Cultura

Il volto inedito della Basilica di Siponto


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BasilicaSiponto (image testo in epigrafe)

BasilicaSiponto (image testo in epigrafe)

Manfredonia – DA due incisioni effettuata dall’eclettico monaco francese Jean Baptiste-Claude Richard, abate di Saint-Non presenti nel libro Viaggio pittoresco e Descrizione del Regno di Napoli e Sicilia (edito a Parigi tra il 1781-1786) riemergono, tra i suoi molteplici aspetti dell’opera, una descrizione affascinante ed insieme inedita della Basilica di Siponto, della Cappella sotterranea e della città di Manfredonia nella fine del ‘700. Tra i particolari più evidenti si notano (Tav 6) la presenza di due torrette, oggi scomparse, alcune costruzioni, diverse colonne con capitelli ed è visibile, inoltre, lo stemma arcivesovile del Vescovo di Manfredonia Ginnasio (1586-1607) che restaurò l’edificio presente sopra l’arco centrale della Basilica dedicata Santa Maria Maggiore di Siponto. Compare inoltre il campaniletto edificato a sinistra proprio verso la fine del ‘700. La prima data documentata è quella del 1117, quando la chiesa venne solennemente consacrata e la reposizione delle reliquie di San Lorenzo Maiorano sotto l’altare maggiore, si pensa che il quell’anno ci fu il passaggio di consegne tra la nuova chiesa (questa) e la vecchia che fu anche pagana (Basilica Paleocristiana) ridotta oggi a soli ruderi di interesse archeologici. Per comprendere l’importanza dell’opera dell’abate di Saint-Non bisogna considerare che sin oltre la metà del Settecento l’Europa finiva a Napoli e pochissimi viaggiatori si spingevano fin in Sicilia. Stranieri, ma anche italiani, consideravano le provincie del Sud di scarsa popolazione, scarse risorse e scarso interesse. Alle soglie dell’ottocento si riteneva che la Puglia fosse una terra povera di antichi monumenti, di trascurabile cultura e tradizioni. La pubblicazioni del Viaggio pittoresco ebbe importantissimi ripercussioni sia politiche (Ferdinando IV di Borbone incaricò il Galanti di effettuare una ricognizione completa nelle provincie lontane) sia letterarie (Goethe la tenne in considerazione nel libro Viaggio in Italia). Nella Tavola Quinta si spiega che “La città di Manfredonia fu costruita da  Manfredi (…) che per popolarla vi fece venire delle famiglie da diverse parti della Puglia. (…) C’è un castello a prova di colpo di mano.(…) Vi si vedono molte navi veneziane che vi portano tele, mercanzie minute e caricano granaglie, lana etc., prodotti naturali del paese. La città di Manfredonia è ben costruita, aperta e popolata da quattromila abitanti.” L’abate fu particolarmente affascinato dalla cripta sotto la Basilica: “Sotto la chiesa è stato costruita una cappella sotterranea molto interessante (…) quasi interamente composta da fusti di colonne di marmo antico ma con capitelli moderni.(…) Nello stesso luogo trovammo dei fusti di colonne, di grandezza media, di marmo cipollino e di granito, dei grandi capitelli antichi e corinzi, un fregio dorico ed un piedistallo con questa iscrizione in onore di Antonino:
IMP. CAESARI
DIVI HADRIANI F.
DIVI TRAIANI PARTICI N.
DIVI NERVAE PRONEP.
TITO AELIO
HADRIANO ANTONINO
AVG. PIO PONT. MAXIMO
TRI. POT. COS. SIPVNT.
PVBLICE
D………. D………..
Questo piedistallo di tre o quattro piedi di altezza e con una larghezza di base di due piedi e sei pollici, sosteneva senza dubbio una statua perchè si vede ancora il segno del posto dove doveva essere collocata.” L’abate osservò anche le antiche e imponenti mura romane, gli ipogei e il teatro della Siponto antica. Dopo più di duecento anni questi importanti monumenti sono quasi del tutto trascurati dalle amministrazioni locali e molti dei suoi cittadini, alcuni dei quali non ne conoscono neppure l’esistenza. Per altri, invece, “le vecchie pietre” sono solo un impedimento alla lucrosa e incontrollata espansione urbanista o dei rifiuti di scarso interesse.

Il volto inedito della Basilica di Siponto ultima modifica: 2009-12-17T02:14:17+00:00 da Agostino del Vecchio



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