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Ilva, Ronchi: la salute non è negoziabile


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Roma – “Il primo compito da attivare all’Ilva è quello di verificare, organizzare e rafforzare la struttura di gestione ambientale, anche con un pò di formazione e rivedendo la catena di comando: la macchina ambientale interna dev’essere in condizione di operare al meglio”. Lo ha affermato, questa mattina a Radio Città Futura, Edo Ronchi, ex ministro dell’Ambiente e neo subcommissario ambientale per l’Ilva, neo subcommissario a Enrico Bondi, con ruolo nell’ambito della tutela ambientale.
“Non c’è alternativa – spiega Ronchi – la salute non è negoziabile e migliaia di persone non possono vivere senza lavoro, per cui spero si possa trovare una soluzione: a mio parere il punto di partenza è la debolezza del sistema di gestione ambientale dell’Ilva. Prima di fare bisogna organizzare le cose in modo che la struttura dell’ azienda sia in grado di farle”.

In merito ai fondi, invece, destinati al risanamento ambientale ricavabili dagli 8 mliardi, provento di sequestro dei Riva, il subcommissario evidenzia come non sia semplice l’operazione. IN particolare “il sequestro non mette automaticamente a disposizione le risorse e nella quantificazione del sequestro ci sono anche gli impianti dell’Ilva ed altre risorse che non sono traducibili in risorse da investire nel risanamento. Spero – conclude – almeno in una parte: mi attende un lavoro molto impegnativo e ovviamente devo studiare meglio la situazione”.

Redazione Stato

Ilva, Ronchi: la salute non è negoziabile ultima modifica: 2013-06-17T11:57:09+00:00 da Redazione



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