Manfredonia

Castrignano-Spinelli: Pd, indispensabile apertura a nuovi “viaggiatori” (FT)


Di:

In primo piano M.Spinelli e secondo da sinistra S.Castrignano (statoquotidiano@)

ASSEMBLEA del PD di Manfredonia dello scorso 14 giugno nell’Auditorium di Palazzo dei Celestini: documento integrale intervento Salvatore Castrignano e Michele Spinelli.

Cresce l’esigenza di una maggiore libera partecipazione dei cittadini e di una più adeguata agibilità democratica nella vita politica e in quella dei partiti. Si tratta di una domanda di cambiamento che occorre considerare molto più seriamente di quanto, nonostante tutto, ancora oggi avviene. Di fronte ad una forte caduta etica nelle funzioni di rappresentanza, rilanciare un nuovo protagonismo sociale capace di coinvolgere e di far esprimere passioni e idealità è vitale per ognuno, soprattutto per i giovani.

E’ necessario che ad interrogarsi ed a mettersi in gioco, nel Paese e nel territorio, siano soprattutto i rappresentanti di quelle forze politiche che più di altre avvertono l’importanza e l’urgenza di rifondare su basi integre la politica e le responsabilità istituzionali. In questa azione il PD, con i suoi valori ideali e programmatici, riveste una funzione estremamente decisiva, la cui coerenza, efficacia o inadeguatezza determinano mutamenti culturali e sociali decisivi per la nostra vita quotidiana.

Purtroppo nel PD, osservando anche ciò che avviene in Capitanata, trovano tuttora notevoli resistenze il rinnovamento, le idee e le azioni di chi non si adegua agli schemi precostituiti. Le prime risposte organizzative adottate in attesa dei Congressi, sul piano nazionale quanto nel territorio, per far fronte agli errori fatti ed al ciclone dell’antipartitismo contengono il valore della conservazione dell’esistente, in quanto ripongono e affidano le funzioni più strategiche in coloro che hanno determinato o condiviso le responsabilità del declino.

Tra l’altro, a Manfredonia, dopo le dimissioni del precedente segretario, la recente decisione di dar vita, senza il rispetto delle normali regole democratiche, ad un pletorico che tenesse dentro tutti, ha assunto i toni e le caratteristiche di una grande presa in giro, in quanto in una sola mossa si sono contraddette tutte le aspettative di cambiamento e di rinnovamento. E pensare che proprio Manfredonia ha rappresentato nel recente passato il modello più indicativo di innovazione della buona politica, con la valorizzazione di giovani e di nuove competenze avvenuta in un libero confronto tra gli attori del momento scevro da qualsiasi vincolo. Quel percorso ha dato risultati importanti, ma oggi, purtroppo risulta bloccato per l’ottusa ostinazione di coloro che, occupando la scena da oltre 20 anni e privi di stimoli innovativi, stanno impedendo un effettivo rinnovamento.

Occorre fare qualcosa affinché la politica sia credibile e ridia l’entusiasmo perduto. È indispensabile far rivivere il volontariato militante un po’ sognatore che riempiva le sezioni del vecchio PCI, la rispettosa sensibilità per il pluralismo delle idee che ha permeato l’impegno di tantissimi cattolici della DC, il perseguimento degli interessi collettivi, la conoscenza adeguata del territorio e delle istanze sociali quale requisito fondamentale per l’espletamento dei ruoli istituzionali.

La vita interna di un partito democratico e di massa ha anche una funzione fortemente educativa. Se si fa passare il principio che non serve a nulla il confronto perché tutto viene deciso altrove dai soliti, se gli organismi dirigenti sono il frutto di appartenenze correntizie e non sintesi e luogo delle competenze, se per lungo tempo si blocca e non si prepara il ricambio, se vanno avanti, al di là del merito, i più congeniali ai capi, allora non ci si deve meravigliare che viene meno la passione, che i giovani cerchino altrove la loro identità ideale, che nel territorio aumenti il decadimento culturale e la sfiducia nella politica.

Dunque è giusto e utile mettere in luce le ragioni di un cammino da fare con più coraggio e con più coerenza. Un viaggio impegnativo, lungo, impervio più del previsto, che è auspicabile ed utile per rafforzare il progetto di un Partito Democratico unitario, da fare insieme, sognatori, missionari, innovatori, moderati.

Ma per farlo con successo il PD ha bisogno di arricchirsi dell’entusiasmo e dei progetti di nuovi viaggiatori, di allontanarsi dal vuoto dei valori e dall’omologazione ai partiti personali, di non limitarsi a puntare solo ai traguardi più immediati della gestione del potere, di essere in continua sintonia con i bisogni dei cittadini.

Nel PD oggi necessitano segnali forti di apertura all’esterno e di rinnovamento vero rispetto all’attuale situazione, sia nelle regole che nelle persone. Peraltro occorre essere coerentemente impegnati a sostenere l’azione del PD nell’attuale Governo di responsabilità; al punto in cui siamo ci facciamo solo del male fingendo di esserne fuori. Nel contempo bisogna rilanciare e costruire il consenso necessario per realizzare le nostre risposte di governo alle emergenze del Paese, il lavoro e i giovani in primo luogo.

