Edizione n° 6210

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

ADZIC JUVENTUS Sassuolo, Adzic: «Forse alla Juventus meritavo di giocare di più»

Il 13 settembre 2026 Vasilije Adzic ha segnato contro la Juventus, esattamente un anno dopo il gol realizzato all’Inter con la maglia bianconera

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
17 Settembre 2026
Il profilo // Sport //

Il 13 settembre 2026 Vasilije Adzic ha segnato contro la Juventus, esattamente un anno dopo il gol realizzato all’Inter con la maglia bianconera. Un gol speciale per il centrocampista montenegrino, che ha raccontato emozioni, passato e futuro in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

«Andiamo indietro di una settimana. Aspettavo tanto questa partita. Un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità contro uno dei club più grandi. Poi quando ho visto che era il 13 ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell’aria… L’idea del gol mi girava dentro la testa. Sì, ci pensavo, quasi lo sentivo».

Dopo la rete, le emozioni sono rimaste intense: «Le stesse che ho provato in quel momento. Difficili da spiegare. Ancora è tutto strano. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte. Poi va beh… è stato qualcosa di speciale. Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco».

Tra i tanti messaggi ricevuti, Adzic ha dato un valore particolare a quelli della famiglia: «Mi rimangono dentro quelli della mia famiglia che è sempre al primo posto. Però ho ricevuto veramente tanti complimenti: dai miei compagni di squadra e dai tanti amici che ancora ho alla Juve».

Anche Luciano Spalletti gli ha rivolto parole di apprezzamento prima della partita: «Ci siamo incrociati prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio».

Il commissario tecnico aveva poi sottolineato la necessità, per il giovane montenegrino, di trovare continuità. Adzic non ha nascosto il proprio rammarico per lo spazio avuto alla Juventus: «La cosa fondamentale è giocare con continuità e al Sassuolo ho trovato la situazione giusta per questo sono contentissimo. Sento la fiducia di tutti e poi vedremo cosa succederà in futuro. Io vado al massimo ogni giorno. Forse alla Juve potevo giocare un po’ di più o almeno lo speravo. Forse lo meritavo anche, ma non sono decisioni che competono a me quindi va bene così».

Il trasferimento al Sassuolo è stato quindi una scelta legata soprattutto alla possibilità di giocare con maggiore continuità: «Alla Juventus ho fatto diverse buone partite, il percorso che sto facendo, la decisione di venire al Sassuolo per avere più spazio e poter così dimostrare il mio valore è stata la scelta più sensata. Ora intendo dare tutto per questo club».

A vent’anni, la fiducia dell’ambiente rappresenta un elemento decisivo: «A vent’anni sentire la fiducia di chi ti sta attorno è indispensabile. Club, mister, compagni: tutti mi fanno sentire come un giocatore importante».

Adzic ha spiegato anche come è maturata la scelta di trasferirsi in Emilia: «Mi voleva già a gennaio. Poi mi hanno seguito anche in estate. C’è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una videochiamata con mister Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile. Devo dire che il gesto di Palmieri mi ha colpito, non è da tutti».

Prima di accettare, il centrocampista ha chiesto consiglio anche ad alcuni ex compagni: «A Locatelli che a Sassuolo ha giocato. Mi ha parlato benissimo del club e dell’ambiente, ideale per crescere. E poi a Muharemovic. Quando sono arrivato alla Juve abbiamo fatto la preparazione assieme con la prima squadra, siamo stati compagni di stanza per un mese. Lui è un mio grande amico e sul Sassuolo mi ha detto: “Vai, che non sbagli”».

Nel suo percorso alla Juventus, Adzic ha lavorato con Thiago Motta e Igor Tudor: «Sono arrivato con Motta che mi ha testato in ritiro tenendomi poi con la prima squadra. Nella gestione Tudor ho giocato un po’ di più: mi ha lanciato come titolare e con lui ho segnato il primo gol. Entrambi mi hanno fatto crescere».

A Sassuolo, invece, ha trovato in Alberto Aquilani un allenatore disposto a puntare sui giovani: «La sua mentalità, il fatto che vuole sempre giocare il pallone e che mi ha mostrato fiducia, nei fatti, sin dal primo momento. Mi piace perché lavora tanto sui giovani, li sa far crescere come dimostra la sua carriera di allenatore».

Quanto al ruolo in campo, Adzic si definisce così: «Sono un 8 o un 10. Soprattutto un trequartista, lì mi trovo meglio, ma come dice Aquilani è il coraggio che fa il ruolo».

Tra i compagni con cui ha legato maggiormente ci sono Muric e Nemanja Matic: «Nemanja è un punto di riferimento, un grande uomo. Mi dà consigli in continuazione, in campo e fuori. Dettagli, anche piccoli, che mi arricchiscono. È un esempio e un fratello maggiore, oltreché un giocatore straordinario. Ha vinto tre Premier e giocato a livelli altissimi».

Parole di stima anche per Domenico Berardi: «Nei confronti di “Dome” provo ammirazione e rispetto. Ha segnato più di 130 gol in Serie A, ha vinto un Europeo e poi ha giocato sempre e solo in questo club. Lo volevano tutti, ma è rimasto qui. Da lui c’è solo da imparare».

Infine, Adzic ha ricordato l’inizio della propria carriera, legato a una data precisa: «Il 22 agosto 2022. La prima partita col Buducnost. Gol da 40 metri. Avevo 16 anni. Lì è cominciato tutto».

L’amore per il calcio è nato guardando Lionel Messi: «Da bambino, guardando Messi. È lui che mi ha fatto innamorare del calcio. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in questo percorso non facendomi mancare niente. Quando ho esordito con la Juve allo Stadium contro la Lazio i miei genitori erano in tribuna e hanno pianto di gioia. Lì ho capito di aver realizzato il mio sogno».

Lo riporta gazzetta.it.

Lascia un commento

“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO