Andria – UN sequestro preventivo di beni è stato eseguito questa mattina nei confronti di due persone, padre e figlio, che lo scorso 26 giugno furono arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Andria nel corso di un’operazione antidroga. GLI ARRESTATI: si tratta del 53enne Mauro Pilato e del figlio 27enne Gianrico, all’epoca il primo agli arresti domiciliari ed il secondo sorvegliato speciale di p.s., che nella circostanza, sorpresi a spacciare nella loro “villa bunker” protetta da telecamere di sorveglianza, sita in contrada “Madama Camilla”, vennero arrestati con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da sparo, possesso di radio ricetrasmittente sintonizzata sulle frequenze delle Forze di Polizia e violazione delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale e gli arresti domiciliari. Nel corso della perquisizione nella casa i Carabinieri rinvennero un quantitativo di cocaina utile alla preparazione di una quarantina di dosi pronte per essere immesse sul mercato e sequestrarono un impianto di videosorveglianza, con il quale si poteva tenere sotto controllo la zona circostante attraverso dei monitor che trasmettevano in tempo reale le immagini riprese all’esterno. In questo modo i malfattori avrebbero avuto tutto il tempo di “prepararsi” in caso di un eventuale controlli da parte delle Forze dell’Ordine”. Nel corso del blitz, inoltre, furono identificati 14 tossicodipendenti, che nel frattempo si erano portati presso la villa, citofonando e chiedendo ai militari (in abiti borghesi), scambiati per spacciatori, di acquistare cocaina, consegnando persino il relativo corrispettivo. Gli accertamenti patrimoniali eseguiti nel corso dell’indagine hanno evidenziato che i due abbiano nel tempo mantenuto un tenore di vita notevolmente superiore alle loro reali possibilità economico-finanziarie e capacità reddituali. Gli stessi infatti, intestavano ai loro più stretti familiari o a prestanome le proprietà acquistate con i proventi illeciti ricavati dal traffico di droga che esercitavano costantemente in quella lussuosa villa trasformata in un vero e proprio fortino, meta di continui pellegrinaggi di “clienti” provenienti anche da paesi non proprio vicini. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che i due, dal 1998 al 2008, hanno dichiarato redditi per complessivi per 56mila euro a conferma della palese sproporzione tra quanto dichiarato rispetto al valore economico dei beni sottoposti a sequestro. Il provvedimento di sequestro preventivo eseguito nella giornata di oggi ed emesso dal Gip del Tribunale di Trani, Francesco Zecchillo, riguarda automezzi, motoveicoli, terreni ed immobili (comprensivi degli arredi, elettrodomestici, impianti tecnologici in genere, suppellettili di pregio, monili in oro, gioielli, orologi e beni di altre utilità e di valore a disposizione dell’intero nucleo familiare), beni mobili, polizze assicurative e rapporti bancari riconducibili all’interno nucleo familiare per un valore stimato in 1,5 milioni di euro. I BENI SEQUESTRATI: una villa di lusso, estesa su di una superficie catastale di circa 1 ettaro; 8 autoveicoli (un’Audi A6 SW, una BMW serie 1, una Nissan, una Smart, una Lancia Y, una Citroen C3, una Panda e una Marbella) e un autocarro; 2 motociclette (una Yamaha e una Piaggio Vespa); un appezzamento di terreno di circa tre ettari, coltivato ad uliveto, sito in “area a vocazione turistica”; un appezzamento di terreno di circa due are, sito “in area edificabile” un’agenzia immobiliare con sede in Andria; una quota societaria di un’impresa edile di costruzioni, pari al25% dell’intero capitale sociale versato; una polizza assicurativa relativa all’agenzia immobiliare.Il provvedimento di sequestro, che non consente la facoltà d’uso neanche per i familiari, è stato notificato ai due, tuttora detenuti nel carcere di Trani.