Capitanata

Cera decaduto da sindaco, ricorso in Corte Costituzionale


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Angelo Cera risponde a Mazzone (St)

A destra l'On. Angelo Cera (archvio, St)

San Marco in Lamis – Dopo che il Consiglio comunale di San Marco in Lamis ha dichiarato decaduto il sindaco Angelo Cera, oltre 60 cittadini hanno consegnato nelle mani degli avvocati Oreste Morcavallo e Antonio Ciarambino il ricorso al tribunale ordinario ed alla Corte Costituzionale per l’incostituzionalità dell’atto che ha costretto l’assise di Palazzo Badiale a far decadere il sindaco in quanto parlamentare. “I cittadini firmatari del ricorso – spiega l’on. Angelo Cera – sostengono con forza il diritto nell’avermi scelto quando già ricoprivo l’incarico di deputato, con una norma che non può essere retroattiva”.

La sinistra di San Marco in Lamis è preoccupata per quanto emerso nelle gestioni precedenti al Comune, come le distrazioni di fondi dell’ambito territoriale socio sanitario. Mi meraviglio che la magistratura ordinaria e quella contabile ancora non siano intervenute in merito, visto che la distrazioni di fondi a destinazione vincolata è un reato penale. Così facendo sono state affossate le politiche sociali non solo di San Marco in Lamis, ma anche quelle degli altri centri dell’ambito come San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico e Rignano Garganico”. Il primo cittadino, nel ribadire piena fiducia nei confronti del vicesindaco Raffaele Fino, della Giunta comunale e della maggioranza di Palazzo Badiale, traccia un bilancio di questi primi due anni di mandato.

Appena insediati ci siamo subito dovuti scontrare con tanti problemi ereditati nei 20 anni precedenti di gestione di sinistra – sottolinea Angelo Cera –, a partire dai fondi versati sul capitolo usi civici, che erano tutti a destinazione vincolata, alla cattiva gestione della vicenda Gema, con la quale le precedenti Amministrazioni non avevano provveduto a sottoscrivere una fideiussione bancaria a garanzia del denaro che l’azienda percepiva dai cittadini, né uno straccio di contratto. Per non parlare dei 450mila euro di bollette di energia elettrica, tutte a lettura stimata, che poi sono state pagate a conguaglio”.

“C’è stata una vera e propria gestione privatistica della cosa pubblica – attacca il parlamentare centrista –, ma uno dei problemi più gravi lo abbiamo dovuto affrontare per il servizio rifiuti, considerando che l’Amministrazione Lombardi non solo non aveva provveduto a ratificare un accordo con il consorzio Sia di Cerignola, ma ci ha lasciato in eredità un servizio scadente, con la sinistra che ha ottenuto 6 posti di lavoro in più rispetto a quelli stabiliti nel capitolato. Finanche morire era diventato difficile a San Marco in Lamis, con alcuni cittadini che sono stati costretti a reperire loculi altrove”.

Tra le situazioni che l’attuale Amministrazione comunale ha dovuto affrontare, c’è anche quella del depuratore, mai entrato in funzione e preda di vandali e ladri che hanno provocato danni per 700mila euro, e dell’approvazione del Piano Urbanistico Generale, che tra poche settimane verrà discusso in Consiglio comunale con ben 18 anni di ritardo. “Il mio rammarico più grande è interrompere il lavoro al Comune, che son sicuro riprenderà quanto prima – conclude Angelo Cera –, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, sperando che gli speculatori e i seminatori di odio vengano isolati. L’unico ostacolo tra la sinistra e il potere si chiama Angelo Cera, un ostacolo però difficile da abbattere, e questo fatto i sammarchesi lo sanno bene”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Cera decaduto da sindaco, ricorso in Corte Costituzionale ultima modifica: 2013-06-18T10:27:27+00:00 da Redazione



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Commenti


  • SOLIDARNOSH

    J BEL A MONG A 2 MINNUZ E I CRISTIEN C MORN D FEM.QUESTA è LA POLITICA ITALIANA.


  • La politica deve rimanere lontano dal calcio

    A m’nnoz a forje d zuchè c’ sgonfje e po’ succiod u catasfacje!!

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