Prende ufficialmente il via una delle operazioni energetiche più rilevanti degli ultimi anni nel territorio di Cerignola: la Regione Puglia ha autorizzato l’occupazione anticipata d’urgenza dei terreni necessari alla realizzazione del parco eolico “Cerignola Veneta Nord”, un impianto da oltre 50 megawatt destinato a incidere in maniera significativa sul mix energetico regionale.
Il provvedimento, contenuto nell’atto dirigenziale n. 751 del 4 ottobre 2024, segna un passaggio cruciale nella fase esecutiva del progetto promosso dalla società Veneta Energia S.r.l.
L’impianto sorgerà in agro di Cerignola, tra Borgo Tressanti e masseria Acquarulo di Grillo, e sarà composto da 12 aerogeneratori da 4,2 MW ciascuno, per una potenza complessiva di 50,4 MW. Un’infrastruttura che rientra a pieno titolo nella strategia regionale di sviluppo delle energie rinnovabili, già autorizzata nel 2023 con apposita Autorizzazione Unica.
Con il nuovo atto, la Regione ha disposto l’occupazione anticipata dei terreni, misura prevista dalla normativa in materia di espropri per opere di pubblica utilità. La procedura consente di accelerare l’avvio dei lavori, garantendo al contempo ai proprietari il riconoscimento di indennità provvisorie. Le aree interessate, dettagliate negli allegati tecnici, comprendono terreni agricoli, vigneti e particelle urbane, con indennizzi calcolati in base alla tipologia di utilizzo e alla superficie coinvolta. I proprietari avranno la possibilità di accettare le somme proposte oppure richiedere una nuova valutazione attraverso tecnici o commissioni competenti.
L’iter dell’impianto non è stato privo di ostacoli. Il progetto ha infatti incrociato quello di un altro parco eolico promosso da una diversa società nella stessa area, dando origine a contenziosi amministrativi. La situazione si è sbloccata solo alla fine del 2023, quando le parti hanno raggiunto un accordo transattivo che ha consentito di superare le interferenze tecniche tra i due impianti. Tra le modifiche concordate, la riduzione del numero di aerogeneratori previsti nel layout originario e l’adeguamento delle infrastrutture di connessione.
L’atto stabilisce tempi precisi: l’immissione in possesso dei terreni dovrà avvenire entro tre mesi dalla data del provvedimento. Un passaggio che segna, di fatto, l’avvio concreto delle operazioni sul campo. Contestualmente, la società proponente sarà responsabile non solo della realizzazione dell’impianto ma anche degli eventuali oneri economici legati agli espropri, trattandosi di un’opera di interesse pubblico ma a iniziativa privata.
A cura di Michele Solatia.