I risultati delle recenti elezioni amministrative, ampiamente positivi tranne purtroppo che in Capitanata, affidano chiaramente al PD, unica forza politica nazionale insediata nel territorio, la responsabilità ed il compito di guidare da principale protagonista il cambiamento richiesto.

Occorre dar vita ad un confronto e ad una elaborazione collettiva che valorizzino i contributi nuovi, a momenti e fasi di relazione e di ricerca culturale e sociale che includano quanti, pur amareggiati per come sono andate e vanno le cose da alcuni anni nel confronto interno al PD, non si rassegnano all’esistente; occorre una interazione tra e con le voci libere, che faccia volgere finalmente lo sguardo collettivo nel PD alla società in evoluzione ed in difficoltà, una attività di analisi non episodica, partecipata da quanti desiderano contribuire, scevri da ogni vincolo, al rinnovamento del Partito e dell’intera società.

Il Congresso può essere davvero utile e decisivo solo se terrà conto di tutto ciò. È auspicabile che a Manfredonia e in Capitanata l’attuale gruppo dirigente del Partito operi in questa fase con un più adeguato senso di responsabilità e rifletta maggiormente sulle conseguenze delle proprie scelte, attivandosi senza ulteriori doppiezze ed infingimenti nella direzione di una autentica apertura ed innovazione del PD e della politica. È auspicabile che ciò avvenga con un confronto franco e con il contributo costruttivo di tutti coloro che guardano al PD avendo a cuore l’etica di un impegno sociale esercitato per l’interesse comune.

Manfredonia, 14 giugno 2013 –
A cura di Salvatore Castrignanoe Michele Spinelli

PER TUTTI I LETTORI: CORTESEMENTE SIAMO IN ATTESA DEI VOSTRI INTERVENTI MA DOVETE FIRMARVI O IDENTIFICARVI, GRAZIE A VOI; ATTENDIAMO I VOSTRI COMMENTI – RED.STATO

FOTOGALLERY A CURA DI BENEDETTO MONACO

Castrignano-Spinelli: Pd, indispensabile apertura a nuovi “viaggiatori” (FT) ultima modifica: 2013-06-18T12:19:33+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
11

Commenti


  • PAOLO

    Trovo le parole del Prof. Spinelli, giute e sacrosante!O comunque degne di una visione di pensiero alternativa. Trovo invece l’intervento di Paolo Campo troppo arrogante;non mi e’ piaciuto quando ha detto che che se Lui dice qualcosa lo dice perche’ se lo puo’ permettere!Ma stiamo scherzando? E’ ora di dare nuova linfa a questo partito anche con il Vostro aiuto, sicuramente, ma ricordatevi che il partito non e’ proprieta’ privata.


  • Corto Maltese

    Grande Prof! l’ultimo vero Sindaco di Manfredonia!


  • Diego

    Ma se vogliono questo ricambio generazionale,come giustamente ha scritto nel suo articolo Elisabetta Tomaiuolo,DOVE SONO I GIOVANI? Possibile che debbano servirsi come apripista di vecchi politici? si parla dei giovani e del rinnovamento ma Cavicchia,Castrignano e Spinelli non sono nè giovani nè rappresentano il rinnovamento. Se con loro ci sono giovani si devono fare avanti da sè e non mettersi all’ombra di politici ormai fuori scena!!


  • bart

    Parlano di rinnovamento e di giovani, ma alle primarie del Pd hanno chiesto di votare per Bersani, ma daiiiiiiiii


  • Salvatore Castrignano

    Il rinnovamento non si rappresenta, ma SI FA!
    Personalmente l’ho fatto continuamente, nel sindacato, nell’impegno sociale, in quello di partito. Guardando dietro sul mio percorso di LIBERO impegno sociale posso elencare decine di giovani del territorio che hanno poi avuto ruoli importanti ed utili nella società. Anche oggi cerco di contribuire a questo obiettivo: basta seguire le numerose iniziative pubbliche delle attività sociali alle quali partecipo.
    All’ultima di piazza (Città Dinamica, 25 e 26 maggio)erano decine i giovani impegnati in prima persona con proposte ed idee attive e vere su temi vitali per i cittadini.
    E’ sbagliato parlare di “politici fuori scena”, almeno nel mio caso. Personalmente cercherò di non essere mai tale. La politica è anche la vita di ognuno di noi. Ogni cittadino deve contribuire e non delegare, MAI, ad altri le proprie idee ed azioni di cambiamento.
    Bersani era ed è un bravo politico. Soprattutto può dare lezioni di onestà, non solo intellettuale. Ma tutti possono sbagliare strategia o perdere qualche battaglia. L’importante è cercare di fare il meglio, anche dopo aver avuto una sconfitta, in piena autonomia di pensiero ed in buona fede.
    A proposito: io sono Salvatore Castrignano, ma Diego e Bart chi sono?


