L’esenzione dal bollo auto prevista dal Governo per il 2027 riguarda le autovetture fino a 80 kW e i motocicli, con il beneficio limitato a un solo veicolo per cittadino. Il provvedimento prevede inoltre un trasferimento alle Regioni di circa 2,3 miliardi di euro a compensazione del mancato gettito.
Sulla misura interviene Giuseppe Fischetti, capogruppo di Prossima in Consiglio regionale della Puglia, che contesta la durata dell’intervento e solleva dubbi sulla sua copertura finanziaria.
«Il 2027 è l’anno delle elezioni e questa esenzione a orologeria, destinata a durare appena dodici mesi, ha tutto il sapore di una misura cucita sul calendario politico. Più che una riforma strutturale, quella annunciata dal Governo Meloni sul bollo auto sembra un’operazione di propaganda in vista della campagna elettorale».
Fischetti sottolinea quindi che, allo stato attuale del provvedimento, non si tratta di un’abolizione definitiva del tributo: l’esenzione è prevista per i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. L’esecutivo ha dichiarato l’intenzione di rendere la misura strutturale attraverso la successiva legge di bilancio.
«La prima cosa da chiarire – prosegue Fischetti – è che il bollo non viene abolito. La misura vale soltanto per il 2027 e riguarda determinate categorie di veicoli, con una sola agevolazione per cittadino. Dal 2028, in assenza di nuovi interventi, la tassa tornerà. Chiamarla abolizione significa raccontare soltanto una parte della storia».
Il capogruppo di Prossima concentra poi l’attenzione sulla compensazione destinata alle Regioni, che sono destinatarie del gettito del bollo. Il decreto prevede un trasferimento complessivo di 2.293,5 milioni di euro per il 2027 per compensare la riduzione delle entrate.
«Il bollo è un tributo regionale. Il Governo annuncia una compensazione per le Regioni di circa 2,3 miliardi di euro, ma non è ancora chiaro con quali risorse verrà garantita. Il rischio è che il peso dell’operazione ricada sui bilanci regionali».
Fischetti chiede quindi chiarimenti sulla provenienza delle risorse necessarie a finanziare la compensazione e sulle possibili conseguenze per i servizi regionali.
«Vorremmo sapere da dove arriveranno questi soldi – aggiunge Fischetti – perché due o tre miliardi non compaiono dal nulla. Quali risorse verranno ridotte e quali servizi rischieranno di essere penalizzati? È una domanda doverosa per Regioni chiamate ogni giorno a garantire sanità, trasporti, assistenza e servizi essenziali».
Nel suo intervento, il consigliere regionale contesta infine la scelta di intervenire con una misura limitata al solo 2027, lasciando da definire il quadro successivo.
«Invece di costruire una riforma stabile – prosegue – si interviene su un’entrata regionale con una misura limitata a un solo anno, lasciando aperto ciò che accadrà dal 2028. È troppo facile fare annunci popolari senza spiegare come verrà finanziata la compensazione».
Fischetti conclude chiedendo al Governo di intervenire, a suo giudizio, con una riforma strutturale e con una copertura finanziaria definita.
«Se il Governo ritiene davvero il bollo una tassa ingiusta – conclude Fischetti – abbia il coraggio di affrontare una riforma strutturale, permanente e interamente coperta. Altrimenti resta il sospetto di un’operazione di propaganda: si promette uno sconto per il 2027 e si rinvia il problema della copertura e della durata. I cittadini e le Regioni meritano politiche serie e trasparenti».



