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Da domani in vigore la Riforma del Condominio, tutte le novità


Di:

Guglielmo Diurno (st)

Foggia, 17/06/2013 – Entra in vigore domani l’attesa «Riforma del condominio». A 70 anni dal varo del Codice civile, la legge 220/2012 riscrive le regole che disciplinano il condominio. Maggioranze, millesimi, nomina dell’amministratore, spese e riscaldamento sono alcuni degli aspetti modificati dalle nuove norme.

In quest’ambito, l’Associazione nazionale amministratori condominiali ed immobiliari (Anaci) della provincia di Foggia organizza il convegno nazionale dal titolo “Obblighi di sicurezza in condominio”.

L’iniziativa vanta i patrocini dell’Ordine degli avvocati di Foggia, dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Foggia, dei consulenti del lavoro, dell’Ordine dei geometri e dell’Ordine dei periti industriali.

L’appuntamento è per venerdì 21 giugno, a Foggia, nella sala congressi International ricevimenti, in via Cerignola (km 3) e per sabato 22 giugno, nella biblioteca provinciale di Foggia, in viale Michelangelo.

Ecco il programma della due giorni. Alle 15 di venerdì sono previsti i saluti di Guglielmo Diurno, presidente Anaci Foggia; Vito Lucente, presidente Anaci Regione Puglia; Antonio De Giovanni, coordinatore macrozona Sud Anaci; Pietro Membri, presidente nazionale Anaci; Antonio Ciarambino, presidente Ordine degli avvocati; Lorenzo Taggio, presidente Aiga; Massimiliano Fabozzi, presidente dei consulenti del lavoro; Leonardo Pietrocola, presidente Ordine dei geometri; Antonio De Venuto, presidente dell’Ordine dei periti industriali.

Sono previste, poi, le relazioni di Massimo Vitucci, Rspp Regione Puglia; Vincenzo Sabatino, funzionario dell’Ispettorato del Lavoro; Francesco Burrelli, vicepresidente nazionale vicario di Anaci. Modera Piero Bonito, consigliere regionale Anaci Regione Puglia.
Sabato mattina, a partire dalle 9, nella biblioteca provinciale, relazioneranno Francesco Burrelli, vicepresidente nazionale vicario di Anaci, e gli avvocati Giuseppe Di Gennaro e Guido Celentano. Alle 12.30 saranno consegnati gli attestati.

Ecco, in sintesi, le principali novità introdotte dalla riforma:

AMMINISTRATORE
– La nomina è obbligatoria se i condomini sono più di otto (prima era più di quattro). Per poter esercitare l’attività di amministratore sono richiesti specifici requisiti, tra cui il godimento dei diritti civili e politici, il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, la frequenza ad un corso di formazione e l’aggiornamento professionale. L’amministratore è tenuto ad affiggere nell’atrio le sue generalità complete, domicilio e recapiti telefonici. La sua retribuzione va espressa all’atto della nomina e ad ogni rinnovo. Aumentano i compiti, così come le responsabilità.

ASSEMBLEA
– La convocazione è ammessa anche a mezzo posta elettronica certificata o fax. Riguardo alle maggioranze, è valida la prima convocazione se partecipano i 2/3 del condominio (667 millesimi). In seconda convocazione basta un terzo (334 millesimi). Per la validità delle delibere in prima convocazione occorre la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 500 millesimi; in seconda convocazione almeno 334 millesimi.

E’ necessaria la maggioranza degli intervenuti per l’installazione dell’antenna centralizzata e satellitare; il superamento delle barriere architettoniche; il contenimento del consumo energetico; l’installazione impianti di produzione energia solare, eolica o comunque rinnovabile; l’adozione sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore; l’installazione di impianti di videosorveglianza.

DELEGHE
– Circa le deleghe, se i condomini sono più di venti, non si può rappresentare più di 1/5 dei condomini e del valore proporzionale; l’amministratore non può ricevere mai deleghe; nel super-condominio se i condomini sono più di 60, si può delegare un rappresentante per ogni singolo condominio.

CONTO CORRENTE
– E’ obbligatorio intestarlo al condominio e il relativo estratto conto è liberamente consultabile dai condòmini;

PAGAMENTI
– I creditori possono richiedere all’amministratore l’elenco dei condomini morosi e possono agire a danno dei condòmini in regola solo dopo aver escusso gli altri. L’amministratore ha l’obbligo di curare il recupero entro sei mesi dalla data di chiusura del rendiconto.

ARCHIVIO
– La documentazione deve essere conservati per 10 anni.

IMPIANTI TV E PRODUZIONE DI ENERGIE RINNOVABILI– L’installazione deve essere comunicata all’amministratore (con la specifica delle modalità esecutive) e l’assemblea può vincolare le modalità di esecuzione o richiedere un deposito cauzionale.

MULTA
– Scatta per violazione del regolamento fino a 200 euro e, in caso di recidiva, fino a 800 euro.

LAVORI STRAORDINARI

– Diventa obbligatorio costituire un fondo di importo equivalente alla spesa per i lavori.

MILLESIMI
– Per la rettifica e modifica è richiesta la maggioranza degli intervenuti e almeno 500 millesimi in caso di errore o alterazione superiore ad un quinto del valore dell’unità immobiliare.