  • G.de Filippo

    Gent.le dr. S.Castrignano,
    ringraziandola per l’intervento, ed apprezzando il suo impegno accertato e indiscutibile negli anni (e lo dico con la massima franchezza) una mia riflessione/domanda: perchè il neo movimento politico che cita parla di rinnovamento della classe dirigente correlandosi indirettamente (unicamente?) al Partito Democratico di Manfredonia? Lo stesso dicasi per altri interventi pubblicati sul nostro giornale. Perchè si parla solo e unicamente del Pd, anche citato (in uno scritto di un vs referente) come “unico partito di Manfredonia?”.

    Come cittadino, nonchè giornalista, vorrei comprendere se il movimento politico “Città Dinamica” non rischia in questo modo di aver già mostrato una base partitica in previsione delle prossime Amministrative. Indiscutibile la valenza dei Democratici locali, in termini numerici e di rappresentanza storica-elettorale, ma in questo modo non c’è il rischio di voler rinnovare una classe dirigente indicando già la vostra (ipotetica, futura) correlazione di partito? Si può ancora parlare di movimento aperto a tutti? Dunque, l’intenzione è quella di rappresentare una fucina politica per una nuova classe dirigente o un laboratorio (di idee, riflessioni, programmi) per la configurazione di nuovi rappresentanti del Partito Democratico?

    Confidando di riprendere il discorso mediante un articolo monotematico, ricordando che il mio intervento esula da qualsiasi strumentalizzazione elettorale, non essendo il giornale interessato al sostegno di alcuna fazione rispetto ad un’altra, ma solo al buon governo e alla trasparenza (in qualsivoglia campo, assemblea, dirigenza o settore), buona giornata.

    Giuseppe de Filippo
    Dir. Red.Stato
    g.defilippo@statoquotidiano.it


  • Corto Maltese

    @G.de Filippo: è evidente, come ho sottolineato in altri post, la base partitica de ” Città dinamica”. e come le evidenti fratture interne del PD locale e nazionale creano uno squarcio per l’inserimento di nuovi personaggi. credo che sia solo un modo di competere per l’appropriazione di poltrone.


  • Redazione

    Gentile Corto, ringraziandola innanzitutto per l’intervento; l’unica cortesia: stiamo cercando di intervenire tutti con identificazione; se la riflessione è generica bene ma con precisi riferimenti le chiediamo gentilmente di firmarsi; grazie; buona giornata; Red.Stato


  • arroganza

    (IDENTIFICARSI; grazie,ndr)


  • Salvatore Castrignano

    Gentile Direttore o caro Giuseppe, come preferisco chiamarti.
    Le tue sono considerazioni alle quali la risposta è già ampiamente nota.
    E’ proprio come tu dici: non c’è solo il PD, e la necessità di liberare ed innovare la politica dai metodi padronali vale per tutti i partiti, per gli altri come e forse più del PD.
    Se noti, io non ho mai citato il PD nel precedente commento. Ma sono orgoglioso di essere un democratico, di aver avuto la mia storia di impegno politico (sempre libero e gratuito) nella sinistra, di essere un militante e uno delle migliaia di fondatori del PD, nonchè, in forma autenticamente autonoma, un dirigente dello stesso partito nel nostro territorio. Per continuare ad esserne orgoglioso cerco di costruire condizioni di vera agibilità per la proficua partecipazione di tutti e cerco sempre di andare oltre il semplice dibattito culturale fatto sui valori (cosa comunque fondamentale), contribuendo da sempre alle azioni concrete per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini. Ma condivido la necessità di non vincolare solo al PD le riflessioni e l’impegno SOCIALE per la buona politica, attivato con l’esperienza di Città Dinamica. E difatti non è mai stato così. Non è un caso che proprio dal dibattito interno del PD arrivano (E NATURALMENTE SBAGLIANO COLORO CHE SE NE RENDONO FAUTORI) gli strali più duri verso le iniziative del movimento. Del quale, è bene che venga ribadito, io sono solo un aderente e l’esecutivo è costituito da un portavoce (il prof. Vincenzo Leone) e da altri 4 giovani. Credo comunque che non debba essere considerato un delitto avere una idealità. Caro Giuseppe l’esperienza di Città Dinamica è tutto sommato come tu indichi. Un cantiere aperto. Nel quale ogni cittadino può sentirsi protagonista con le sue idee, nel solco del progetto indicato dal documento con il quale è partito sei mesi orsono.Io mi augurerei fosse possibile e utile indirizzarlo nella costruzione di una sinistra e di un PD aperti autenticamente alla società e alle competenze dei giovani. Ma il percorso è aperto ed è anche evidentemente contrastato e complesso. Non ho la sfera di cristallo, non saprei quale epilogo potrà affermarsi e comunque la mia idea varrà quanto quella di chiunque condivide e seguirà questa significativa esperienza.


  • Giuseppe de Filippo

    Grazie per l’intervento, a presto; buon lavoro, Giuseppe de Filippo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This