BARI – La manovra annunciata dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, per coprire il disavanzo sanitario del 2025 – stimato in circa 349 milioni di euro – apre un acceso dibattito politico e sociale sulla scelta di aumentare l’addizionale regionale IRPEF per reperire le risorse necessarie.
Se da un lato viene riconosciuto lo sforzo della Regione di recuperare circa 107 milioni di euro attraverso il taglio dei costi della politica e della macchina amministrativa, dall’altro cresce il malcontento verso la decisione di far ricadere il peso principale della manovra sui contribuenti.
Secondo numerose osservazioni critiche, il punto centrale della questione non riguarda soltanto l’aumento delle aliquote, ma il principio stesso su cui si fonda il provvedimento: coprire inefficienze e squilibri del sistema sanitario attraverso un ulteriore prelievo fiscale sui redditi dichiarati.
“A pagare saranno sempre gli stessi”. La tesi sostenuta dalla Regione, secondo cui il 70% dei cittadini subirà rincari minimi o quasi impercettibili, viene giudicata da molti come una rappresentazione parziale della realtà economica pugliese.
Il nodo principale riguarda infatti la struttura dell’IRPEF, imposta che si basa esclusivamente sui redditi dichiarati. In un Paese dove l’evasione fiscale continua a rappresentare un fenomeno strutturale, il rischio evidenziato è quello di colpire ancora una volta soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati, categorie che non possono occultare il proprio reddito perché tassate direttamente alla fonte.
Il tema si intreccia inoltre con l’attuale crisi del potere d’acquisto. L’inflazione degli ultimi anni ha ridotto significativamente il valore reale degli stipendi e delle pensioni, mentre il costo della vita – tra energia, mutui, alimentari e servizi – continua a crescere.
Per molti osservatori, parlare di “redditi alti” oltre la soglia dei 50 mila euro annui rischia di essere fuorviante. Una cifra che, al netto delle imposte, corrisponde a circa 2.500 euro mensili e che oggi identifica sempre più spesso il ceto medio, non una fascia privilegiata della popolazione.
La misura assume anche una forte valenza politica. Mentre il governo nazionale guidato dal centrodestra ha avviato una riduzione delle aliquote IRPEF, la Regione Puglia guidata dal centrosinistra sceglie invece di aumentare la pressione fiscale.
Una contraddizione che, secondo i critici della manovra, rischia di alimentare ulteriormente lo stereotipo del centrosinistra come “partito delle tasse”, andando a colpire proprio quella fascia sociale – lavoratori dipendenti, impiegati pubblici, pensionati e ceto medio urbano – che storicamente rappresenta una parte importante del suo elettorato.
Le alternative possibili
Tra le proposte avanzate nel dibattito pubblico emerge l’ipotesi di una rimodulazione dei ticket sanitari, con esenzioni limitate esclusivamente alle fasce economicamente più fragili.
In questo quadro, diversi osservatori suggeriscono di utilizzare in modo più incisivo l’ISEE e i controlli incrociati sui patrimoni mobiliari e immobiliari per determinare il reale stato di bisogno dei cittadini, superando un sistema basato soltanto sul reddito dichiarato.
L’obiettivo, secondo questa impostazione, dovrebbe essere quello di costruire un modello fiscale più equo, capace di distribuire il peso della spesa pubblica in base alla ricchezza effettiva e non esclusivamente sui redditi tracciabili.
Il dibattito sull’aumento dell’addizionale IRPEF va oltre i numeri del bilancio sanitario. Tocca un tema più profondo: il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Perché se il risanamento dei conti pubblici appare necessario, cresce la percezione che il sacrificio venga richiesto sempre agli stessi contribuenti, mentre evasione fiscale, sprechi e inefficienze continuano a rappresentare nodi irrisolti del sistema.
Ed è proprio su questo terreno che si giocherà la sfida politica dei prossimi mesi in Puglia: trovare un equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici, giustizia sociale e consenso dei cittadini.




Complimenti per il contenuto della lettera aperta anche se nulla cambia rispetto alla decisione irrevocabile di aumentare la pressione fiscale regionale ai “soliti noti” senza intaccare minimamente gli stipendi di consiglieri, assessori e dirigenti. I pugliesi ringraziano ma…..ricorderanno.
Bravo .. bravissimo ❤️👏❤️👏
I sindacati e anche le altre forze politiche si devono attivare con Mac urgenza per fermare lo spaventoso e ulteriore scempio sulle tasche di chi già paga le tasse sino all’ultimo centesimo. Fermare questo personaggio e subito!!! Fermatelo!
Condivido al 100% quanto rappresentato dal competente autore dell’articolo. La protesta mia, di mio marito figli colleghi non sarà quella del non voto, voteremo contro di voi. Statene certi paladini dei furbi.
