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MANFREDONIA CANDELARO Manfredonia, via libera regionale allo scarico del depuratore nel Candelaro: autorizzazione per quattro anni

Il via libera non è però un lasciapassare senza condizioni: l’effluente dovrà rispettare i limiti fissati dalla normativa nazionale per gli scarichi in acque superficiali

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
17 Settembre 2026
Manfredonia // Politica //

La Regione Puglia ha autorizzato Acquedotto Pugliese, in qualità di gestore del Servizio idrico integrato, a scaricare nel torrente Candelaro l’effluente del depuratore al servizio dell’agglomerato di Manfredonia. Il provvedimento è contenuto nella determinazione numero 272 dell’8 settembre 2026 della Sezione Risorse idriche e conclude un iter amministrativo lungo e complesso, avviato dopo il passaggio alla Regione delle competenze in materia. L’autorizzazione, rilasciata ai sensi dell’articolo 124 del decreto legislativo 152 del 2006 e della legge regionale 18 del 2012, avrà una durata di quattro anni dalla notifica. Almeno dodici mesi prima della scadenza Aqp dovrà presentare la domanda di rinnovo, documentando il rispetto delle prescrizioni e il corretto funzionamento dell’impianto.

Il punto di scarico è individuato con precisione nel provvedimento, comprese le coordinate geografiche. Il via libera non è però un lasciapassare senza condizioni: l’effluente dovrà rispettare i limiti fissati dalla normativa nazionale per gli scarichi in acque superficiali. Particolare attenzione viene riservata all’Escherichia coli, per cui è stabilito il limite di 2.500 unità formanti colonia ogni 100 millilitri, oltre ai parametri previsti per BOD5, COD, solidi sospesi e alle sostanze eventualmente riconducibili a reflui industriali convogliati nella rete fognaria.

La determinazione impone ad Aqp una serie di adempimenti ravvicinati. Entro sessanta giorni dalla notifica il gestore dovrà attestare l’installazione e la piena funzionalità degli autocampionatori e dei misuratori di portata in ingresso e in uscita. Nello stesso termine dovranno essere collocati, dove ancora mancanti, i cartelli sui rischi igienici e sui divieti nelle fasce di rispetto. Entro centottanta giorni dovrà invece essere redatto e trasmesso alla Regione e ad Arpa Puglia un Piano di monitoraggio conforme al regolamento regionale 13 del 2017.

Il sistema dei controlli previsto è stringente. In ragione della potenzialità dell’impianto, Aqp dovrà effettuare almeno ventiquattro autocontrolli l’anno sia sull’effluente depurato sia sulle acque in ingresso. Sei verifiche annuali dovranno comprendere l’intero gruppo di parametri relativo agli scarichi in acque superficiali. In attesa della piena operatività del Piano di monitoraggio, saranno inoltre analizzate con cadenza semestrale le acque del Candelaro a monte e a valle dello scarico, verificando ossigeno, nutrienti, solidi sospesi, metalli pesanti, tensioattivi e indicatori batteriologici.

Il gestore dovrà trasmettere ogni anno i dati su affluente, effluente e corpo ricettore, insieme alle attestazioni di efficienza dell’impianto, della condotta emissaria e del recapito finale. Eventuali superamenti dei limiti dovranno essere comunicati immediatamente, accompagnati da una relazione sulle cause e sulle misure adottate. Obblighi specifici riguardano anche le gestioni di emergenza, provvisoria o speciale: le manutenzioni programmate dovranno essere annunciate con almeno una settimana di anticipo e ogni anomalia quantitativa o qualitativa in arrivo al depuratore dovrà essere segnalata alle autorità competenti.

L’atto regionale arriva dopo anni segnati da lavori di potenziamento, richieste di integrazione, verifiche e criticità. Nel 2019 il procedimento era stato sospeso in seguito ai superamenti dei valori limite rilevati da Arpa Puglia. Negli anni successivi sono state affrontate anche problematiche della condotta emissaria e interventi di manutenzione straordinaria sui comparti di equalizzazione e sedimentazione. La nuova autorizzazione traduce dunque il via libera in un quadro di responsabilità operative precise: piena funzionalità di tutte le linee di trattamento, corretta gestione dei fanghi, prevenzione di odori e aerosol, manutenzione costante e tracciabilità dei risultati.

Per Manfredonia il provvedimento rappresenta un passaggio rilevante nella gestione del ciclo delle acque, ma la sua efficacia dipenderà dalla continuità dei controlli.

A cura di Michele Solatia.

6 commenti su "Manfredonia, via libera regionale allo scarico del depuratore nel Candelaro: autorizzazione per quattro anni"

  1. Invito il Generale Marasco a vigilare e informarmi se tutto procede bene nella fogna del Golfo di Manfredonia. Cordialità.

  2. I veleni ex Eni hem a nord e il Candelaro a Sud sono delle formidabili fucine il benessere della salute dei cittadini di Manfredonia e del mare.

  3. Foce del Candelaro patrimonio dell’umanità. Fanghi curativi miracolosi.

  4. E codd addi ca stè ? “Aqquedotte, criminalo”… Ji sparùte, accume alli timb d babbett. Eppùre mo stann i cumenìst.

  5. Bene ora potete regalare gli immobili situati nella riviera sud, WC che non sta per west coast ma per cesso per capirci

  6. E perché deve versare nel fiume invece di raccoglierla in invasi da destinare ad uno agricolo.

    Forse fa proprio schifo?

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