FOGGIA – La Polizia di Stato ha eseguito questa mattina cinque provvedimenti di carcerazione nei confronti di altrettanti soggetti condannati in via definitiva per il tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso dell’imprenditore foggiano Antonio Fratianni e per detenzione illegale di armi.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Foggia, in esecuzione dei provvedimenti emessi dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari, a seguito della sentenza della Corte d’Appello di Bari (Sezione III) divenuta irrevocabile il 15 luglio 2026.
L’agguato del 2002 al casello dell’A14
I fatti risalgono al 26 giugno 2002, quando nei pressi del casello autostradale dell’A14 di Foggia venne organizzato un agguato ai danni dell’imprenditore Antonio Fratianni.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e accertato nei vari gradi di giudizio, un commando composto da tre persone, diretto da uno dei vertici della batteria Sinesi-Francavilla, articolazione della cosiddetta Società foggiana, avrebbe dovuto assassinare Fratianni mentre faceva ritorno da Brindisi insieme alla moglie.
Altri due complici avrebbero invece avuto il compito di monitorare gli spostamenti della vittima, posizionandosi su una scala esterna di un casolare abbandonato situato nelle vicinanze del tratto autostradale.
Il piano criminoso, preparato nei minimi dettagli nei giorni precedenti, non venne però portato a termine grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, che impedirono l’esecuzione dell’attentato prima che il commando entrasse in azione. Con il passaggio in giudicato della sentenza, la Squadra Mobile ha dato esecuzione ai provvedimenti di carcerazione. Uno dei condannati era già detenuto presso la Casa Circondariale di Parma, mentre nei confronti di un altro il provvedimento comprende anche un cumulo di pene relativo a precedenti condanne per reati contro il patrimonio commessi prima del tentato omicidio.



