Edizione n° 6158

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

DAVIDE DI PINTO Mare sempre più caldo, Di Pinto: “Occorre investire nella ricerca”

Il surriscaldamento delle acque del Mediterraneo mette sotto pressione il comparto ittico pugliese, con conseguenze sulla pesca

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
17 Luglio 2026
Economia // Politica //

Il surriscaldamento delle acque del Mediterraneo mette sotto pressione il comparto ittico pugliese, con conseguenze sulla pesca, sull’acquacoltura e sulla sostenibilità economica delle aziende. A lanciare l’allarme è Coldiretti Pesca Puglia, che evidenzia come il cambiamento climatico stia modificando gli equilibri degli ecosistemi marini.

La situazione appare particolarmente delicata per la piccola pesca costiera e per le specie di superficie, come sardine e acciughe. L’aumento delle temperature spinge infatti i piccoli pelagici verso zone più fredde, rendendo più complessa l’attività dei pescatori e riducendo la disponibilità del pescato.

Secondo Coldiretti Pesca Puglia, il caldo del mare sta influenzando anche la catena alimentare marina, con una riduzione dell’ossigeno disciolto e cambiamenti nella presenza del plancton, elemento fondamentale per la crescita delle larve dei pesci. Questi fenomeni possono determinare una diminuzione delle popolazioni ittiche e lo spostamento degli stock, con effetti diretti sulla produttività della pesca nel Mediterraneo.

A pesare sul settore sono anche l’aumento dei costi di gestione e il rincaro dei mangimi, che rappresentano oltre la metà delle spese per gli allevamenti ittici. Le difficoltà nel reperimento delle materie prime, unite agli aumenti di energia, carburanti, trasporti e servizi, riducono ulteriormente i margini delle imprese.

Particolare attenzione viene riservata alla mitilicoltura pugliese, concentrata soprattutto nelle zone del Tarantino e di Cagnano Varano. Negli ultimi anni il comparto ha subito gravi perdite a causa delle temperature elevate, che hanno provocato la moria sia dei giovani mitili destinati al ripopolamento degli impianti sia degli esemplari adulti pronti per la vendita.

Nel 2026, tuttavia, il settore ha registrato alcuni segnali positivi grazie a un inverno caratterizzato da temperature più basse, che ha favorito lo sviluppo delle cozze. La produzione mostra una ripresa, con il ritorno sul mercato dei prodotti adulti e una maggiore disponibilità di giovani esemplari per gli allevamenti, ma il rischio legato al caldo estivo resta elevato.

“Il ritorno di una buona produzione di cozze è certamente un segnale incoraggiante, ma non basta a cancellare le difficoltà strutturali che il comparto vive ormai da anni. Il mare sempre più caldo sta cambiando gli equilibri naturali, con effetti sulla mitilicoltura, sul pesce azzurro e sull’attività della piccola pesca. Occorre investire nella ricerca, nel monitoraggio e in misure di sostegno alle imprese, perché il rischio è quello di compromettere un patrimonio produttivo fondamentale per l’economia costiera pugliese”, afferma Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia.

Per Coldiretti Pesca Puglia è quindi necessario rafforzare le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e sostenere gli investimenti delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, così da tutelare produzioni di qualità, occupazione e il ruolo economico delle comunità costiere pugliesi.

Lo riporta puglia.coldiretti.it.

Lascia un commento

“Non c'è via per la felicità: la felicità è la via.” – Thich Nhat Hanh

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO