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VIOLENZA SESSUALE Portanova, confermata condanna a 6 anni per violenza sessuale di gruppo: “Sono innocente e ho portato le prove”

"È assurdo, sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile, sono innocente e ho portato le prove. Non mi fermerò perché credo nella giustizia”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
17 Aprile 2026
Cronaca // Primo piano //

La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per il calciatore della Reggiana Manolo Portanova, accusato di violenza sessuale di gruppo. La sentenza conferma quanto già stabilito in primo grado dal Tribunale di Siena, segnando un nuovo passaggio giudiziario in una vicenda che si trascina da circa cinque anni.

Il giocatore ha reagito con durezza alla decisione dei giudici, ribadendo la propria estraneità ai fatti: “È assurdo, sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile, sono innocente e ho portato le prove. Non mi fermerò perché credo nella giustizia”. Il suo legale, l’avvocato Gabriele Bordoni, ha già annunciato il ricorso in Cassazione, ultimo grado di giudizio.

La vicenda risale alla notte tra il 30 e il 31 maggio 2021 a Siena. Secondo la denuncia di una giovane all’epoca 22enne, la serata trascorsa con il calciatore e altre tre persone si sarebbe trasformata in un episodio di violenza all’interno di un appartamento del centro storico. La difesa ha sempre sostenuto la tesi del rapporto consenziente.

Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, la ragazza si sarebbe inizialmente appartata con Portanova, ma l’arrivo degli altri tre uomini avrebbe modificato radicalmente la situazione. Le decisioni dei tribunali si sono basate su testimonianze, riscontri e contenuti estratti dai telefoni cellulari.

Nella sentenza di primo grado viene riportato che la giovane “manifestò la propria volontà di voler avere un rapporto sessuale solo con Manolo e di non volerne uno di gruppo con i quattro ragazzi”, esprimendo tale posizione “in modo ripetuto e inequivocabile”. I giudici hanno inoltre evidenziato che “il suo dissenso è stato sin da subito, e per tutta la durata del rapporto sessuale di gruppo, evidente e manifesto”.

Nonostante ciò, secondo l’impianto accusatorio confermato nei vari gradi di giudizio, l’episodio sarebbe proseguito fino alla sua conclusione e sarebbe stato anche documentato tramite dispositivi mobili.

Ora la vicenda si sposta davanti alla Corte di Cassazione, che rappresenta l’ultimo grado di giudizio. Per Portanova si tratta dell’ultima possibilità per ribaltare la condanna e chiudere un procedimento che ha segnato profondamente la sua carriera sportiva e la sua vita personale.

Lo riporta leggo.it.

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