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COSIMO QUAGLIARELLA Cosimo Quagliarella ucciso a coltellate: il gip convalida il fermo del 17enne

Il giudice parla di «estrema spregiudicatezza», ma non riconosce per ora le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
17 Agosto 2026
BAT // Cronaca //

TRANI, 17 agosto 2026 – Resta detenuto nell’istituto penale minorile Fornelli di Bari il diciassettenne accusato dell’omicidio di Cosimo Quagliarella, il giovane di 18 anni originario di Andria morto dopo essere stato accoltellato tre volte alla schiena nella notte tra il 12 e il 13 agosto, in piazza Giovanni Paolo II a Trani.

Il gip del Tribunale per i minorenni di Bari, Giuseppe Iacobellis, ha convalidato il fermo il 15 agosto. Nel provvedimento cautelare il giudice descrive la condotta contestata all’indagato come caratterizzata da una «estrema spregiudicatezza»: il ragazzo avrebbe agito senza curarsi delle numerose persone presenti nella piazza e, se non fosse stato fermato, avrebbe potuto organizzare la fuga.

Il diciassettenne deve rispondere di omicidio volontario e rissa. Il gip non ha invece riconosciuto, allo stato degli atti, le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi contestate dalla Procura minorile. Si tratta di circostanze che, secondo il giudice, dovranno essere approfondite nelle successive fasi del procedimento.

La ricostruzione della notte

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, poco prima della mezzanotte il diciassettenne stava partecipando a una grigliata con alcuni amici. In piazza sarebbe poi arrivato, a bordo di un’automobile, un gruppo di giovani provenienti da Andria, tra i quali si trovava anche Quagliarella.

Uno dei ragazzi avrebbe estratto una pistola e l’avrebbe puntata, con atteggiamento minaccioso, contro un amico dell’indagato. Subito dopo sarebbe scoppiata una colluttazione. Il diciassettenne avrebbe ricevuto prima un pugno al volto dalla vittima e successivamente un colpo alla nuca, sferrato da un’altra persona con un tirapugni.

A quel punto, sempre secondo l’ipotesi investigativa, il minorenne avrebbe recuperato dalla sella del proprio scooter un coltello a scatto con una lama di circa dieci centimetri. Con quell’arma avrebbe colpito Quagliarella tre volte alla schiena, per poi allontanarsi e gettare il coltello in mare.

Il ragazzo si è successivamente presentato in caserma, confessando di avere sferrato i colpi. Agli investigatori avrebbe spiegato di temere un’imboscata.

I contrasti legati a una ragazza

All’origine della violenza potrebbero esserci tensioni maturate intorno a una ragazza. La giovane avrebbe avuto per circa due anni una relazione con Quagliarella e, dopo la separazione, avrebbe frequentato per meno di un mese il diciassettenne. In seguito avrebbe ripreso a vedere la vittima.

I rapporti tra i due gruppi sarebbero stati tesi già nei giorni precedenti. L’11 agosto, infatti, si sarebbe verificato un altro violento confronto tra l’indagato e i suoi amici e alcuni giovani vicini a Quagliarella.

Nel disporre la custodia in carcere, il gip ha ritenuto che non vi fossero misure alternative adeguate. La decisione è stata motivata con la particolare gravità della condotta contestata e con il rischio che il minorenne possa commettere altri reati.

Le responsabilità dell’indagato e l’esatta dinamica dell’accaduto dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza. Lo riporta l’Ansa.

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