Edizione n° 6125

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

Regolarizzazione badanti: al Meridione le istanze maggiori. Analisi in Capitanata

AUTORE:
Agostino del Vecchio
PUBBLICATO IL:
17 Novembre 2009
Capitanata //

badanti_humorFoggia – SONO 878 le domande in totale (da elaborazione ‘IlSole24ore’ su dati Istat Centro Studi Sintesi, Ministero dell’Interno, Inps), presentate finora in provincia di Foggia per l’emersione delle badanti. Il dato incide dello 0,77 sul totale nazionale. Analizzando la popolazione della Capitanata: 682.260 i residenti con un tasso del 18% sul totale e con il 2,7% sull’indennità di accompagnamento. La provincia con i dati maggiori è Napoli con 24.332 domande complessive (assunzione colf straniere ed emersione badanti, di cui 13.489), con un tasso percentuale sdel 11,8% sul totale nazionale; 14,5 la percentuale degli over 65 sui 3 milioni e passa di popolazione (3.074.374), con un 3,7% di indennità di accompagnamento. A Bari invece si registra un totale di 2.664 domande, con l’11,80% sul totale nazionale; 3.074.375 la popolazione, con il 14,4% di over 65 e un 3,7% di indennità di accompagnamento. In pratica: le provincie dove le istanze per l’emersione delle assistenti straniere sono state maggiori rispetto a quelle per le colf sono del Meridione italiano: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia. Prese in esame da sole, queste regioni rappresentano infatti un terzo di tutte le domande inviate finora per l’assunzione di una badante. Finora, al ministero italiano sono arrivate a settembre 294.744 domande in totale (pratiche on-line), di cui oltre 180mila per le lavoratrici domestiche e solo 114mila per le badanti.

LE CAUSE ALLA BASE DEI NUMERI RILEVATI

L’alta percentuale di domande al Meridione per l’assunzione di badanti può essere stata originata da due fenomeni: da un alto la scarsità dei posti letto nelle residenze per anziani ed elevato tasso di indennità di accompagnamento concesse dall’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps). Grazie infatti a questo assegno (di circa 560 euro mensili), molte famiglie sarebbero riuscite infatti a pagare lo stipendio delle stesse badanti. Altro fattore da non sottovalutare: l’inesitenza di un reddito minimo di 20mila euro, richiesto invece per la regolarizzazione delle colf. Quindi: scarsità di servizi di welfare (assistenzialismo), basso reddito ed elevato tasso di indennità sono alla base del fenomeno di maggiore presenza di domande per l’emersione di badanti rispetto alle colf, nel Meridione italiano. Spiega Pino Gulia, responsabile immigrazione Acli, al Sole24ore: “Nel Sud il peso dell’assistenza di un over 65, per le risorse scarse per le politiche sociali, grava sull’intera famiglia”. Da qui la frequente richiesta rivolta dalle famiglie ai medici di “sorvolare” in caso di una mancata presenza di un certificato per la regolarizzazione delle badanti. Per Gulia la regolarizzazione, come sistema imposto dallo Stato, si è rivelato un “fallimento”: in primis per le difficoltà delle famiglie di sostenere i costi per l’assistenza dei propri anziani.

(immagine tratta da Caffenews.file.it)

Lascia un commento

"Perché nasca una prateria bastano un trifoglio, un'ape e un sogno." – Emily Dickinson

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO