Inchiesta

Grano cancerogeno all’Ocratossina, alla sbarra Casillo


Di:

F.Casillo (image lucaturi.it)

F.Casillo (image lucaturi.it)

Peschici – DOPO quasi 5 anni dagli eventi scatenanti parte a Trani il processo per Francesco Casillo l’imprenditore coratino arrestato con l’accusa di avvelenamento, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari in seguito all’importazione di una partita di grano estero contenente ocratossina, una sostanza altamente tossica e cancerogena .

IL RE DEL GRANO – Nel corso delle operazioni della polizia Casillo fu definito dagli investigatori, un vero e proprio «re del grano», in quanto amministratore e, gestore dell’azienda «Molino Casillo Francesco srl» di Corato, gruppo leader in Italia nella produzione di semola di grano duro e tra i maggiori importatori mondiali di grano. Nel 2005, infatti, delle 58.000 tonnellate di grano sequestrate sulla motonave «Loch Alyn» giunta a settembre nel porto di Bari, 48.000 tonnellate, erano destinati proprio all’azienda di Casillo, l’imprenditore trentanovenne di Corato, in provincia di Bari, arrestato poi dai militari del gruppo repressione frodi del nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza su disposizione del gip del Tribunale di Trani Michele Nardi e sulla base della richiesta fatta dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Savasta.

IL GRANO DELLA VERGOGNA – Sottoposto ad analisi da parte dei laboratori centrali dell’ispettorato centrale repressione frodi del ministero delle politiche agricole e forestali, il grano evidenziò la presenza di ocratossina, contenuta in percentuale tre volte superiore rispetto ai limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana. In più, secondo quanto accertato dalle indagini, Casillo era a conoscenza della presenza di ocratossina sin dal momento dell’acquisto in Canada del grano; ciò emerge da una certificazione della competente autorità di controllo canadese che attestava la presenza, seppur nei limiti previsti dalla normativa comunitaria, di una contaminazione da ocratossina del prodotto da importare. A dosi elevate è stato riscontrato che le ocratossine possono provocare danni anche gravi al sistema immunitario e possono avere effetto cancerogeno.

PIU’ SICUREZZA ALIMENTARE E MENO IMPORTAZIONI – Nel corso di una interrogazione ai ministri della Salute e delle Politiche agricole e forestali sul livello e l’efficienza dei controlli di sicurezza delle derrate alimentari importate in Italia, Colomba Mongiello, senatore del Partito Democratico, prendendo spunto dal vicenda di cronaca legata a Casillo, ha chiesto espressamente piu’ controlli sulla sicurezza alimentare. “Senza entrare nel merito di competenze che appartengono alla magistratura” scrive la Mongiello nell’interrogazione “e’ interesse dei cittadini consumatori sapere se le derrate agricole di importazione rispettino i rigorosi standard europei in materia di salubrita’ e sicurezza degli alimenti: L’interrogante chiede, inoltre, ai ministri in indirizzo se siano a conoscenza delle distorsioni concorrenziali che si verificano sul mercato dei cereali e derivati a seguito delle massicce importazioni di grano a prezzi molto piu’ bassi rispetto a quelli pagati ai nostri produttori “.

LA CIA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE – “Il grano pugliese – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il presidente della Cia Antonio Barile – ha una percentuale pari all’11-12 %. Quello importato dalla Turchia, invece, ha il 18-20%. E’ questo che fa in modo che si crei la tossina”. Stando a quanto riporta la Confederazione italiana agricoltori Puglia, l’unica associazione agricola a essersi costituita parte civile nel processo in corso a Trani, si tratta di “un vero e proprio allarme per la salute dei consumatori. Per questo ci siamo costituiti parte civile insieme al Comune di Spinazzola e Gravina”.

SUBDOLO TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE – Secondo il Corriere della Sera durante l’incontro riservato ai giornalisti sarebbe stato attuato da parte dell’Italmopa, l’associazione degli industriali della pasta, un «subdolo tentativo di intimidazione» nei confronti dell’associazione agricola: due persone, che poi si sono qualificate come avvocati provenienti da Roma, si sono «infiltrate» alla conferenza stampa e avrebbero portato via il materiale fornito ai giornalisti. «Due strane e ambigue presenze— denuncia il presidente Barile— una delle quali è riconducibile all’Associazione mugnai d’Italia».

PREZZI IN CADUTA LIBERA – Commentando la vicenda Casillo il presidente pugliese della Confederazione italiana agricoltori, Antonio Barile ha ricordato, inoltre, come il prezzo del grano, in 25 anni, sia “diminuito drasticamente proprio a causa delle importazioni a scapito, però, della qualità del prodotto trasformato”. L’importazione selvaggia di grano estero in Puglia costituisce da anni una vera e propria mannaia per l’economia agricola, specie nella Capitanata, definito il “granaio d’Italia”. “Se il prezzo del grano duro – conclude Barile- nel 1985 era di 55mila lire (27 euro), oggi è di 16 euro, alla faccia dell’inflazione”, con un danno di oltre 1 miliardo di euro. “Questa economia dell’inganno non può andare avanti, è una vergogna”.

FOCUS


Per approfondimenti sulla vicenda
La semola-all’ocratossina-e-l’importazione-selvaggia-di-grano

Grano cancerogeno all’Ocratossina, alla sbarra Casillo ultima modifica: 2010-05-18T02:58:22+00:00 da Agostino del Vecchio



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This