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PESCA “Il pescato locale da salvaguardare”, la marineria pescarese a Manfredonia

Un incontro interregionale si è svolto in Puglia, nella giornata del 18 maggio, per porre all'attenzione del Governo una serie di proposte e di misure "urgenti, in grado di salvare il pescato locale"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Maggio 2024
Cronaca // Manfredonia //

Una delegazione della marineria pescarese ha partecipato, nella giornata del 18 maggio, a un incontro sulla pesca, organizzato dal Coapi (Coordinamento agricoltori e pescatori italiani), a Manfredonia. Un momento di confronto inserito in una serie di iniziative che, così come recita lo slogan della manifestazione, durano 99 giorni, con l’obiettivo di «salvare il settore».

Doriano Camplone, presidente dell’associazione Pesca professionale dedicata a Mimmo Grosso, spiega: «alcuni rappresentanti della nostra marineria hanno voluto partecipare al dibattito, perché condividiamo le ragioni alla base di una mobilitazione pacifica, ma particolarmente significativa. Il pescato locale va salvaguardato.

Una piccola percentuale che si aggira attorno al 20 per cento è ora presente sul mercato. Un segnale negativo per un settore che deve fare i conti con l’aumento dei costi di produzione e con una politica europea che ci penalizza. Di qui la necessità di condividere, assieme ad altre marinerie, un documento che include delle richieste da avanzare al Governo centrale».

L’idea di base è questa: far partire dal basso le proposte per risolvere il problema della crisi del settore ittico. La mobilitazione si inserisce nell’ambito di una protesta più ampia che coinvolge anche il settore agricolo.

Nello specifico, al termine dell’incontro di sabato, nel corso del quale ci sono stati dei collegamenti con le marinerie di Porticello, Lampedusa, Cirò e Chioggia, è stato stilato l’elenco degli interventi urgenti e una serie di proposte che hanno l’obiettivo di cambiare la prospettiva europea.

Al governo, tra le misure urgenti, si chiede un piano di contenimento dei costi produttivi, con particolare riferimento all’abbattimento del costo del carburante, un fondo agevolato per riammodernare barche e attrezzature, il piano per la diversificazione e la multifunzionalità delle imprese della pesca, il piano per favorire l’uso del prodotto nazionale nelle mense e il consumo dei prodotti della pesca italiana.

Per quanto concerne le politiche europee le principali proposte della marineria sono: garantire la piccola e medie pesca arginando l’impatto di quella industriale; riconoscere la funzione di pulizia dei fondali per la raccolta di plastica e rifiuti; semplificare la burocrazia; condurre sperimentazioni e studi per accertare il reale impatto di sistemi di pesca, come lo strascico; sviluppare un piano per la formazione.

Lo riporta ilpescara.it

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