Foggia affronta una nuova ondata di calore con temperature prossime ai 40 gradi, mentre il capoluogo dauno si svuota nelle ore più calde della giornata. Il picco è atteso per sabato 18 luglio, quando 19 città italiane saranno interessate dal bollino rosso per l’emergenza caldo, prima di un possibile cambiamento del quadro meteorologico previsto dall’inizio della prossima settimana.
Nel capoluogo dauno il termometro ha raggiunto i 39 gradi, con temperature che anche nelle ore serali restano elevate, senza scendere sotto i 30 gradi. Le strade del centro appaiono quasi vuote e anche piazze solitamente molto frequentate, come piazza XX Settembre, registrano una presenza ridotta di cittadini.
L’ondata di caldo sta avendo ripercussioni anche sul sistema sanitario. Al Policlinico Riuniti di Foggia si registra infatti un incremento degli accessi legati ai malori provocati dalle alte temperature, con un aumento di circa il 40% rispetto alla media giornaliera.
“C’è un aumento degli accessi in pronto soccorso anche se in linea con gli stessi periodi delle precedenti estati”, spiega Rosalba Fiorile, medico in servizio presso la struttura di emergenza del Policlinico.
“Si tratta per lo più di pazienti anziani, fragili, con più patologie e pazienti oncologici. Possono arrivare in pronto soccorso perché manifestano febbre, disidratazione, disturbi elettrolitici con confusione, disorientamento, debolezza e altri sintomi minori”, aggiunge la dottoressa.
Secondo Fiorile, l’aumento degli accessi è iniziato già dalla seconda metà di giugno e riguarda soprattutto le problematiche legate alle temperature elevate. “Chiaro che altre patologie non vanno in vacanza, ma non manifestano lo stesso trend in aumento come le patologie descritte. Siamo intorno al 40% in più di accessi giornalieri a partire dalla seconda metà di giugno”.
La raccomandazione alla popolazione è quella di adottare comportamenti utili a prevenire i rischi legati al caldo e di rivolgersi al pronto soccorso solo per situazioni realmente urgenti. “Invito la popolazione a non sovraffollare il pronto soccorso per quelle che non sono urgenze. Il nostro sistema sanitario garantisce percorsi e cure adeguate. Tutto ciò permette di gestire le urgenze in pronto soccorso”, sottolinea Fiorile.
Gli effetti delle ondate di calore hanno già avuto conseguenze rilevanti anche a livello nazionale. Tra il 25 maggio e il 30 giugno, secondo i dati della Cabina di regia del ministero della Salute, tra gli over 65 in Italia è stato registrato un aumento della mortalità del 3%, con la maggior parte dei decessi concentrata nella fascia degli ultraottantacinquenni.
Il quadro climatico resta particolarmente critico: giugno 2026 è stato indicato come il secondo mese di giugno più caldo mai registrato a livello globale, mentre le temperature estreme continuano a mettere sotto pressione cittadini, strutture sanitarie e territori.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



