ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Carmen Palma

Vittoria e Adelaide di Borbone: dalla Francia a Manfredonia, in fuga dai rivoluzionari

La storia delle due principesse che, nella sorte avversa, rimasero per qualche giorno a Manfredonia e, per un attimo, dimenticarono le loro sventure


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Molti sono i personaggi storici che hanno toccato le sponde del golfo manfredoniano nel corso dei secoli. Le fonti storiche di cui disponiamo potranno anche narrarci ben poco di queste incursioni in terra sipontina, ma basteranno a rievocare le sensazioni che la Manfredonia del passato ha saputo suscitare in loro. Come nella storia di due nobildonne francesi, tra le più influenti sotto il regno di Luigi XV: Adelaide e Vittoria di Borbone.

Le due principesse, figlie del Re “Sole Nero” e della regina Maria Leszczyńska, giunsero a Manfredonia nel 1798 costrette da circostanze avverse, una sorte che le ha costrette per dieci lunghi anni alla fuga continua. Adelaide e Vittoria erano donne estremamente intelligenti, colte e abili strateghe negli intrighi di corte. Furono proprio loro ad alimentare il malcontento della nobiltà nei confronti della regina Maria Antonietta, moglie del loro nipote prediletto re Luigi XVI (amore totalmente ricambiato dal sovrano), e furono sempre loro a condurre Mozart nella corte francese e a promuovere la sua musica. Nell’immaginario collettivo, alimentato soprattutto dal cinema, Vittoria e Adelaide appaiono come due vecchie zie acide, zitelle (le due non si sposarono mai, scelta insolita per l’epoca) e conservatrici, ma di fronte al pericolo rivoluzionario mostrarono forza e determinatezza d’animo, riuscendo nell’ardua impresa di sopravvivere alle orde popolane.

Le peripezie delle due sorelle ebbero inizio nel 1789, anno in cui scoppiò la Rivoluzione Francese. Quando, quell’infuocato luglio, le due sorelle abbandonarono Versailles, si lasciavano alle spalle una vita fatta di lusso e politica per andare incontro a un destino certamente più infelice. Madame Adélaide e sua sorella Vittoria scamparono alla ghigliottina fuggendo in Italia, intraprendendo un viaggio difficile e pericoloso, soprattutto a causa dei tentativi di aggressione da parte dei contadini rivoluzionari che incontrarono lungo la via. Le due giunsero a Roma nel mese di aprile del 1791 sotto la protezione del papato, ma la loro permanenza fu interrotta nel 1796, quando l’avanzata napoleonica sulla penisola divenne un nuovo pericolo a cui sfuggire. Si trasferirono così a Caserta sotto la protezione del re Ferdinando IV di Napoli e della regina Carolina, ma nel 1798 la Repubblica Partenopea subentrò alla monarchia borbonica. Per le due dame sembrava non esserci pace: esse furono di nuovo costrette alla fuga, minacciate dalle frange più esagitate dei giacobini e dalle truppe francesi comandate dal generale Championnet.

Fu così che Vittoria e Adelaide giunsero a Manfredonia, nel freddo mese di dicembre: i loro piani prevedevano la partenza dal porto dauno per Trieste, ma una volta giunte in terra sipontina si accorsero di essere arrivate troppo tardi. La nave, sfortunatamente, era già salpata, così le due donne si ritrovarono sole e senza un tetto sulla testa. L’ambasciatore napoletano presso la Corte Austriaca, il marchese De Gallo, si interessò alla loro situazione: in poco tempo alle due donne fu trovata una sistemazione precaria presso il litoraneo manfredoniano, dove le due donne si intrattennero per poco, prima di decidere di partire per Brindisi alla ricerca di un nuovo veliero. Nonostante la loro condizione sfortunata, pare che l’arrivo delle principesse fu ben accolto dai manfredoniani. In quegli anni, Manfredonia attraversava una fase generale di benessere: la popolazione era cresciuta vertiginosamente nel giro di pochi anni, i suoi confini si erano allargati e un nuovo centro era sorto grazie soprattutto all’intervento del conte Antonio D’Alba, che tra il XVIII e il XIX secolo contribuì alla lenta ricostruzione di Manfredonia dopo l’invasione dei turchi. Il conte, proprietario di una cantina di vini (il cui marchio, Cantine De Nittis D’Alba, sopravvive ancora oggi), alla notizia del loro arrivo portò alle donne il suo vino più pregiato, selezionato accuratamente per l’occasione, trascinando con sé tutta il paese in una grande festa. Così, quello che era un momento di tristezza e sventura per Vittoria e Adelaide, si trasformò in una parentesi di gioia e svago, un piccolo carnevale sul mare nel grigio rigore dell’inverno. Da allora, la popolazione di Manfredonia fece del conte una figura di riferimento, grazie al suo carisma innato e alla passione per la sua terra. La sorte delle dame, invece, fu certamente più triste: le due lasciarono la Puglia e raggiunsero finalmente Trieste, e lì terminarono le loro esistenze. Vittoria morì nel 1799 per un cancro, Adelaide la seguirà un anno dopo. I loro corpi ritornarono solo anni dopo in Francia, dove oggi riposano nella maestosa abbazia di Saint Denis, a Parigi. E chissà se, nel loro ultimo di vita, le due donne non abbiano sorriso con nostalgia, ripensando anche solo per un attimo a quell’ultimo momento di gioia e divertimento sul litorale manfredoniano…

A cura di Carmen Palma

17.08.2019

Vittoria e Adelaide di Borbone: dalla Francia a Manfredonia, in fuga dai rivoluzionari ultima modifica: 2019-08-17T20:26:05+00:00 da Redazione



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