AVETE FATTO CURARE GLI IMMIGRATI GRATIS E MO FATE PAGARE IL CONTO A NOI,VIGLIACCHI INDEGNI
Vampiri senza scrupoli … è bello godere con le chiappe dei cittadini onesti. Con quale coraggio vi definite “ideologicamente ” di sinistra? De Caro stai facendo rivoltare nelle loro tombe: Berlinguer, Di Vittorio.. Pertini! Tu non mi rappresenti affatto!🤮
Condivido ma con una variante fondamentale, deve pagare chi ha creato la voragine finanziaria.
Anzi gli toglierei le armi per non fare altri danni .
Presidente svegliaaaaa
avete votato a sinistra ancora una volta pensando a decaro come il paladino della politica pugliese, il sindaco che implorava i pugliesi per vaccinarsi contro un virus costruito a tavolino, il suo compagno di partito ha sperperato milioni di euro per la costruzione di un ospedale Covid che non è servito a nessuno fuorché i suoi compagni di merenda ( tutte imprese baresi) , la sanità è un disastro dai tempi del Sig. Vendola altro paladino della politica pugliese, se continuate a votare a sx. i baresi fagociteranno i Foggiani! comunque i comunisti sono solo capaci di aumentare le tasse per gli errori commessi sempre da loro ! se l’avesse fatto il centro dx avrebbero rispolverato i girotondi della sx . bravo decaro hai iniziato alla grande, anche un certo campo a manfredonia diceva che il popolo fosse un gregge di pecore! credo che farà la sua stessa fine ..
Vergogna presidente Decaro, voto da 50 a sinistra e per l’ennesima volta subiro’ l’ennesimo taglio della pensione. Se il governo centrale ha tagliato i fondi per la sanità, il disavanzo fatelo pagare a tutti e non solo e sempre ai soliti noti.
avete votato a sinistra ancora una volta pensando a decaro come ilpaladino della politica pugliese, il sindaco che implorava i pugliesi per vaccinarsi contro un virus costruito a tavolino, il suo compagno di partito ha sperperato milioni di euro per la costruzione di un ospedale Covid che non è servito a nessuno fuorché i suoi compagni di merenda ( tutte imprese baresi) , la sanità è un disastro dai tempi del Sig. Vendola altro paladino della politica pugliese, se continuate a votare a sx. i baresi fagociteranno i Foggiani! comunque i comunisti sono solo capaci di aumentare le tasse per gli errori commessi sempre da loro ! se l’avesse fatto il centro dx avrebbero rispolverato i girotondi della sx . bravo decaro hai iniziato alla grande, anche un certo campo a manfredonia diceva che il popolo fosse un gregge di pecore! credo che farà la sua stessa fine ..
Secondo il nostro art. 53 della Costituzione, tutti devono contribuire alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva. Si tratta del principio di universalità dell’obbligo tributario che, da più di 30 anni, viene largamente disatteso, con sfumature diverse, da tutti i Governi della Seconda Repubblica.
In base alle ultime statistiche ufficiali, in Italia un contribuente su quattro non versa nulla allo Stato, ma gode di benefici, esenzioni e bonus vari. Stiamo parlando di oltre 11 milioni di contribuenti che rientrano nella soglia di esenzione fiscale, la cosiddetta “no tax area”, introdotta dal duo Berlusconi-Tremonti nel 2003 e poi riformulata da Prodi.
Ma la questione forse più seria è un’altra. I redditi dei contribuenti non vengono trattati e tassati in modo uguale. E questo rende il nostro sistema tributario iniquo ed eticamente inaccettabile, soprattutto per i lavoratori dipendenti e i pensionati con un reddito medio-basso.
Non tutti sanno che i redditi diversi da lavoro dipendente e da pensione, nel tempo sono stati sottratti, in tutto o in parte, alla base imponibile dell’Irpef (che è un’imposta progressiva). Si tratta dei redditi da capitale, redditi da beni immobili, redditi da lavoro autonomo e anche d’impresa, per citare i principali. Per tutti questi redditi non vale il principio dell’imposta progressiva, ma sono tassati con un’unica aliquota, cosiddetta “flat”.
Questa aliquota unica è differente a seconda della natura del reddito. Gli azionisti sono tassati al 26%, gli interessi dei titoli di Stato al 12.5%, il lavoro autonomo al 15% e la tassa sugli affitti è al 10% o al 21%.
I contribuenti percettori dei redditi sopra citati che si trovano in una condizione di perenne privilegio fiscale sono diversi milioni.
Il nostro, di fatto, è un sistema fiscale duale: da una parte gli evasori (legali e illegali) dall’altro i tartassati. Una vera degenerazione del nostro ordinamento tributario che tradisce la lettera e lo spirito dell’articolo 53 della nostra Costituzione.
Sulla vergognosa manovra annunciata dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, di aumentare l’addizionale regionale IRPEF per coprire il disavanzo sanitario del 2025, devo dire che sono indignato ma non meravigliato!
