Economia

Artigianato, porto, agricoltura: Capitanata (re)attiva ?


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Manfredoniattiva

ManfredoniAttiva, il presidente di Confindustria Eliseo Zanasi con il sindaco di Manfredonia Paolo Campo

Foggia – UNA situazione economica “inalterata”, quella della Capitanata, per il direttore generale D.A.Re, nonché professore della facoltà di Agraria, Gianluca Nardone: “se si pensa oggi al 102^ posto della Capitanata per quanto riguarda la situazione del Pil procapite delle province italiane (con situazione immutata per quanto concerne l’indice della qualità della vita ndR) lo scenario nel territorio una ventina di anni fa non era di certo diverso”. Motivazioni principali alla base del problema: “una fiscalità tout court, in diversi ambiti del settore, dalla quale è difficile uscire”. ‘ManfredoniAttiva. Riflettere, proporre, valorizzare e promuovere’: questo il titolo di una tre giorni di convegni sull’agricoltura, l’artigianato, l’industria e la pesca del territorio. “E’ necessario approfondire la situazone soprattutto al fine di formulare proposte e strategie d’azione che sappiano aprire nuovi orizzonti e scenari” per così configurare “la ripresa economica ed un nuovo futuro occupazionale”: questo l’introduzione del catalogo di presentazione dell’evento. Parola dunque ai relatori: per il sindaco Paolo Campo, quella in corso è una situazione economica “non facile da definire”; una crisi forse “inasprita dai lanci variabili ( in negativo, of course ndR) degli organi mediatici ( a random: televisione, radio e giornali ndR)”, che soffrirebbe in primo luogo “delle criticità emerse a livello mondiale e nazionale”. Nella sua analisi, il sindaco è partito dalla situazione di sviluppo dell’economia locale, in seguito all’avvento del fascismo in Italia. E dunque con “l’insediamento delle ferrovie, con la bonifica agrarie delle aree (vale a dire il complesso delle opere e dei lavori tesi a rendere produttive le terre infruttifere e insalubri, in sintesi ‘una nuova organizzazione del territorio in base ai nuovi terreni a disposizione’. L’Italia, dopo l’Olanda, è il paese dove risulta attualmente “più vasta” la frazione della superficie agraria sottratta alla palude con la bonifica. Un progetto tra stato e privati che ha portato all’evoluzione delle istituzioni consorziali con fasi di sviluppo politico-economiche logiche nell’epoca liberale post unitaria. È tuttavia al Governo Giolitti che va attribuito il merito di maggior sviluppo dell’economia della bonifica come ‘sistema’ e non alla dittatura fascista che ne continuò statalmente l’opera. In Puglia, tuttavia, del sistema ne beneficiò la zona di Porto Cesareo con la bonifica dell’Arneo, ove, inoltre Mussolini in persona diede l’incipit alla così detta battaglia del grano. In seguito,con il regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215 fu emanato il testo unico sulla bonifica integrale, coronamento del ruolo propulsivo avuto dal sottosegretario all’Agricoltura Arrigo Serpieri. All’articolo 1, alla bonifica integrale si provvede per “scopi di pubblico interesse, mediante opere di bonifica e di miglioramento fondiario”. In base agli articoli 54 e 76 del medesimo testo unico furono poi costituiti i consorzi di bonifica e i consorzi di miglioramento fondiario), con una situazione, in Capitanata, di “pervaso protezionismo delle proprie logiche imprenditoriali”. Per Campo è stato dunque naturale che “con il mutare delle normative in merito, con l’ingresso ad esempio nel territorio dell’industria pesante (si pensi alla Fiat Iveco) tutti i limiti dell’imprenditoria locale siano venuti fuori” senza la possibilità oramai di “poter arginare le carenze originatesi”. In ogni modo, per lo sviluppo economico dell’area, Campo ha ritenuto “legittimo scommettere sul nostro territorio”, in considerazione della “posizione geografica favorevole del Meridione d’Italia”. Nel dettaglio per la crisi in atto, questo il pensiero di Campo. Agricoltura: “crisi sulla quale si poteva intervenire prima – ha detto il sindaco – in considerazione dei segnali di criticità manifestasi da tempo”. Per il futuro nel settore: “la riconversione della produzione agricola nel territorio è legata all’attuazione futura, a livello nazionale, del federalismo fiscale”. Inoltre, per il futuro dell’agro-alimentare, per Campo bisognerà investire sulle nuove classi emergenti del settore, vale a dire: “i figli degli attuali occupati nell’agro-alimentare”.  