La FLC CGIL accusa il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di aver nuovamente utilizzato il registro elettronico delle scuole senza il consenso degli istituti, per comunicare direttamente con le famiglie su iniziative formative promosse da INDIRE.
Secondo il sindacato, si tratta del terzo episodio in cui il Ministero avrebbe fatto ricorso a questo canale: dopo presunti messaggi promozionali e comunicazioni sul “Piano estate”, ora sarebbe stata inviata una lettera alle famiglie per illustrare percorsi formativi rivolti al personale scolastico su educazione al rispetto, relazioni, empatia e parità.
Nella comunicazione ministeriale viene inoltre richiamato un impegno comune contro violenza e prevaricazione, con l’invito a rafforzare la collaborazione tra scuola e famiglie.
La FLC CGIL, pur condividendo la necessità di interventi contro la violenza, contesta la modalità scelta dal Ministero, ritenendola una violazione dell’autonomia scolastica e una forma di comunicazione non istituzionale. Il sindacato sostiene che sarebbero stati preferibili canali ufficiali come il sito del Ministero o la piattaforma UNICA, destinata proprio alle comunicazioni con studenti e famiglie.
Nel comunicato si critica anche il ruolo dei gestori dei registri elettronici, accusati di aver consentito l’utilizzo delle piattaforme scolastiche, che le scuole finanziano autonomamente, per finalità ritenute non coerenti con le norme contrattuali e con la gestione interna degli istituti.
La FLC CGIL parla di una forzatura ripetuta ai danni dell’autonomia scolastica, interpretata come segnale di sfiducia verso le scuole nella diffusione delle informazioni formative rivolte al personale.
Sul piano del merito, il sindacato afferma che il contrasto alla violenza e alla prevaricazione debba essere affrontato con interventi strutturali e continuativi, coinvolgendo tutti i livelli istituzionali e anche la politica.
La FLC CGIL diffida quindi il Ministero dall’utilizzare ulteriormente i registri elettronici per comunicazioni dirette alle famiglie e chiede l’immediato ritiro della nota, ritenendo che tali modalità possano indebolire il rapporto di fiducia tra scuola e famiglie.
Lo riporta flcgil.it.



