L’attrice e modella francese di origini marocchine Nadia Fares è morta il 17 aprile a Parigi all’età di 57 anni, dopo essere rimasta in coma per circa una settimana. La donna era stata trovata priva di sensi in una piscina di un club privato nel nono arrondissement della capitale francese e successivamente ricoverata all’ospedale Pitié-Salpêtrière.
A darne l’annuncio sono state le figlie Cylia e Shana Chasman Fares. Le autorità hanno inoltre aperto un’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente che ha portato al ricovero e al successivo decesso.
Secondo quanto emerso, l’attrice era stata estratta dalla vasca di una struttura privata in Rue Blanche, dopo il malore che ne aveva causato la perdita di coscienza.
Nelle settimane precedenti al ricovero, Fares stava lavorando a un nuovo progetto professionale: il suo primo lungometraggio come sceneggiatrice e regista. In un’intervista rilasciata a gennaio aveva raccontato il percorso creativo e personale che stava affrontando: “Grazie al duro lavoro, all’introspezione e alla pura determinazione ho trovato una squadra fantastica: stiamo lavorando insieme a una commedia d’azione con Tf1 Studios”.
Nella stessa intervista aveva parlato anche delle sue condizioni di salute, ricordando un passato segnato da gravi problemi medici: “In quattro anni ho subito tre interventi al cuore”, oltre a un delicato intervento al cervello nel 2007 per un aneurisma.
Nata nel 1968 a Marrakech, Nadia Fares era cresciuta a Nizza prima di trasferirsi a Parigi per intraprendere la carriera artistica. Negli anni ’90 aveva lavorato con registi come Alexandre Arcady, Claude Lelouch e Bernie Bonvoisin, diventando un volto noto del cinema francese.
In Italia era conosciuta anche per la sua partecipazione al film “Poliziotti” (1995) di Giulio Base, accanto a Claudio Amendola e Kim Rossi Stuart.
Lo riporta tgcom24.mediaset.it.



