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Monte Sant’Angelo, il lato “oscuro” dell’ex Pretura


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Monte Sant’Angelo – QUELLA dell’immobile che fino agli anni ’80 ha ospitato la Pretura di Monte Sant’Angelo appare come una faccenda singolare e che, aldilà delle questioni di “facciata”, in questi giorni pare implodere su se stessa. In seguito al trasferimento dei suddetti uffici, l’immobile ha ospitato fino al 2013 le attività della scuola materna “Ingrasso” nei locali superiori e due associazioni di volontariato (ENFAS e Genoveffa de Troia) in quelli inferiori.

Quest’ultima, che opera nel campo del disagio mentale, già dal 1998 intraprese un dialogo costruttivo con l’allora sindaco Giuseppe Totaro al quale fu sottoposto un progetto pilota riconosciuto su scala nazionale e per il quale si richiedeva il comodato d’uso anche dei locali superiori in caso di spostamento della sezione di scuola materna. Con tutte le giunte susseguitesi, da quella Nigri a quella Vergura, fino a quella Ciliberti, il dialogo proseguì nonostante dovesse ripartire puntualmente da zero fino all’elezione dell’attuale sindaco Antonio di Iasio.

L’associazione continuava a “congelare” i fondi stanziati per il progetto in attesa della disponibilità dei locali che si sarebbero libererati solo quest’anno. Nel frattempo il canale referenziale con la nuova amministrazione si interrompe a seguito di due richieste di informazioni senza seguito. Questo in base a quanto riportatoci da alcuni responsabili dell’associazione.

Come un fulmine a ciel sereno (per quest’ultimi) nei mesi scorsi l’amministrazione comunale decide di concedere i locali in comodato d’uso gratuito per 15 anni al GAL (Gruppo di Azione Locale). L’accordo prevede un investimento dell’ente pari a circa 160.000 euro, somma preventivata per il rifacimento degli interni in questione e del tetto dell’intero immobile (nonostante quest’ultimo intervento rientrasse nella manutenzione straordinaria spettante per legge al comune).

I lavori partono a tempo di record, seppur senza alcun tipo di preavviso ne comunicazione formale alle associazioni, procedendo spediti ed in totale armonia con geometra e “ospiti dei piani di sotto” fino a quando accade qualcosa. Nel budget a disposizione si riesce a far rientrare anche il rifacimento delle facciate esterne se non che, col subentrare di altre spese impreviste, il GAL da disposizione alla ditta (tra lo stupore generale) di interrompere i lavori ritenendo di aver già fatto anche più del dovuto. Risultato: solo tre facciate su quattro vengono ripristinate, quella superiore e le laterali. L’ostacolo insormontabile risulterebbe pari ad una cifra attorno ai 5.000 euro, per stessa ammissione del vice sindaco Felice Scirpoli, dimostratosi molto sensibile alla vicenda.

Tutte le sollecitazioni provenienti da più parti ed indirizzate alla giunta cadono nel vuoto. Ad oggi i ponteggi sono stati rimossi ed il giallino nuovo di zecca dei 3/4 di immobile fa a pugni col bianco e marrone sbiadito e scalcinato della parte restante. Qualsiasi condominio lo avrebbe potuto fare? Gli uffici tecnici lo avrebbero permesso? Ed il decoro urbano? Ma soprattutto, l’edificio così com’è risulterebbe a norma?

Di sicuro l’amministrazione aveva tutto il diritto di affidare i locali a propria disposizione a chi riteneva più opportuno; la scelta pare del tutto legittima, sebbene con la stessa si è di fatto negata l’evoluzione di un servizio ed il relativo incremento occupazionale reale (il progetto dell’associazione ipotizzava circa 30 nuove unità lavorative impiegate). A fare scalpore sono le lacune comunicative dell’attuale giunta e l’approssimazione e la poca chiarezza con cui si gestiscono i beni pubblici della città. In conclusione, spettava al Comune la restante somma da integrare? Sull’intera vicenda ancora nessuna dichiarazione ufficiale, nessun chiarimento.

Che ci si ritrovi dinanzi a giochini di potere che spostano arbitrariamente decisioni e direzioni. A ripicche e faccende private, rivalse personali, al riaffiorare di ruggini antiche o dell’ultima ora. Ciò che resta (almeno per ora) è, come direbbero i vecchi in Emilia, “un lavoro” lasciato neppure a metà ma a trequarti.

(A cura di Antonio Gabriele – antonio.g76@libero.it)

Monte Sant’Angelo, il lato “oscuro” dell’ex Pretura ultima modifica: 2014-07-17T21:22:36+00:00 da Redazione



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