PARTI COMUNI
– La modifica della destinazione d’uso può essere approvata con 4/5 dei condomini e 4/5 del valore millesimale. E’ impedita se ne pregiudica la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico.

QUATTRO REGISTRI
– Anche informatizzati: Anagrafico condominiale, di nomina e revoca dell’amministratore, classico dei verbali assemblee, analitico per la contabilità.

RISCALDAMENTO
– Il distacco è consentito se non comporta notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri.

SITO WEB DEL CONDOMINIO
– L’attivazione è facoltativa su delibera dell’assemblea e a spese a carico della proprietà.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Da domani in vigore la Riforma del Condominio, tutte le novità ultima modifica: 2013-06-17T16:37:05+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il “decreto del fare” reintroduce la mediazione obbligatoria : ora tutti gli avvocati esercitanti diventano, di diritto, mediatori !!!

    Il Governo “Letta” ha reintrodotto, con decreto, la mediazione civile obbligatoria come condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria: il provvedimento che ha reinserito il tanto discusso istituto è stato approvato, dal Consiglio dei Ministri, lo scorso sabato 15.06.2013, con il decreto detto “Decreto del Fare”.

    Nel ripristinare la mediazione civile obbligatoria, il Governo ha intesto accogliere le proposte che erano state avanzate dall’avvocatura. Ecco quindi le diversità della nuova mediazione rispetto a quella che, invece, lo scorso ottobre, la Consulta aveva dichiarato incostituzionale:

    In primis, non rientreranno nella mediazione obbligatoria le liti relative ai danni da circolazione stradale. Restano confermate invece le altre materia, dal condominio alle successioni.
    Sono quindi comprese le cause relative a condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

    Viene, altresì, introdotta una mediazione prescritta dal giudice, che opera fuori dai casi della mediazione obbligatoria preventiva, e sempre per quanto attiene ai diritti disponibili.
    Si tratta di una mediazione “endoprocessuale”, da parte del giudice che deve formulare una sua proposta transattiva: la parte che rifiuta senza motivo si espone al rischio di eventuali responsabilità processuali in quanto il suo rifiuto della proposta costituisce comportamento valutabile ai fini del giudizio.

    La mediazione sarà interamente gratuita per tutti i soggetti che, nel corrispondente giudizio, hanno diritto all’ammissione al gratuito patrocinio.
    Per i restanti casi è prevista la “forfettizzazione” e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l’incontro preliminare.

    Viene previsto un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione.

    La mediazione avrà una durata di massimo tre mesi invece di quattro. Decorso tale termine, il processo potrà essere iniziato o proseguito.

    Per divenire titolo esecutivo e per potersi iscrivere ipoteca giudiziale, l’accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti. Dunque, è stato accolto l’accorato appello proposto dalla avvocatura della necessità della presenza dei legali alla conciliazione.

    Novità fondamentale introdotta dal “decreto del fare” è che gli avvocati, che esercitano la professione, saranno considerati, di diritto, con la qualifica di mediatori. Con buona pace di quanti, invece, in passato, avevano speso elevati importi per i corsi di formazione.

    Quando, all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore, il procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a mille euro; di 120 euro, per le liti di valore sino a 10 mila euro; di 200 euro, per le liti di valore sino a 50 mila euro; di 250 euro, per le liti di valore superiore. E chi non partecipa alla mediazione paga una somma pari al contributo unificato per la lite.
    Foggia, 17 giugno 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • avv. Gegè Gargiulo

    Importante commento su una fondamentale novità introdotta con il decreto del fare del Governo Letta….merita un articolo a se stante ,vero? Saluti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo(eucariota@tiscali.it)
    La Riforma del condominio ed effetti sui contatori condominiali: vietato il distacco a tutti se uno non paga!

    Uno degli effetti (principali) della riforma del condominio si attua in caso di morosità di uno o più condomini nel pagamento delle utenze (per esempio dell’acqua).

    In tali ipotesi, infatti, il gestore del servizio idrico, qualora non abbia ricevuto l’intero pagamento del proprio credito – proprio a causa della morosità di singoli condomini – non potrà più staccare l’utenza all’intero palazzo, ma dovrà al contrario continuare a erogare l’acqua a tutto il condominio.

    In particolare, il gestore sarà tenuto a tentare prima la riscossione nei confronti dei condomini non in regola con i pagamenti e, solo se risultato vano tale tentativo, potrà procedere nei confronti di tutti gli altri.

    L’effetto di tale modifica riguarderà, in particolare, diverse città che hanno ancora contatori condominiali.

    Ciò nonostante, alcuni gestori di servizi condominiali continuano a minacciare il distacco delle utenze all’intero palazzo qualora non ricevano il pagamento di tutto l’importo a loro dovuto. Si tratta, però, di un comportamento illegittimo.

    L’amministratore di condominio, in questi casi, dovrà corrispondere al gestore le somme percepite dai condomini in regola coi pagamenti, invitandolo ad aggredire quelli morosi (previa indicazione dei nomi). A sua volta, il gestore, non potrà distaccare la fornitura del servizio all’intero palazzo, in danno anche dei condomini in regola con le bollette.
    Foggia, 18 giugno 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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