CronacaLavoro
A cura di Daniela Iannuzzi

Foggia. Donne in rete contro il disegno di legge Pillon

Donne in Rete è riconosciuta anche come sportello accreditato dalla Regione Puglia contro le discriminazioni


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Foggia . “Chiediamo il ritiro totale del disegno di legge Pillon. Riporta le donne al focolare, a una condizione precedente a quella del periodo delle battaglie per il divorzio negli anni ’70”. Questo il punto fondamentale trattato nel corso dell’incontro, tenutosi ieri presso l’associazione Donne in Rete, “Discussione sul ddl Pillon“.

Ed è difatti di questi giorni e delle ultime settimane il dibattito sulla validità del disegno di legge presentato in parlamento dal leghista Simone Pillon, ddl che introduce la “bigenitorialità perfetta”, ossia l’ipotesi che, in caso di separazione di una coppia, il mantenimento dei figli, il loro affido, e di conseguenza i costi e il tempo passato con loro, devono essere equamente divisi tra padre e madre.

“L’aspetto del disegno Pillon che più ci spaventa è l’idea presentata riguardo a quella che prima veniva chiamata PAS, cioè sindrome da alienazione parentale, e poi diventata ‘alienazione genitoriale’- a parlare è Donatella Caione, membro del consiglio direttivo di Donne in Rete.

“Passa l’idea” spiega la Caione “che questa sindrome sia reale, invece è inesistente, e che, a seguito di essa, una donna che si separa dal marito per aver subito da questi delle violenze, se poi lei tende ad allontanare i figli dal marito/padre, può appunto venire accusata di aver provocato alienazione genitoriale’.

Questa cosa è assurda perché fa dimenticare che si parla di donne che hanno subito violenza e che, a ragion veduta, tendono a proteggere i loro figli”. Ma di questo disegno di legge, precisa Donatella, tutto spaventa: il mantenimento diretto, per esempio.

Le donne, soprattutto al sud, arrivano a non lavorare a seguito di una scelta condivisa con il loro marito oppure lavorano poco anche perché non c’è la possibilità di lavorare.

Se dopo la separazione non hanno quindi un reddito, non possono neanche sostenere il mantenimento dei figli. “È un modo questo per dire alle donne di non separarsi. Ancor più grave se le donne sono anche vittime di violenza”.

Il disegno di legge Pillon, secondo Donne in Rete, nasce da una mentalità che nega la possibilità che vi sia violenza sulle donne, “come Pillon ha dichiarato in una conferenza stampa dicendo che non si deve parlare di violenza contro le donne bensì di violenza contro le persone” precisa ancora Donatella.

“E questo per noi è negazionismo vero e proprio perché sappiamo bene quali sono i dati sulla violenza contro le donne per cui negare i dati significa negare un’evidenza”.

Le donne a subire violenza in effetti sono in maggior numero purtroppo.

Il disegno di legge Pillon, inoltre, rappresenterebbe, secondo Donne in Rete, il tentativo di attaccare la 194, ossia la legge in vigore in Italia dal 1978, che ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto. Il Ddl non impatterebbe direttamente sulla 194, tuttavia Pillon, che ne è l’ideatore, vorrebbe abolirla.

“Questo ddl nasce dalle richieste di quei gruppi di uomini che contrastano il discorso sulla violenza contro le donne, secondo noi” a parlare ancora Donatella Caione che aggiunge “Lobbies che fanno un gran fracasso e parlano di quegli uomini come se dormissero sotto i ponti a causa delle loro mogli. Chiaramente non sono da paragonarsi a tanti uomini che soffrono per la separazione, come tante donne, ma si tratta di minoranze che comunque sono in grado di influenzare l’opinione pubblica”.

Emerse durante l’incontro di ieri anche considerazioni sul fatto che lo Stato, attraverso un tale disegno di legge, entrerebbe in modo deciso nella vita delle famiglie togliendo fiducia alla parola delle donne e rendendo più difficile per loro separarsi riportandole al solo ruolo di ‘custodi del focolare’ tipico della vita sociale di 70 anni fa.

Una manifestazione contro il ddl Pillon, fa presente l’associazione Donne in Rete, si terrà a Roma, come in altre città italiane, il 10 novembre prossimo.

Ma di cos’altro si occupa l’associazione ‘Donne in rete’?

Nata da qualche anno, il suo interesse principale è il contrasto alla violenza sulle donne che nasce da un’idea di opporsi ad ogni forma di discriminazione.

Donne in Rete è riconosciuta anche come sportello accreditato dalla Regione Puglia contro le discriminazioni.

Attuale presidente è Lina Appiano. Donatella Caione fa parte del consiglio direttivo e si occupa dell’area editoriale, è responsabile inoltre di una piccola casa editrice (Matilda editrice, ndr.) che si occupa di libri rivolti a contrastare gli stereotipi di genere, la discriminazione culturale, il razzismo. All’interno dell’associazione, vista la sua presenza, è nata l’idea di curare la pubblicazione di libri dei quali alcuni rivolti ai bambini e alle bambine, altri al pubblico adulto.

Interessante un libro sull’importanza di usare il femminile invece di usare sempre il maschile come fosse un neutro, tema sul quale l’associazione organizza anche laboratori nelle scuole. “Perché crediamo che alcune bambine possano essere state influenzate nelle loro scelte di vita nel sentir parlare di certi lavori o professioni con titoli usati esclusivamente al maschile quando le si voleva invogliare a studiare per ambire a questi. Riteniamo che il linguaggio sia molto importante, per esempio è inutile invogliare le bambine a studiare la Fisica se poi parleremo loro solo del ‘direttore’ del CERN come se tale ruolo sia da intendersi solo al maschile”.

Daniela Iannuzzi

Foggia. Donne in rete contro il disegno di legge Pillon ultima modifica: 2018-10-17T12:00:17+00:00 da Redazione



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