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SAN SEVERO Sparatoria in centro a San Severo, convalidato il fermo di Antonio Bevilacqua

Gli investigatori avevano effettuato una perquisizione nella sua abitazione e sottoposto Bevilacqua alla prova dello stub

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
17 Luglio 2026
Cronaca // San Severo //

È stato convalidato il fermo di Antonio Bevilacqua, 50 anni, ritenuto responsabile della sparatoria avvenuta mercoledì mattina nel centro di San Severo, nella quale un cittadino marocchino è rimasto gravemente ferito e due italiani sono stati colpiti di striscio dai proiettili.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti e con difficoltà motorie che lo costringono a spostarsi su una carrozzina elettrica, è stato trasferito nel carcere di Foggia dopo il fermo eseguito nella notte dai carabinieri.

I sospetti nei suoi confronti erano emersi subito dopo l’agguato: gli investigatori avevano effettuato una perquisizione nella sua abitazione e sottoposto Bevilacqua alla prova dello stub, il test utilizzato per verificare la presenza di residui di sparo.

La vittima principale dell’aggressione è Moualif Achraf, 32 anni, cittadino marocchino residente a San Severo, ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione del Policlinico Riuniti di Foggia.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri, proseguono per chiarire il movente della sparatoria avvenuta poco prima delle 13 in piazza Allegato, nei pressi di un bar del centro cittadino. Secondo una prima ricostruzione, il 50enne avrebbe raggiunto il cittadino straniero dopo una discussione iniziata la sera precedente e proseguita anche nella mattinata.

Durante l’agguato sarebbero stati esplosi sette colpi di arma da fuoco. I due cittadini italiani rimasti coinvolti si trovavano sul posto casualmente e sono stati raggiunti solo marginalmente dai proiettili: per loro non si registrano conseguenze gravi.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in città. A intervenire è stato lo SPI Cgil di Foggia, che ha espresso preoccupazione anche per la vicinanza del luogo della sparatoria alla sede della Camera del Lavoro.

«Episodio che suscita preoccupazione ancora maggiore perché accaduto nelle immediate vicinanze della Camera del Lavoro Cgil, quotidianamente frequentata da centinaia di cittadini, pensionate e pensionati, lavoratrici e lavoratori, nonché dal personale dipendente e dai volontari dello SPI che garantiscono i servizi del patronato INCA, del CAF e dell’organizzazione sindacale», ha sottolineato il sindacato.

Lo SPI Cgil ha ribadito la necessità di garantire maggiore tutela per chi frequenta la struttura e per gli operatori che vi lavorano.

«La tutela della pubblica incolumità deve rappresentare una priorità assoluta. Chi si reca presso la Camera del Lavoro per esercitare un proprio diritto o per ricevere assistenza deve poterlo fare in condizioni di serenità e sicurezza», si legge nella nota.

Il sindacato ha inoltre evidenziato come, anche in passato, la zona sarebbe stata interessata da situazioni problematiche legate alla presenza di persone in stato di alterazione.

«Non si tratta di un episodio. Nel recente passato la sede della Camera del Lavoro è stata interessata da situazioni di forte criticità determinate dalla presenza di persone in evidente stato di alterazione, presumibilmente dovuto all’abuso di alcol o, in alcuni casi, di sostanze stupefacenti, con comportamenti che hanno creato disagio e preoccupazione tra utenti e operatori», ha aggiunto lo SPI Cgil.

Da qui l’appello rivolto al Prefetto, al Questore, al Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo e alle forze dell’ordine per un rafforzamento dei controlli nell’area.

«La nostra richiesta non nasce da intenti allarmistici, ma dalla volontà di tutelare ogni giorno le tante persone, in larga parte anziane e fragili, che si rivolgono ai nostri servizi, nonché i dipendenti, gli operatori e i volontari che vi lavorano», ha precisato il sindacato.

Lo SPI Cgil di Foggia ha infine confermato la propria fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine, auspicando interventi capaci di garantire maggiore sicurezza e vivibilità per tutta la comunità sanseverese.

Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.

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