FOGGIA, 17 agosto 2026 – Ragazzi apparentemente minorenni ancora in strada alle quattro del mattino, alcuni sui monopattini, altri seduti nei giardini pubblici come se fosse un normale momento di ritrovo. È la scena descritta da un autista del trasporto pubblico locale di Foggia, uscito di casa nelle prime ore della giornata per recarsi al lavoro.
Secondo il suo racconto, i giovani avrebbero avuto tra i 15 e i 17 anni. Una presenza notturna che ha spinto il lavoratore a interrogarsi non soltanto sulla vigilanza del territorio, ma soprattutto sul ruolo educativo delle famiglie.
«Sembrava l’orario abituale in cui ci si incontra con gli amici», racconta l’autista. «Non esiste un coprifuoco e le forze dell’ordine, in assenza di comportamenti illeciti, non possono obbligare dei ragazzi a tornare a casa. Il problema, però, merita attenzione».
La sua non è una richiesta di misure indiscriminate, ma un appello affinché istituzioni, servizi sociali, scuole e famiglie intervengano prima che situazioni di abbandono educativo possano trasformarsi in fenomeni più gravi. La presenza di adolescenti in strada nel cuore della notte, osserva, dovrebbe indurre gli adulti a domandarsi dove siano i loro genitori e se siano consapevoli delle abitudini dei figli.
«A quell’età si attraversa una fase particolarmente delicata», sottolinea. «Se non si interviene in tempo, può diventare molto più difficile aiutare questi ragazzi a costruire un percorso positivo».
Nel suo intervento, l’autista evidenzia anche il possibile impatto di uno stile di vita privo di regole sulla formazione personale e sul futuro inserimento nel mondo del lavoro. Un timore espresso con toni severi, che rimane tuttavia una valutazione personale e non può essere automaticamente riferito a tutti i giovani che frequentano gli spazi pubblici nelle ore notturne.
La segnalazione riporta al centro il tema del disagio giovanile e della povertà educativa nei quartieri più fragili della città. Fenomeni complessi che non possono essere affrontati esclusivamente attraverso i controlli di polizia, ma richiedono attività sociali, presìdi educativi, luoghi di aggregazione sicuri e una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli adulti.
«A Foggia si organizzano manifestazioni e convegni e si parla spesso di legalità», conclude l’autista. «Ma la legalità deve tradursi in comportamenti concreti e in una presenza reale accanto ai ragazzi. I giovani rappresentano il nostro futuro: lasciarli soli significa rinunciare a costruirlo».




Bisogna vedere se certi genitori si sono costruiti prima loro, un futuro.
Per molti giovani genitori, i figli se stanno a casa, sono di intralcio o danno fastidio, impedendo loro di muoversi liberamente e…..