Arriva su Prime Video la seconda stagione di “Roast in Peace”, la produzione targata Stand By Me condotta da Michela Giraud. Il programma sarà disponibile dal 18 settembre e propone ancora una volta un originale e irriverente “funerale” mediatico nel quale cinque personaggi dello spettacolo vengono sottoposti alle battute senza filtri dei comici.
Tra i protagonisti di questa nuova edizione ci sono Fedez, Simona Ventura, Alessandro Borghese, Giuseppe Cruciani e Asia Argento, chiamati a “farsi seppellire” dall’ironia di Max Angioni, Martina Catuzzi, Stefano Rapone ed Eleazaro Rossi.
Fedez ha raccontato con la consueta schiettezza la sua esperienza nel programma: «Se fossi morto sarei stato in tema con il programma. È stato super divertente partecipare, lo rifarei anche perché pagano».
A rendere ancora più imprevedibile lo show è la presenza di un “Inconsolabile” speciale per ciascun protagonista. Si tratta di un ospite a sorpresa, tenuto segreto fino all’ultimo, scelto tra le persone che hanno avuto un legame particolare con la vita privata o professionale del personaggio chiamato a interpretare il proprio “funerale”.
Ed è proprio questa incognita ad aver creato qualche preoccupazione tra i protagonisti. In un promo, Fedez ha mostrato una certa inquietudine e ha chiesto direttamente a Michela Giraud se tra gli ospiti a sorpresa potesse esserci anche Chiara Ferragni, sua ex moglie.
Anche Simona Ventura ha raccontato con ironia il proprio approccio al programma, sottolineando quanto l’autoironia sia stata importante nel corso della sua carriera: «L’autoironia mi ha salvato fino adesso, festeggio 40 anni di carriera l’anno prossimo e senza sarei già stata RIP da tempo. È stata una boccata d’aria fresca, è stato bello perché era senza regole, non bisogna mai offendersi in un programma come questo perché sai cosa vai a fare».
Giuseppe Cruciani ha invece rivendicato il suo abituale atteggiamento provocatorio: «È un programma in cui mi sono trovato estremamente bene perché mi sono sentito circondato da infami senza cuore, esseri che lo sono pure nel privato. Quando sento l’odore del sangue mi esalto».
Alessandro Borghese ha scelto di giocare con il tema del funerale attraverso un riferimento al cibo e al nome del suo ristorante: «Se dovessi immaginare il mio funerale ideale, lo vorrei grasso, opulento, un gran buffet in stile americano da condividere con tutti i miei amici. In fondo il mio ristorante si chiama Il lusso della semplicità… potremmo giusto sostituire lusso con lutto».
Per Asia Argento, invece, l’esperienza ha avuto anche una dimensione personale e terapeutica: «Grazie a Roast in peace sono risorta, mi ha fatto bene».
Il risultato è un programma costruito sull’ironia estrema, sull’autoironia e sulla capacità dei protagonisti di mettersi in gioco, accettando di diventare per una sera il bersaglio delle battute dei comici e degli ospiti chiamati a celebrare il loro singolare “ultimo saluto”.
Lo riporta ansa.it.



