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“Prelievo Forzoso”, addio alla Banca “di fiducia”!


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MENTRE in Italia – così come in tutto il resto del mondo – dilagava la febbre per i mondiali di calcio, in Germania, il Parlamento tedesco approvava il così detto “prelievo forzoso” su conti correnti e depositi titoli. L’introduzione di tale principio costringerà correntisti e creditori delle banche in crisi a contribuire, con i propri patrimoni, a salvare le banche delle quali sono loro stessi clienti.

La Settimana Economica non si è fatta distogliere dall’evento sportivo e, in questo articolo, cercheremo di sintetizzare quali conseguenze deriveranno (prima o poi, anche per noi italiani) dai provvedimenti introdotti in Germania.

Nello specifico, la decisione del Bundenstag (il Parlamento tedesco) va nella direzione di quanto prescritto dal Fondo Monetario Internazionale, il quale da mesi incoraggia i vari Governi europei ad intraprendere questo tipo d’iniziativa. Infatti, secondo gli studi sviluppati dall’FMI, la possibilità di prelevare denaro dai conti correnti superiori ai 100mila euro consentirebbe all’intera Unione Europea di superare, senza troppi grattacapi, la crisi del debito dalla quale fatica ad uscire. Lo schema per la messa in sicurezza degli istituti finanziari, secondo il FMI, dovrebbe essere replicato anche per gli Stati a rischio default (prevedendo un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti dei 15 paesi dell’Eurozona).

I più attenti, così come coloro i quali seguono settimanalmente la nostra rubrica, avranno facilmente intuito che ciò che si è già materialmente verificato a Cipro alcuni mesi fa, si sta trasformando da eccezione a regola per tutti i Paesi della UE.

Il piano varato dal Bundenstag entrerà in vigore dal 2015, un anno prima di quanto richiesto dall’Europa, con il chiaro scopo di mettere in sicurezza il comparto bancario tedesco ed evitare che le difficoltà di anche un singolo istituto possano mettere in crisi il mercato e l’intera economia nazionali. A tal proposito è opportuno osservare come, a differenza del comparto bancario italiano, in Germania l’utilizzo della cosiddetta “turbo finanza” rappresenta una prassi piuttosto diffusa.

In definitiva, e con buona pace di creditori e correntisti che si potrebbero trovare a pagare per gli errori commessi da chi dirige il proprio istituto di credito “di fiducia”, è giunto il momento di ragionare bene sulle scelte che riguardano il partner finanziario da prediligere per le proprie operazioni bancarie e al quale affidare i propri risparmi.

Non illudiamoci che l’Italia possa rimanere un’isola “felice” in un contesto europeo destinato ad incamminarsi in questa direzione. La norma, infatti, sarà inserita in un pacchetto di misure che verranno discusse nell’ambito del più esteso progetto di Unione Bancaria Europea, al fine di creare un piano di salvataggio che coinvolga ogni singola Nazione appartenente alla UE.

(immagine tratta da http://www.siciliaonpress.com/)

(A cura del Dr. Leonardo Taronna – www.twitter.com/TaronnaL – Seguici anche su Facebook => www.facebook.com/lasettimanaeconomica)

“Prelievo Forzoso”, addio alla Banca “di fiducia”! ultima modifica: 2014-07-17T16:56:58+00:00 da Leonardo Taronna



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Commenti


  • Roberto

    gentile Dr. Leonardo Taronna,

    cosa consiglia di fare per aggirare questo “prelievo forzoso”???

    Mettere i sudati risparmi in una banca fuori dalla nostra bella Italia (o fuori dalla zona euro)??


  • Leonardo Taronna

    Gentilissimo Roberto,
    come si suol dire “fatta la legge, trovato l’inganno”.

    Tuttavia, in questo caso la soluzione è più semplice di quanto si possa credere: non accontentarsi di scegliere come partner bancario la filiale “sotto casa”, bensì un istituto di credito affidabile, solido e all’avanguardia.

    Grazie per aver commentato e, invitandola a farlo anche in futuro, mi auguro di aver risposto in modo esaustivo alle sue domande.


  • io

    Ma chi è questo tizio che scrive queste …


  • antonio

    Caro Dott Taronna fossero sante le sue parole sull’Italia come isola felice,,,,


  • Raffaele Vairo

    Secondo le rilevazioni di Bankitalia, sono cinque milioni i contribuenti italiani (intesi come persone fisiche) che detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000. Il così detto prelievo forzoso (che si è già concretizzato a Cipro alcuni mesi fa) su conti correnti e depositi titoli, come scrive correttamente il Dr. Taronna, “si sta trasformando da eccezione a regola per tutti i Paesi della UE”. Lo scopo è quello di salvare le banche dal dissesto. Ma ciò che sconcerta molto di più (e non tutti sanno), è che questo principio del prelievo forzoso lo si vuole introdurre anche in caso di default dei Paesi dell’Unione Europea. Indovinate da chi arriva la proposta? Dalla Bundesbank che, in uno dei suoi ultimi bollettini, scrive: “In caso di bancarotta i Paesi europei devono prendere in considerazione l’imposizione di un prelievo una tantum sui capitali nazionali piuttosto che chiedere aiuti all’estero” Inoltre, il coinvolgimento dei contribuenti con un prelievo straordinario sui capitali privati, sottolinea sempre la Bundesbank, è “preferibile ai salvataggi” (questo sicuramente per la Germania che è un Paese creditore). Ove passasse questa demenziale e scellerata proposta, il corretto suggerimento del bravo Dr.Taronna, “di scegliere come partner bancario un istituto di credito affidabile, solido e all’avanguardia” ahimè, servirebbe a poco o nulla in caso di bancarotta del Paese. Purtroppo il rischio di default dell’Italia, se non abbandoniamo le politiche europee di austerità, se non rinegoziamo i Trattati dell’UE (iniziando dal Fiscal Compact), e se non riformiamo lo Statuto della Bce trasformandola in un vera Banca Centrale (prestatrice di ultima istanza), il nostro debito pubblico diventerà (per me lo è già) insostenibile e la nostra bancarotta finanziaria è solo questione di tempo!

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