L’Italia si prepara ad affrontare il picco della terza ondata di calore dell’estate, con un progressivo aumento delle città contrassegnate dal bollino rosso dal Ministero della Salute. L’emergenza interesserà gran parte della Penisola e potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane, con previsioni che indicano temperature eccezionalmente elevate anche ad agosto.
Per venerdì 17 luglio sono 16 i capoluoghi classificati al massimo livello di rischio per la salute: Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Viterbo, Rieti, Roma, Frosinone, Latina, Pescara, Campobasso, Cagliari e Palermo.
La situazione peggiorerà sabato 18 luglio, quando i centri urbani in allerta rossa saliranno a 19, con l’ingresso di Ancona, Civitavecchia e Catania. Nello stesso periodo diminuiranno invece le città in bollino arancione, che resteranno Verona, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Messina.
La Sardegna continua a essere l’area più colpita dall’ondata di calore. Il 16 luglio la stazione meteorologica di Ollastra ha registrato 47,2 gradi, mentre Orani ha raggiunto i 46 gradi e diverse località del Sulcis hanno toccato i 45 gradi, valori tra i più elevati mai rilevati sull’isola.
Le temperature record hanno determinato anche un forte aumento dei consumi elettrici. Secondo i dati di Terna, mercoledì 15 luglio, tra le 15 e le 16, il fabbisogno nazionale ha raggiunto 57.985 megawatt, nuovo massimo dell’anno e superiore del 4,6% rispetto al picco registrato nel 2025.
Anche sul fronte sanitario emergono i primi effetti dell’afa. Durante la riunione della Cabina di regia del Ministero della Salute è stato evidenziato che, tra il 25 maggio e il 30 giugno, si è registrato un eccesso di mortalità del 3% tra gli over 65, con un impatto maggiore tra gli ultraottantacinquenni.
Torino è risultata la città maggiormente interessata, avendo accumulato 23 giorni di allerta elevata, pari al 63% del periodo monitorato, con un incremento statisticamente significativo dei decessi durante la seconda ondata di calore di giugno.
A livello nazionale, tuttavia, il Ministero della Salute ha definito finora contenuto l’impatto complessivo rispetto ad altri Paesi europei. L’Organizzazione mondiale della sanità – Europa ha comunque ribadito che il caldo estremo rappresenta una vera emergenza sanitaria, ricordando che negli ultimi quattro anni ha provocato oltre 200 mila decessi nel continente.
Nei Pronto soccorso non sono stati registrati, al momento, particolari fenomeni di sovraffollamento, fatta eccezione per lievi incrementi degli accessi negli ospedali di Milano, Venezia e Palermo. Numerose, invece, le richieste di assistenza giunte al numero verde 1500 del Ministero della Salute, soprattutto da parte di cittadini over 65 residenti in Piemonte, Lombardia e Lazio.
Una tregua è attesa a partire da lunedì 20 luglio, quando l’arrivo di correnti più fresche dovrebbe favorire un generale abbassamento delle temperature e porre fine all’attuale fase di caldo intenso.
Il cambiamento, però, potrebbe essere accompagnato da forti temporali, grandinate e nubifragi, come già accaduto nei giorni scorsi al Centro-Nord. Secondo Coldiretti, gli eventi estremi hanno provocato gravi danni a frutteti, vigneti e coltivazioni cerealicole, aggravando gli effetti della siccità.
Le prospettive per agosto restano comunque preoccupanti. Le elaborazioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) indicano il possibile ritorno dell’anticiclone africano con temperature fino a 3 gradi superiori alla media, mentre alcune aree del Nord potrebbero registrare anomalie di 5 gradi.
Gli esperti non escludono che, nelle zone interne della Sardegna, i valori possano teoricamente avvicinarsi ai 50 gradi, alimentando il rischio di fenomeni meteorologici estremi. L’accumulo di calore e umidità potrebbe infatti favorire grandinate di eccezionale intensità, nubifragi improvvisi e raffiche di vento superiori ai 100 chilometri orari, con possibili conseguenze per il territorio e le attività agricole.
Lo riporta leggo.it.



