Non solo un problema di criminalità, ma anche una grave minaccia per l’ambiente. Nelle campagne della provincia di Foggia, nei pressi del torrente Carapelle, sono state rinvenute tredici carcasse di automobili rubate, smontate e successivamente abbandonate in un’area rurale. La scoperta è stata effettuata dagli ispettori ambientali della Civilis durante un’attività di monitoraggio del territorio.
Secondo quanto emerso, i veicoli sarebbero stati utilizzati dalle organizzazioni criminali specializzate nel traffico illecito di pezzi di ricambio. Dopo il furto, le auto vengono trasferite in luoghi isolati, dove vengono rapidamente smontate per recuperare le componenti più richieste dal mercato nero. I resti vengono poi incendiati oppure lasciati all’aperto, trasformando vaste aree agricole in vere e proprie discariche abusive.
Tra i modelli maggiormente presi di mira figura la Fiat Panda, da anni tra le vetture più rubate in Italia per l’elevata richiesta di ricambi usati.
L’abbandono delle carcasse rappresenta però anche un serio rischio ambientale. Nei veicoli restano infatti residui di carburante, oli lubrificanti, liquidi per freni e refrigeranti, oltre a sostanze chimiche e metalli pesanti che possono infiltrarsi nel terreno e contaminare le falde acquifere.
Gli esperti sottolineano come tali episodi possano avere conseguenze rilevanti sull’ecosistema locale e sulle attività agricole della zona, con possibili ripercussioni sulla qualità dei suoli e delle coltivazioni.
L’ennesimo ritrovamento riaccende il dibattito sulla necessità di intensificare i controlli nelle aree rurali della Capitanata e di rafforzare le attività di contrasto ai furti d’auto e allo smaltimento illecito dei veicoli.
Le autorità competenti sono ora impegnate nelle operazioni di bonifica dell’area e negli accertamenti per individuare i responsabili.
A cura di Michele Solatia.




sì ma questo scempio non finirà mai se non rendono severissime le pene per ladri e ricettatori!