Manfredonia

La settimana economica, previdenza volontaria, questa sconosciuta


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Prima e dopo (ss@)

La normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso, a regime, il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali shock negativi. … Il nostro sistema pensionistico rimane però caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori…“ con queste parole Mario Monti – premier del precedente governo tecnico – annunciava l’introduzione di correttivi per la riforma del sistema previdenziale italiano.

Analizzando in maniera sommaria le strutture pensionistiche europee è possibile osservare un orientamento di fondo verso un sistema cosiddetto a “Tre pilastri”: un primo pilastro Pubblico che garantisca a tutti l’assistenza minima; quello Aziendale (o di Categoria), destinato ai lavoratori dipendenti per assicurare loro una previdenza integrativa; e infine un terzo pilastro rappresentato dalla Previdenza Volontaria a carattere individuale. In Germania, Svizzera e Olanda questi tre pilastri sono ben bilanciati tra di loro, mentre il ricorso a forme pensionistiche integrative private è prevalente in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Giappone.

Secondo quanto appena affermato, dal sistema previdenziale nazionale è realistico attendersi – sotto forma di rendita pensionistica – il minimo dovuto in ragione di quanto si sarà versato – sotto forma di contributi pensionistici – durante il periodo lavorativo (con il metodo contributivo – evidentemente più sostenibile ed equo, se si valuta l’effettiva contribuzione, ma un vero e proprio incubo rispetto al metodo retributivo cui si erano abituate le precedenti generazioni – non sono immaginabili miracoli).

E allora? Che cosa è necessario fare per potersi garantire una serena vecchiaia? Una risposta è stata già fornita, anche se non in maniera specifica rispetto all’argomento di cui si discute, in un articolo pubblicato in precedenza ed al quale rimandiamo per approfondirne le tematiche (www.manfredonia24.net/2013/01/12/la-settimana-economica-pianifico-ergo-sum/). Regola numero uno: la pensione si costruisce in gioventù. Contano gli anni e la misura dei contributi pagati, visto che il calcolo dell’importo dipenderà interamente da quanto si è versato. Che decidiate di aderire a fondi pensione oppure a piani individuali di previdenza (PIP) oppure ad altri strumenti finanziari, non è elemento fondamentale (l’ottimo, ovviamente, sarebbe intraprendere un percorso virtuoso di valutazioni e decisioni affiancati da un professionista del settore), ciò che invece non può essere contemplato è restare inermi a guardare il mondo che cambia.

Una cosa è certa: la pensione del futuro sarà più bassa di quella che ogni mese incassano oggi i vostri genitori.

Per rendere più consapevoli le persone sul proprio futuro previdenziale – anche se chi è diffidente di natura, non si lascia convincere quasi da nulla, probabilmente neanche dal presente articolo – avrebbe dovuto essere distribuita, già nel 2012, la cosiddetta “busta arancione” (come già avviene nei paesi scandinavi; al riguardo numerosi programmi TV hanno realizzato dei servizi, si cita in particolare quello trasmesso da Report condotto da Milena Gabanelli) che fornisce una proiezione annuale della pensione totale maturata da ogni lavoratore e la proiezione dell’assegno che il futuro pensionato dovrebbe ricevere. Ancora una volta, lo scopo è proprio quello di spingere le persone a costruire un’adeguata pensione complementare.

Potremmo dilungarci ulteriormente per sottolineare con ancor più vigore l’importanza, e i vantaggi, di una corretta pianificazione previdenziale, ma il diffidente troverà sempre “buoni” motivi per esprimere dubbi e opporre obiezioni a qualcosa che non conosce. E’ vero c’è il detto: “Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”, ma teniamo sempre ben impresso nella nostra mente che esiste anche quello che sostiene che “Chi è causa dei propri mali, pianga se stesso”.

Uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, Benjamin Franklin ha scritto: “Lagnarsi sempre è il peggior modo di pagare gli agi di cui godiamo“. E’ dunque giunto il momento di Agire.

(A cura del Dott. Leonardo Taronna
Analista Economico e Finanziario
leonardotaronna@hotmail.com)

La settimana economica, previdenza volontaria, questa sconosciuta ultima modifica: 2013-06-17T10:21:25+00:00 da Redazione



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