FOGGIA. Davanti alla Corte d’Assise di Foggia, si avvia verso la conclusione il processo per l’omicidio di Giuseppe Ciociola, l’agricoltore 59enne di Manfredonia ucciso nel marzo 2022 in un casolare di campagna in località Alma Dannata, nell’agro di Zapponeta.
La giornata processuale ha rappresentato uno dei passaggi più significativi dell’intero dibattimento, giunto ormai alle battute finali dopo mesi di testimonianze, perizie e confronti tra accusa e difesa.

Il Pubblico Ministero Alessio Marangelli, nel corso della requisitoria, ha sostenuto la piena responsabilità dell’imputato per l’omicidio di Ciociola, chiedendo la condanna all’ergastolo con l’applicazione della misura accessoria dell’isolamento diurno per un anno.
Anche la parte civile si è riportata alle conclusioni formulate dall’accusa, chiedendo inoltre il risarcimento dei danni in favore delle persone offese.
Di diverso avviso la difesa dell’imputato, che ha invece chiesto l’assoluzione. In subordine, il legale ha sollecitato una nuova perizia collegiale sull’arma del delitto, una sorta di “super perizia” finalizzata ad approfondire ulteriormente gli accertamenti balistici sulla pistola ritenuta dagli inquirenti quella utilizzata per uccidere Ciociola e successivamente collegata anche all’omicidio di Cirillo.

La Corte ha disposto il rinvio dell’udienza al prossimo 26 giugno, data nella quale saranno eventualmente svolte le repliche del Pubblico Ministero. Successivamente, salvo diverse determinazioni dei giudici, potrebbe arrivare la decisione finale.
Secondo quanto previsto dal codice di procedura penale, infatti, una volta concluse le repliche dell’accusa il procedimento dovrebbe essere maturo per la sentenza.
L’udienza odierna segue quella dello scorso maggio, quando la Corte aveva escluso l’ultimo testimone indicato dalla difesa, decisione che aveva ulteriormente ristretto il perimetro istruttorio del processo e segnato l’avvicinamento alla fase conclusiva del dibattimento.



