
Nel dettaglio, i militari della Finanza hanno accertato una sottrazione a tassazione, ai fini delle imposte dirette, base imponibile per oltre 10 milioni di euro; l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per altri 11 milioni di euro; l’evasione in materia di iva di oltre 2,2 milioni di euro. Dieci persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria.
In particolare, le indagini della Finanza sono partite dopo una precedente attività di intelligence su un imprenditore, titolare di una ditta viTInicola di Trinitapoli. Le indagini sono durate circa un anno: partite nel 2008, fino a concludersi in questi giorni.
Partendo dal titolare della ditta di Trinapoli, il nucleo operativo del comando provinciale della Finanza ha potuto risalire ad una vera e propria associazione a delinquere, nella quale è stata accertata la partecipazione di altri titolari di aziende operanti nella produzione e lavorazione di uva del territorio. Dalla provincia di Foggia, Trinitapoli, Cerignola e Torremaggiore, le indagini della Finanza si sono infatti spostate nel territorio delle Murge: Spinazzola, Minervino Murge e Corato.
In particolare le emissioni di fatture false sono state redatte, in primo luogo, dal territorio di Trinitapoli; mentre i cosiddetti “utilizzatori finali” (utilizzando una espressione cara al legale Ghedini) delle stesse fatture erano principalmente aziende del territorio barese.
Numerosi gli addetti ai lavori ascoltati durante le indagini della Finanza: autisti, operatori, cittadini e fornitori di uva.
I dieci soggetti coinvolti nell’inchiesta della Finanza sono stati tutti denunciati a piede libero, per violazione del reato 416 codice penale (associazione a delinquere, delitto contro l’ordine pubblico) e vari reati previsti nel decreto legislativo 74/2000, reati di tipo tributario.


