti sono tutte di chi ha governato in questi ultimi anni perché non avere avviato una efficacie raccolta differenziata, non aver neanche avviato la raccolta della frazione umida con contenitori dedicati, ha impedito di diminuire i quantitativi di rifiuti da trattare e smaltire a costi aumentati. Il fallimento è certificato dalla fine ingloriosa dell’esperimento di raccolta differenziata che ha interessato una piccola parte della città, esperimento finanziato da Regione Puglia e UE, e dallo stato di abbandono del Centro Comunale per la Raccolta dei Rifiuti costruito due anni fa, sempre con fondi regionali, e tuttora inutilizzato e senza una strada decente per accedervi.

Ora, dopo l’ingresso nella maggioranza di consiglieri provenienti dall’opposizione e firmatari di mozione di sfiducia al Sindaco, tornano in auge promesse mai mantenute negli ultimi anni tra le quali spicca l’impegno a far partire una raccolta differenziata entro sessanta giorni. A questi consiglieri ricordiamo la promessa fatta da Sindaco e AMIU, promessa disattesa ovviamente, di far partire una raccolta differenziata con cassonetti, o bidoni, dotati di microchip per applicare una tariffa puntuale, come da leggi e regolamenti vigenti, con il supporto del CONAI.

La differenza di come AMIU Puglia operi a Bari e Foggia si ricava dall’utilizzo degli utili derivanti dall’esercizio del 2017. A Bari i 4 milioni di maggiori spese previsti saranno compensati dagli utili di gestione di AMIU Puglia ma serviranno anche per incrementare la raccolta differenziata “porta a porta” sino a un’utenza di 76.000 abitanti, raccolta differenziata che, dove attuata, ha dato buoni come il 46% relativo alla “frazione organica”. Anche a Foggia AMIU versa un po’ di soldi derivanti sia dall’utile di gestione che dalle compensazioni per l’impianto di biostabilizzazione ma questi serviranno esclusivamente per contenere l’aumento della TARI. Diverse sensibilità? Diverse “mission” a seconda di dove AMIU Puglia opera? Una cosa è certa: le condizioni di pulizia delle strade e le condizioni dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti non sono comparabili tra le due città. Sufficienti a Bari mentre a Foggia è meglio stendere un velo pietoso grazie anche ai mancati controlli previsti dal contratto di servizio provvisorio.

Le premesse, con la nuova maggioranza di governo della città, non sono delle migliori perché per ora ci sono solo vaghi impegni. Promesse formulate per poter dire di averle mantenute anche con piccoli miglioramenti, come i nuovi cassonetti promessi e in attesa di consegna. Quello che continua a mancare è un piano per ridurre i rifiuti da avviare alla biostabilizzazione (37 euro a tonnellata) e poi a discarica o incenerimento (120 euro a tonnellata) come manca un piano per la riconversione e la valorizzazione dell’impianti di biostabilizzazione in impianto di compostaggio che comporterebbe utili molto più alti per chi lo gestisce limitando molto il costo del trattamento della frazione organica (il 46% del rifiuto tal quale a Bari) con evidenti risparmi per tutti i cittadini.

Foggia 17 aprile 2018
Giorgio Cislaghi per il Circolo Che Guevara Foggia

“Cambio di maggioranza, problemi vecchi in città” ultima modifica: 2018-04-17T08:06:08+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



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