Un gattino apparentemente smarrito utilizzato come esca per distrarre una vittima e permettere a un complice di rovistare nella sua borsa. È il nuovo stratagemma segnalato a Grottaferrata, in provincia di Roma, dove una donna è stata avvicinata nel parcheggio di un supermercato da due persone che hanno simulato la ricerca di un animale.
A raccontare l’accaduto è stata la figlia della vittima, che ha prima lanciato l’allarme all’interno del gruppo del quartiere e successivamente ha riferito l’episodio al Messaggero.
Come viene messa in atto la truffa
Il meccanismo sfrutta la sensibilità delle persone nei confronti degli animali. La vittima viene avvicinata mentre sta raggiungendo la propria automobile e le viene chiesto aiuto per ritrovare un gattino che, secondo il racconto dei truffatori, si sarebbe nascosto nel parcheggio.
La persona viene quindi invitata a guardare sotto le automobili o tra i cespugli per individuare l’animale. È proprio in quel momento che entra in azione il complice: approfittando della distrazione, si avvicina alla vettura e apre rapidamente la portiera per cercare di impossessarsi degli oggetti lasciati all’interno.
Uno schema che, secondo quanto denunciato, è stato utilizzato nei giorni scorsi in un parcheggio vicino Roma.
Il tentativo di furto a Grottaferrata
L’episodio è avvenuto martedì 15 settembre, nel quartiere residenziale Pratone. La donna aveva appena terminato la spesa e, con le buste in mano, stava tornando verso la propria automobile quando è stata fermata da un uomo e una donna.
I due le hanno chiesto aiuto per ritrovare il loro presunto gattino disperso. La signora ha inizialmente accettato di collaborare, iniziando a cercare l’animale nelle vicinanze della vettura.
La figlia ha poi raccontato la dinamica nel gruppo del quartiere: «Mia madre ha cercato di aiutarla guardando sotto la macchina e tra i cespugli vicini. Ma si è resa conto che la donna stava solo cercando di allontanarla dal veicolo».
Insospettita, la vittima ha quindi interrotto la ricerca ed è tornata verso la propria automobile. A quel punto ha scoperto cosa stava realmente accadendo: l’uomo che inizialmente si trovava insieme alla donna stava rovistando nella borsa, lasciata appoggiata alla macchina.
La reazione della signora ha fatto fallire il tentativo. «Mia madre ha urlato ed è riuscita a farlo scappare prima che potesse rubarle qualcosa», ha aggiunto la figlia.
I due presunti truffatori non sono stati ancora identificati. Dopo essere stati scoperti, si sono allontanati a bordo di una vettura bianca. Né la vittima né gli altri presenti, però, sono riusciti a prendere il numero di targa.
L’episodio rappresenta un ulteriore esempio di come i malviventi possano sfruttare situazioni apparentemente innocue e la disponibilità delle persone ad aiutare qualcuno in difficoltà per creare una distrazione e tentare di impossessarsi di borse e oggetti lasciati incustoditi.
Lo riporta open.online.it.



