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Benigni a Ballarò, un borghese piccolo piccolo


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INCIPIT di Benigni a Giannini: “Lo dico prima, visto che è la prima puntata: parlerò bene di tutti ma proprio di tutti. Lei mi faccia una domanda su chi vuole, per esempio Matteo Renzi, e io ne parlerò bene. Lei mi dirà: e come fa? Troviamo la maniera. Parlerò bene anche di Berlusconi, lo so è esagerato, ma questa sera deve essere l’intervista dell’impossibile.” Nell’immaginario collettivo il Cavaliere è la bestia nera di Benigni, ma in questa sede bisogna parlarne bene. In fondo le “riforme”, vale a dire le modifiche della Costituzione (che il vincitore del premio Oscar aveva difeso a suo tempo, vale a dire quando al Governo c’era il Caimano, con più veemenza di un padre costituente), Matteo Renzi le sta facendo con Silvio Berlusconi che è trattato ora con i guanti. Prima delusione per chi si era sintonizzato per assistere a uno spettacolo di satira, almeno per sopperire alla mancanza di Maurizio Crozza, emigrato con Floris su La 7.

A queste fanno seguito una serie di ruffianate al premier, giusto per dare un perché all’intervista: “Bisogna dargli fiducia perché uno che è stato capace di far vincere le elezioni al PD è capace di fare cose incredibili” e ancora “In busta paga non c’è lo stipendio ma gli 80 euro ci sono”.

E sullo scandalo PD in Emilia Romagna (dove entrambi i candidati alla Regione sono attualmente indagati) arriva addirittura a affermare che: “A me sembra che questo sia un piccolo scandalo rispetto a quello che accade alla regione Piemonte, in Liguria, in Lombardia con l’Expò, in Veneto con il Mose, le Marche”. Ma come? Il mattatore televisivo reso noto dall’invettiva contro i “ladri” del PSI, ora arriva a definire “poca cosa” le indagini che riguardano Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, i due candidati renziani di punta del Partito Democratico, partite dalla procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari. Il primo si è ritirato dalle primarie, il secondo no. In passato sarebbero stati definiti “ladri”, oggi sono un “piccolo scandalo”.

Ma la vera summa del comico (?) toscano è raggiunta nella difesa della Troika e in generale di tutto establishment europeo, un intervento talmente forzato che sembra quasi costruito e forse lo è veramente. Si passa dalle lodi sperticate a Mario Draghi (“Lui deve fare realisticamente l’impossibile”), a una dichiarazione che sembra stata dettatagli direttamente dai vertici della Banca Centrale Europea mentre pontifica sul Nuovo Ordine Mondiale: “Se ogni paese si libera dalle piccole cose e cede un pò di sovranità nazionale e riusciamo a farla non è uno scambio di norme e di leggi ma uno scambio di un sogni. L’Europa unita è un sogno, l’unica cosa che ci preserva dalla pace”.

Sono trascorsi circa 17 minuti dall’intervista a Roberto Benigni e i sentimenti prevalenti sono incredulità e imbarazzo. Si stenta a credere che un comico reso famoso per il suo spirito anarchico, per i suoi attacchi al Potere politico e al Vaticano, per le sue uscite televisive dissacranti, per la satira pungente, puntuale, persino dissacrante, sia lo stesso triste ometto seduto di fronte all’ex co-direttore del quotidiano La Repubblica.

Si fatica a immaginare che, seduto di fronte a Massimo Giannini, ci sia il comico toscanaccio reso celebre dal suo spirito anarcoide. Non si comprende come mai Benigni abbia accettato di presentarsi gratis in un format televisivo tradizionalmente spostato a Sinistra, con un intervento in cui si è talmente tanto accorti a non “parlare male di nessuno” che non si accontenta nessuno. Persino il conduttore cerca di ravvivare un intervento fiacco e imbarazzante, persino borghese nell’accezione peggiore del termine. D’altra parte in studio c’è Romano Prodi che sorride compiaciuto, l’ex presidente del Consiglio reso famoso dalla famosa frase: “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.

(ph: http://www.giornalettismo.com)

(A cura di Agostino Del Vecchio – a.delvecchio@statoquotidiano.it)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Benigni a Ballarò, un borghese piccolo piccolo ultima modifica: 2014-09-17T11:36:32+00:00 da Redazione



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