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Colpa soprattutto delle bruciature delle frasche

Mattinata: “il Comune con il più alto tasso di mortalità del territorio”

La legge ha dato ragione alle ricerche condotte sul territorio dai medici: dal 2016 la bruciatura di residui agricoli è considerata attività illecita di rifiuti


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Il comune di Mattinata è tra i paesi a più alto tasso di mortalità della provincia di Foggia. È quanto emerge da una ricerca scientifica che abbraccia un arco di tempo lungo sei anni (dal 2012 al 2017): la media di tale indice, la quale tiene conto di altri fattori quali l’età media e l’indice di vecchiaia, è del 9,9 (dati riportati anche dall’Istat). Un dato agghiacciante se paragonato a quello di Manfredonia (8,4), Taranto (10) San Giorgio a Cremano (9,7) e la Lombardia intera (9,5). Tutte zone esposte già da tempo a  rilevanti problematiche ambientali: basti pensare all’Enichem, all’Ilva o al comune campano nella “terra dei fuochi”. Come mai allora il dato a Mattinata è così alto, trattandosi semplicemente di una piccola area garganica circondata dal mare e da zone boschive?

Il motivo sarebbe da riscontrarsi anche nel fenomeno delle bruciature delle frasche, i quali fumi rilasciano nell’aria diverse particelle dannose. Diverse ricerche sono state condotte da equipe di medici di base del comune di Mattinata, che da dieci anni si battono per la causa. Già nel 2011 i medici avevano esortato la precedente amministrazione a “limitare fortemente la possibilità di produrre fuochi a cielo aperto”, già sottoposti ad un limite di 500 metri dal perimetro urbano.  

Nel 2011 fu convocato il tavolo tecnico voluto dal Sindaco presso la Prefettura di Foggia, assieme ai medici firmatari dell’appello e agli esperti dell’ASL. L’esito di quell’incontro fu che nessuna alterazione accertata dell’ambiente sarebbe stata pericolosa per la pubblica incolumità. La situazione fu monitorata per soli 40 giorni: secondo i medici, un periodo di tempo troppo breve per poter accertare il presunto pericolo. Inoltre, la centralina di monitoraggio dell’aria fu posta in un punto ventilato e alto del paese, una zona a traffico zero. I risultati non rispecchierebbero, quindi, la reale salubrità dell’aria che soffia su Mattinata. I medici hanno quindi continuato a monitorare la situazione sino all’arrivo dei dati statici sopra citati, oltre ad aver esposto diverse denunce contro ignoti alla Procura della Repubblica di Foggia lo scorso anno e al comando dei Carabinieri forestali a marzo,  grazie anche alla raccolta firme di quasi la totalità della popolazione.

Il tempo (e la Legge) ha dato loro ragione: nel 2016 la Corte di Cassazione ha stabilito che l’attività di bruciatura di residui vegetali in campagna, senza l’osservanza dei rigidi parametri predisposti dalla deroga di legge, integra pienamente il reato di gestione di rifiuti non autorizzata. Tale deroga consente un quantitativo giornaliero di 3 m steri per ettaro. Tuttavia, le proprietà agricole della zona non raggiungono dimensioni così vaste: facendo una proporzione tra le varie aree di campagna e la quantità di m steri presenti, nel comune di Mattinata potrebbe essere consentito bruciare per molto meno. È impossibile smaltire tutti i rifiuti in così poco tempo, ed è per questo che sul campo esistono diverse ditte private che si occupano del “reimpiego” in agricoltura e di altre forme di disfacimento dei rifiuti. A Mattinata questo non accade, e si brucia senza tener conto della deroga e degli orari stabiliti dal consiglio comunale (queste attività sono infatti consentite solo in certi periodi della giornata). In campagna, nella maggior parte dei casi (come scrisse anche il dott. Maurizio Santoloci in un suo articolo su www.dirittoambiente.com ) i rifiuti agricoli vengono bruciati per ore e ore perché, semplicemente, si vuole risparmiare sui costi e si preferisce operare in loco uno smaltimento nel proprio campo. Queste bruciature prolungate spargerebbero in tutte le aree circostanti fumi respirati coattivamente dai residenti. Fatto ancor più grave considerando che, all’interno dei cumuli di residui agricoli, si mescolano nel rogo anche rifiuti di altro tipo (polistirolo, cassette, plastica e altri elementi che in campagna è ancora spesso tradizione bruciare).

Il tutto sotto l’occhio delle autorità, dei Carabinieri forestali e della Polizia, presente regolarmente sulla piana di Mattinata. I fumi sono visibili ad occhio nudo dalla città e tutti sono a conoscenza delle rigide regole che regolano l’attività di bruciatura delle frasche, eppure non vi è mai stato un reale controllo. I dottori non credono nell’efficacia delle sanzioni, quanto piuttosto nella sensibilizzazione. Sensibilizzare prima le autorità e poi la popolazione a questo grave fenomeno, risvegliare le loro coscienze . Ad oggi la politica non sembra dare alcuna risposta al grido d’allarme dei medici di Mattinata, perciò il cambiamento va innescato prima di tutto nelle teste dei cittadini.

A cura di Carmen Palma,

Manfredonia 18 aprile 2019

Mattinata: “il Comune con il più alto tasso di mortalità del territorio” ultima modifica: 2019-04-18T18:53:40+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Pio

    Si ma nessuno parla degli innumerevoli camini che bruciano alla stessa stregua direttamente nel centro urbano e per un periodo decisamente più ampio


  • Fra

    Più che altro ora la domanda nasce spontanea….. adesso che è stato tutto pubblicato in questo articolo le autorità “per caso” vogliono unirsi seriamente alla causa?????

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