Manfredonia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Vertenze tra l’Università sipontina e i baroni di Monte S.Angelo (VII)


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Vertenze tra l’Università sipontina e i baroni di Monte S.Angelo.
a cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Parte VII

Impotenza degli amministratori comunali sipontini a frenare le prepotenze degli “sgherri” della principessa di Gerace

Eodem retroscripto die, ibidem (26.5.1785).

E più si propone alle SS. VV. come vertendosi giudizio nel S.R.C. nel 1747 tra’ il Principe di Monte S. Angelo ed i Possessori de’ Territori di questa Città, denominati volgarmente le Cozzolete, che cominciano dal Vallone di Varcara, e prosieguono per li confini di Campolato, Montagna sino a S. Leonardo di Puglia, comprese anche la Mezzanella di questo Publico, si ordinò da esso S.C. nel dì primo Decembre detto anno il termine ordinano alle pretese delle parti, e la manutenzione di detti Territorj, a prò de Possessori di questa Città, quale termine compilato non avendo quel Principio di allora Avo dell’ attuale Principessa altro conseguì per interrompere un tal Decreto, dicendo per la prima, che stando detti Territorj soggetti a Locati, doveva perciò procedere la Regia Camera. Ma ciò non ostante la Camera Reale concordemente ordinò, che rispetto al possessorio procedesse il S.C. e per gli usi la Regia Camera della Summaria, Ed infatti dal S. C. discusse la nullità sudetta, si disse, nullitates non obstare respectu termini, et manutentionis ordinatae in decreto, verum respectu delle altre parti procedat Regia Camera Summaria; Sicchè la verificazione di un tal possesso, e che i detti Territorj realmente appartenevano a questa Città, e suoi possessori e non a Monte S.Angelo, ne fu fatta prima del detto Decreto con un termine summario, come si rileva da Processi, e termini compilati sistenti in esso S.C. dal che ne nacque che fù escluso il Principe di Monte S. Angelo dalle sue vane pretenzioni, e restandono questi Cittadini nell’ ordinata manutenzione, e nel loro pacifico possesso, anzi per alcune violenze, e danni accaggionatoli a loro ricorsi dal S. C. se ne prescrisse l’ informazione sommaria comminandosi la pena di docati 2000 all’ Officiale pro tempore, e baroni, acciò non avessero tentati, nmè fatti turbare il possesso di questi Cittadini.

Tali giusti Decreti si sono veduti ritrovare dal fu consigliere d. Domenico Pensabene all’ora Commissario, con Provisioni del 3 Luglio 1769 rimesse alla Regia Udienza di Lucera per l’osservanza di tal possesso. Questa pace de’ nostri Cittadini, e possessori durò fino al 1777 in 78, allora quando avendo il Presidente Danza per la reintegra de Tratturi, ordinata l’apertura d’alcuni Territorj per l’uso de’ Locati, ne riserbò le Chiusure, vigne, ed altri terreni alberati, che sono appunto tutti quelli Poderi, che àn posseduti, e possedono con pacifico possesso detta Università, e particolari Cittadini, e questo Decreto è stato sostenuto da i Presidenti pro tempore dopo mazzocchi, con dare gli ordini corrispondenti in caso di contravenzione, anzi li sono avanzate alcune informazioni per gli accessi commessi dagli Agenti, e Pastori di detta Principessa per le quali pensono le determinazioni nel detto tribunale di Foggia. Dunque da tal narrativa si vede, che la parte ordinata nel Decreto del 1747 è stata anche eseguita dalla Regia Camera, e suo Tribunale di Foggia, e però credono questi Cittadini, e la Città istessa per i suoi Territorj particolarj detti la Mezzanella, che non abbiano di che temere. Ora lo stato delle cose si sente totalmente diverso, mentre il passato Sindaco d. Vincenzo Guerra volendo giovare dinandò nel S.C. presso l’ Ill.re sig. Consigliere Starace Commissario, la manutenzione de citati Territorj alle volte discusse, e confi-nate in grado di tutti li rimedj si è contentato di farsi spedire ordine distruttivi de citati decreti, mentre dicono, che manuteneantur possessori di Manfredonia prò verificatis prius per Regiam Audientiam le compre, e possessi tenuti prima del 1737 non sò per qual fine il detto Guerra colla veste sola di Sindaco se ne sia contentato di tal Provisione, la quale che sia così, lo rimetto al loro savio discernimento, mentre al primo aspetto già si discerne porta in forse la verificazione già fatta con termine summario sin dall’ ora. Ed acciocche si oppongano i dovuti gravami si cerca dalle SS.VV. il parere se debba o no concorrere questa Università per i suoi Territorj particolarj e se deve succumbere alla rata delle spese per la sua parte, assieme con tutti gli altri possesso Cittadini.

Et unanimiter han risposto che non potendo non solo pregiudicare la ragione di un publico intiero si dà facoltà alli signori Rappresentanti di addurre in S.C. tutti quelli rimedi, che si stimeranno proprj per rivendicare la ragione comune, e per conseguenza deva anche succumbere per la sua parte nella rata delle spese che si farà per detto litigio, e manuitenzione de citati territorj nell’antico possesso in cui trovasi, e così.

(VII – continua)

Vertenze tra l’Università sipontina e i baroni di Monte S.Angelo (VII) ultima modifica: 2018-01-18T08:41:47+00:00 da Redazione



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