I politici, vivendo di consenso, non possono permettersi di reperire le risorse finanziarie contrastando in modo determinato evasione ed elusione tributaria dal lato delle entrate, nonché sprechi e inefficienze dal lato della spesa pubblica.
I rischi di un tracollo elettorale e di perdita di potere e privilegi sono enormi!
Dimettiti!
Ricordate bene chi ha creato questo casino, e non votiamolo di conseguenza alle politiche.
Perché Decaro non fa nome e cognome e gli presenta il conto.
Vannacci vi travolgerà caproni…poi non vi lamentate.
I gloriosi sindacati “rossi” muti…?
E i pentastellati…dove sono…?
Nessuna protesta…?
Fossero stati altri, non compagni &c., magari solo a parlarne, vi sarebbe già stata una insurrezione da parte dei “paladini” della classe operaia.
A proposito…per Michele ancora nessuna ricollocazione…? Sindaca di Foggia, perché non insisti per accoglierlo come, già in passato, fece il tuo omologo di San Severo….Dai, sú fatti questo regalo !
E’ arrivato il momento di dire BASTA , a tutti questi aumenti di beni, servizi e TASSE SANGUISUGHE , sempre a carico di lavoratori stipendiati e pensionati ( da fame) , mentre stipendi e pensioni sono bloccati da 20 anni.
Ormai l’inflazione degli ultimi 5 anni, con aumenti vari del 30 al 50 per cento, hanno ridotto il potere di acquisto al consumo degli stessi, a non arrivare alla seconda settimana del mese.
Fare il POLITICO non significa , semplicemente aumentare l’irpef, l’iva, le accise, la tari, l’imu..rt ka tenn, ma trovare e tagliare le spese INUTILI, o enti inutili che comportono speco di denaro pubblico.
Le associazioni e i sindacati dei consumatori, che FINE HANNO FATTO ?.
Anche loro si sono VENDUTI al PARTITO????
Le agenzie delle entrate, invece di perdere tempo per chi possiede uno stipendio e una casa, che tramite il codice fiscale gia’ sanno che non si puo’ evadere, andassero a controllare i vari MILIARDARI che evadono fior di milioni di euro ogni anno, e prima che vadano in prescrizione.
Una corda non si puo’ sempre tirarla al massimo, perchè si potrebbe spezzare e prenderla in FACCIA.
Il manager deve subire le responsabilità che si assume quando sottoscrive un contratto. Spendere i soldi degli altri senza darne conto, è facile.
Decaro una delusione, è uguale al suo predecessore. Si pensava che fosse una svolta, qualcosa di nuovo e una speranza, invece come al solito la sinistra dei Radical Chic è solo chiacchiere, poltrone e tasse. Voto sprecato, mai più!😥😥😥
Questa gente non potrebbe amministrazione manco un piccolo condominio e li mandano al potere non avendo alcun ideale politico e preparazione professionale.
Che cosa vi aspettate da una sinistra affarista e priva di scrupoli ..mi raccomando🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑 votiamoli!!
Manifestare in piazza contro i vampiri rossi come avvenne 20 anni fa!😡https://youtu.be/dOVkpRem6bM?is=tRWBSCsb4RlS0MRf
https://youtu.be/dOVkpRem6bM?is=tRWBSCsb4RlS0MRf
Mangia cozze che caspita combini?
Dei debiti nella Sanità pugliese, immagino lo sapesse anche prima di essere eletto, però non conveniva psrlarne nei comizi elettorali. Figuriamoci.
Perché non si va a vedere, invece, cone si è arrivati s qursto grosso debito?
E poi non è giusto che a pagare sono srmprr i soliti noti. Facciamo pagare anche gli autonomi(idraulici. Meccanici, agricoltori, ambulanti chi più ne ha piu ne metta, che se gli chiedi di rilasciare uno scontrino e come se gli chiedessi un prestito a fondo perduto.
@ Vito :
Hai dimenticato le categorie protette di avvocati, medici privati, ingegnari, dentisti, consulenti,……con agenda piena di appuntamenti dai 7 ai 10 giorni, con visite medie di 10 al giorno, al prezzo di 120/250 euro, con entrate di 1.000/1.500 euro giornalieri, senza fattura.
Alfredo tutte le categorie eludono fisco e godono di tutte le agevolazioni essendo poveri sulla carta, tranne i dipendenti e pensionale
Colpire i redditi dei politici percepiscono indennità, vitalizi e pensioni dorate..colpire i beni dei politici.
Macellai sociali, cravattari!
Decaro, hai pensato bene di addebitare a tutti i contribuenti della puglia, lo sfacelo della sanità pugliese creata dal tuo amico Emiliano, al quale anziché addebitargli ogni responsabilità e fargli tirare fuori dalle sue tasche i soldi che ha sperperato, tu ti stai svenando affinché venga assunto come consulente nella regione Puglia. Non ti basta quello che ha combinato? A tutto c’è un limite. Come fanno i pugliesi a credere in voi.