Una mamma originaria di Manfredonia, che da anni vive e lavora lontano dalla sua città, scrive una lettera aperta per lanciare una riflessione sull’accoglienza dei figli delle famiglie emigrate. Un invito a trasformare il ritorno estivo in un’occasione di incontro, amicizia e appartenenza per le nuove generazioni .
Ogni estate la nostra città si riempie di volti familiari. Sono quelli di chi, per lavoro o per necessità, ha dovuto lasciare la propria terra, ma continua a portarla nel cuore. Tornano per ritrovare gli affetti, le tradizioni e quel senso di appartenenza che il tempo e la distanza non hanno cancellato. Con loro arrivano anche i figli: bambini e ragazzi che trascorrono qui uno o due mesi di vacanza. Per molti di loro, però, questa città è quasi sconosciuta. Non frequentano le scuole del posto, non hanno un gruppo di amici con cui condividere le giornate e spesso finiscono per vivere le vacanze in modo isolato, limitandosi alla famiglia. È un’occasione che rischiamo di perdere.
Questi ragazzi rappresentano un ponte tra chi è partito e la comunità che è rimasta. Aiutarli a conoscersi, a fare amicizia e a sentirsi parte della città significa investire nel nostro futuro e mantenere vivo il legame con le nuove generazioni delle famiglie emigrate. Per questo sarebbe bello creare una rete di accoglienza estiva dedicata a loro: incontri, attività sportive, laboratori, passeggiate, eventi culturali e momenti di socializzazione organizzati con il coinvolgimento delle associazioni, delle parrocchie, delle società sportive, del Comune e dei giovani del territorio.
Non servono grandi risorse. A volte basta un luogo dove incontrarsi, qualcuno che coordini le iniziative e la volontà di costruire relazioni. Immaginiamo una città in cui un ragazzo che arriva per le vacanze non si senta un estraneo, ma trovi coetanei pronti ad accoglierlo. Una città in cui le ferie non siano solo il tempo delle visite ai parenti, ma anche l’occasione per creare amicizie destinate a durare nel tempo. Forse qualcuno di questi giovani, crescendo, sceglierà di tornare più spesso. Forse deciderà persino di investire qui il proprio futuro.
Ma, soprattutto, porterà con sé il ricordo di una comunità che lo ha fatto sentire a casa. L’emigrazione ha segnato profondamente la storia della nostra terra. Oggi possiamo trasformare questa realtà in un’opportunità, costruendo legami invece di limitarci a custodire ricordi. L’auspicio è che questa proposta possa diventare uno spunto di riflessione e, soprattutto, un progetto condiviso. Perché una comunità cresce quando sa accogliere tutti, anche chi torna solo per qualche settimana, ma continua a chiamare questa città “casa”.
A cura di Giuseppe de Filippo.




In risposta alla lettera faccio presente che la bottega degli apocrifi che gestisce il teatro Lucio Dalla ha organizzato un laboratorio estivo dove ci si può iscrivere gratuitamente . Il laboratorio è per tutti, giovani e non. Per informazioni si può chiamare il teatro
La bottega degli apocrifi, teatro Lucio Dalla organizza in questo periodo laboratori per ragazzi e non.
pienamente d’accordo
si prenda il vitello più
grasso e si faccia al
forno
C’è il centro sportivo Sporting Club Tennis Persichetti di Sciale degli Zingari dove convoglia vacanzieri e famiglie originarie di Manfredonia che ormai vivono fuori.