Il via libera dell’Unione europea all’utilizzo dei fondi per contrastare il caro carburanti rappresenta un passaggio significativo per il comparto della pesca e dell’acquacoltura, settori messi sotto pressione dall’aumento dei costi energetici.
A sottolinearlo è Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, che definisce la decisione un segnale positivo per imprese e lavoratori.
“Il via libera all’utilizzo dei fondi dell’Unione europea, registrato in queste ore, per fronteggiare il caro carburanti che sta mettendo a dura prova pesca e acquacoltura è un’ottima notizia per le imprese e i lavoratori del comparto”.
Scognamiglio ha espresso apprezzamento per l’azione del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, citando il lavoro del ministro Lollobrigida e del sottosegretario La Pietra, insieme alla struttura ministeriale, per il risultato raggiunto.
Nel suo intervento, il presidente di Unci AgroAlimentare ha evidenziato come il confronto avviato con il governo abbia aperto una fase di dialogo con le parti sociali e una maggiore attenzione alla filiera ittica italiana, considerata strategica per l’economia e per il Made in Italy.
Il comparto della pesca e dell’acquacoltura viene descritto come un settore con radici storiche profonde, fortemente legato alle economie costiere e impegnato nel contempo in processi di modernizzazione e sostenibilità ambientale.
Secondo Scognamiglio, il segnale arrivato dall’Unione europea conferma anche un rafforzamento del ruolo dell’Italia nel contesto comunitario e una maggiore capacità di incidere sulle politiche di settore.
“Riteniamo che ci si trovi di fronte ad una tappa importante, che può aprire un nuovo clima e un nuovo corso anche in Europa per il rilancio della pesca e dell’acquacoltura, evidenziando il ruolo degli operatori come custodi del mare e del suo patrimonio biologico, con l’Italia e le sue numerose specificità regionali e territoriali quale riferimento per l’intero continente”.