In sintesi, questi gli strumenti per Campo con i quali affrontare la crisi: “il territorio, l’università e lo sviluppo dell’autorità portuale (per la quale il Sindaco ha ricordato la situazione di stallo per la definizione dell’Ap  del Levante[1], causa di un preoccupante rallentamento per lo sviluppo imprenditoriale dell’area (l’amministrazione fece infatti  ricorso contro la mancata attivazione dell’ente, nonostante al Comune non sarebbe mai stata data una risposta in merito(da un certo professore Bianchi, probabilmente l’assessore ai Trasporti Alessandro) . Un autorità portuale che per Campo ha dovuto far fronte, nelle sue logiche di sviluppo, ai 5 anni di commissariamento decisi dal Governo. “I dati dovevano arrivare già 2 anni fa – ha concluso Campo – ma sul fatto c’è un silenzio tombale. Una situazione di stallo paragonabile alla burocrazia degli stati africani”). Per il Contratto d’area, secondo il sindaco il piano rappresenta ancora “un sistema imprenditoriale che ha dovuto affrontare sovversità non addebitabili alle logiche di sviluppo stanziate con la stipula del contratto”. Ai numeri sollevati sul CdA dal segretario provinciale della Cgil, Salvatore Castrignano (“500 lavoratori in cig e/o mobilita, 200 lsu da stabilizzare, un percorso ancora simile a quello di 10 anni fa, una situazione da monitorare per 1300 occupati dell’area), Campo ha risposto che “le dismissioni di operatività fra le imprese del contratto d’Area non possono che aver danneggiato lo sviluppo dello stesso piano”, oltre al fatto che “non erano in alcun modo prevedibili”. Fra le aziende cui Campo ha posto l’indice come responsabili primarie degli indicatori di crisi del piano: “la Bmp , un pacchetto imprenditoriale – ha detto Campo – non previsto nel Contratto d’Area ma preso in eredità dai piani di Manfredonia Sviluppo (cui Castrignano ha fatto riferimento come ente che si impegnò, al tempo, per la preparazione dei piani imprenditoriale dell’area, poi manifestatisi con la stipula dello stesso Contratto). Una Bmp sulla quale Campo “non avrebbe scommesso una sola lira”, dato che questa ditta avrebbe manifestato dall’inizio del suo insediamento “tutte le sue difficoltà di sviluppo”. “Diverso” il discorso per la Manfredonia Vetro (gruppo San Galli, sulla quale spesso Campo si è espresso in termini favorevoli, in primis dopo lo stanziamento di una nuova linea produttiva, vedi art.prec, ma anche una ditta sulla quale pende una indagine della Guardia di Finanza di Milano per presunta evasione fiscale, nel corso dell’operazione ‘Marcelita’, dello scorso 5 novembre, che interessò una ottantina di società del territoiro, vedi art.prec,): “sarebbe stato tutto un altro discorso” ha concluso Campo. Per la Riviera Sud: “difficile convertire l’area in una zona turistica, ha detto Campo, determinante l’affidamento del piano ad un pool di esperti del settore”. Il presidente di Confindustria Eliseo Zanasi ha posto invece l’attenzione sulla “necessità di fare partenariato fra gli imprenditori del territorio” evidenziando anche il ruolo “fondamentale” del governo regionale per le logiche di sviluppo locale. Pertanto, Zanasi ha evidenziato la necessità di istituire una “Cofidi intersettoriale (Consorzio Cooperativa Artigiani Fidi), per comunicare con gli imprenditori già presenti nel territorio, “ma che venga ufficializzato tramite l’apporto delle istituzioni”, così da ottenere “garanzie creditizie dagli istituti di credito”. Per Zanasi non è solo Manfredonia a rappresentare un polo strategico “mirato all’operatività del territorio” ma l’intera Provincia di Foggia: “tranne il capoluogo (Foggia) che ha invece bisogno di reagire imprenditorialmente”.

Artigianato, porto, agricoltura: Capitanata (re)attiva ? ultima modifica: 2009-12-17T00:05:43+00:00 da Giuseppe de Filippo



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