Dal 5 ottobre 2026 è previsto il ritorno del meccanismo delle accise mobili, introdotto per collegare una parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi dei carburanti alla riduzione delle accise. La misura arriva al termine dell’attuale intervento temporaneo sul gasolio, il cui taglio viene progressivamente ridotto fino al 5 ottobre.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del Consiglio dei ministri, ha spiegato che «il 5 ottobre non si va a zero» con lo sconto sulle accise, perché «interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili».
«Questo governo – ha aggiunto – ha perfezionato, sistemato questo meccanismo delle accise mobili che era rimasto sulla carta, che ora è pienamente operativo. Significa che da quella data noi torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il prezzo, il costo alla pompa».
Come funzionano le accise mobili
Il meccanismo, nelle parole della premier, prevede che «lo Stato non prende una lira dall’aumento, perché quello che prende in più dall’aumento del costo del carburante lo rimette per tagliare il prezzo alla pompa».
La differenza fondamentale riguarda il modo in cui vengono determinate le due principali componenti fiscali del prezzo dei carburanti. L’accisa è un’imposta fissa applicata a ogni litro, mentre l’Iva, pari al 22%, è proporzionale al prezzo finale. Quando quindi aumentano i prezzi di benzina e diesel, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato.
Il meccanismo delle accise mobili consente di utilizzare una parte del maggior gettito Iva legato ai rincari per intervenire sulle accise e attenuare l’aumento del prezzo alla pompa.
La normativa sulle accise mobili risale al 2007 ed è stata già utilizzata per interventi temporanei contro il caro-carburanti.
Cosa succede fino al 5 ottobre
Prima dell’entrata in funzione del nuovo meccanismo, il governo ha previsto una nuova riduzione temporanea delle accise sul gasolio. Dal 18 al 25 settembre il taglio è fissato a 12,2 centesimi al litro, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre scenderà a 6,1 centesimi al litro.
Dal 5 ottobre, invece, il meccanismo delle accise mobili dovrebbe subentrare agli interventi temporanei, con lo sconto collegato al maggior gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi dei carburanti.
Quanto si risparmierà sul pieno
Non è ancora possibile stabilire con precisione quanti centesimi al litro verranno restituiti dal 5 ottobre. L’entità dell’intervento dipenderà infatti dal maggior gettito Iva disponibile e dalle condizioni previste per l’attivazione del meccanismo.
Di conseguenza, anche il risparmio effettivo su un pieno dipenderà dal prezzo dei carburanti e dall’entità della riduzione dell’accisa che sarà applicata.
Il principio alla base della misura è quello di restituire agli automobilisti una parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi, evitando che l’intero incremento del gettito rimanga nelle casse dello Stato.
La differenza rispetto agli sconti temporanei
Finora gli interventi sul caro-carburanti sono stati finanziati attraverso misure temporanee stabilite di volta in volta dal governo. Con le accise mobili, invece, la riduzione viene collegata direttamente all’andamento del gettito Iva prodotto dai rincari.
Per questo motivo, dal 5 ottobre non è previsto semplicemente il proseguimento dell’attuale sconto, ma l’attivazione di un meccanismo differente, legato all’andamento delle entrate fiscali derivanti dal prezzo dei carburanti.
La misura, quindi, non garantisce a priori un determinato numero di centesimi di riduzione per ogni litro: l’entità dello sconto dipenderà dalle maggiori entrate Iva e dai parametri previsti per l’applicazione del meccanismo.
Lo riporta tgcom24.mediaset.it.



