FoggiaScuola e Giovani
Criminologa investigativa, psicologa forense, opinionista, ospite al Convegno sui Delitti in famiglia

Roberta Bruzzone a Foggia sui delitti in famiglia

“Cominciate ad insegnare ai vostri figli, sia maschi che femmine, che su questo pianeta una regola fondamentale è quella di imparare a rispettare se stessi e gli altri”


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Foggia, 18 gennaio 2019. “Vent’anni di attività quest’anno e purtroppo le problematiche non sono migliorate in fatto di violenza sulle donne. A fronte di un calo dei numeri per l’omicidio volontario, gli omicidi in famiglia rimangono perlomeno ad un livello stabile”.

Il dato viene da Roberta Bruzzone, criminologa investigativa, psicologa forense, opinionista, ospite al Convegno sui Delitti in famiglia tenutosi ieri sera ed organizzato dall’Ordine dei Medici e dall’Ordine degli Avvocati.

Questo tipo di omicidi, quelli che si sviluppano in una relazione affettiva,  non escludono nessuno secondo studi effettuati dalla Bruzzone “Vorrei che passasse questo stasera” e la soluzione  non sta nella repressione.

La principale parte del problema starebbe, per la criminologa, nei tanti stereotipi maschilisti  entro cui vengono ancora oggi concepite le relazioni, “per esempio  si ritiene ancora prioritario, in famiglie tanto meridionali che settentrionali, ciò che è la volontà espressa dal soggetto maschile rispetto a quello femminile. Anche la scelta del giocattolo la dice lunga sul ruolo culturale attribuito ai maschietti e alle femminucce, basta entrare in un negozio di giocattoli per capirlo”.

La maggior parte delle vittime di violenza domestica dunque colpirebbero donne già partite svantaggiate a livello socioculturale. “E l’autore della violenza segue un percorso premeditato non frutto di un raptus. Il suo intento solitamente è quello di reprimere chi ha messo in discussione il suo ruolo socioculturale di preminenza”.

Neanche la morte della vittima molte volte sarebbe in grado di estinguere il  continuo inveire dell’autore del femminicidio contro la vittima stessa.

Dunque “Non possiamo più parlare di soggetti che sono buoni e picchiano solo se presi da un momento di rabbia, in realtà si tratta di soggetti con profonde convinzioni culturali”.

Una forma di prevenzione, secondo la Bruzzone, può essere quindi educare le ragazzine a sottrarsi da certi stereotipi socioculturali. Un grosso lavoro lo stanno facendo i centri di antiviolenza.

“Cominciate ad insegnare ai vostri figli, sia maschi che femmine, che su questo pianeta una regola fondamentale è quella di imparare a rispettare se stessi e gli altri”.

E non rilevante sarebbero per la criminologa le continue immagini e i continui esempi di violenza che verrebbero, secondo alcuni,  dalla TV e dai media. “Nessuno arriva ad uccidere se prima non ha maturato già dentro di sé certe convinzioni orientate in quella direzione. Non si uccide per emulazione. Al massimo si prende coraggio nel fare qualcosa di già maturato in sé quando si sa che altri ci sono riusciti. “L’aspetto emulativo, che potrebbe venire dai media, non c’è negli omicidi in generale né nei femminicidi”.

All’evento hanno presenziato Pierluigi De Paolis, in rappresentanza dell’Ordine dei medici, Stefano Tedeschi, a nome del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, Michele Zamponi a nome dell’Associazione Vìola Dauna, il sindaco di Foggia Franco Landella, il procuratore della Repubblica, Ludovico Vaccaro.

A cura di Daniela Iannuzzi,

Foggia 18 gennaio 2019

Roberta Bruzzone a Foggia sui delitti in famiglia ultima modifica: 2019-01-18T09:32:41+00:00 da Redazione



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