Cronaca

Puglia, Vendola al Forum criminalità: combattere nuova omertà


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Il Governatore pugliese Nichi Vendola (Ph: Michele Rinaldi2012@)

Bari – “Le mafie si stanno insinuando con straordinaria capacità di penetrazione dentro gli interstizi della crisi. E’ difficile combattere contro l’illegalità e la criminalità in un quadro in cui il disagio sociale lievita tutti i giorni, è difficile immaginare che in una società senza lavoro per i giovani si possa essere efficaci nel contrasto antimafioso, è difficile se continua il silenzio della politica”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo questa mattina al Forum organizzato dalla Gazzetta del Mezzogiorno in collaborazione con l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Bari e Bat sul tema “Bari reagisce – istituzioni, imprese e lavoratori insieme contro la criminalità organizzata”.

“La mafia non è un problema di bande criminali – ha aggiunto Vendola – la mafia è il problema del controllo della burocrazia, della politica, dell’economia nei circuiti degli appalti. Noi abbiamo bisogno di accendere i riflettori, c’è una omertà nuova che va combattuta”.

Per Vendola, occorre stare attenti perché “la mafia non approfitta solo della povertà per reclutare i propri eserciti. La mafia approfitta anche del modo di riproduzione della ricchezza perchè nell’epoca della finanziarizzazione, per la mafia è molto facile trasferire capitali ingenti in tempi reali senza che nessuno se ne accorga. Ecco perché alzare una voce è oggi fondamentale”.

“Bisogna avere il coraggio di denunciare non soltanto per convinzione ma per convenienza – ha continuato Vendola – perché accettare il ricatto di un mafioso, di un bandito, di un delinquente significa imprigionarsi con le proprie stesse mani. Noi però, pubbliche istituzioni, dobbiamo lavorare per rendere conveniente la denuncia e la ribellione ad ogni episodio di violenza e di intimidazione mafiosa”.

Nel corso del Forum, il Presidente Vendola ha parlato anche dei progetti Aurora e Gnosis, finanziati dalla Regione Puglia, considerati progetti pilota e purtroppo oggi “ricchezza abbandonata, nonostante il Ministero della Giustizia abbia valorizzato il nostro lavoro proprio nel corso di un convegno, ormai svolto anni fa”.

“Questi progetti sono strumenti a disposizione dell’autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria – ha spiegato Vendola – sono strumenti ultra raffinati che consentono la dematerializzazione, e cioè il trasferimento online di tutte le informazioni, consentendo un abbattimento incredibile dei tempi delle indagini e dei tempi del processo”.

“Un lavoro – ha continuato Vendola – finanziato, con i soldi della comunità europea dalla Regione Puglia, con meno di 4 milioni di euro mentre il Ministero della Giustizia ha speso più di un miliardo di euro senza ottenere alcun risultato”.

“In un’epoca di spending review – ha concluso Vendola – possiamo accettare che questo piccolo gioiello pugliese non venga tenuto in considerazione perchè qualcuno, evidentemente, ha convenienza a continuare a sperperare denaro in un’agenda digitale che non ha mai portato a nulla?”.

Al Forum, moderato dal Capo redattore Cronaca della Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola, hanno partecipato anche il Sindaco di Bari Michele Emiliano, il Presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il Capo della Procura della Repubblica del Tribunale di Bari Antonio Laudati, il segretario Feneal/Uil Puglia Stefano Bevilacqua, il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso, il Presidente di Ance Bari e Bat Domenico De Bartolomeo, oltre ad una folta rappresentanza di imprenditori che hanno raccontato le loro storie e testimoniato la loro volontà di reagire ai tentativi di penetrazione della criminalità organizzata nei cantieri edili.

Redazione Stato

 

Puglia, Vendola al Forum criminalità: combattere nuova omertà ultima modifica: 2013-06-18T17:24:37+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il giornalista è anche lui responsabile se “provoca” la diffamazione!

    Il giornalista non può essere un provocatore di risposte offensive e lesive dell’altrui onore e reputazione.

    La Cassazione ha così posto uno “stop” agli abboccamenti provocatori: quando il giornalista intervista qualcuno deve evitare domande allusive, suggestive e provocatorie, magari condite da valutazioni personali quando ciò può spingere l’intervistato a dichiarazioni lesive dell’altrui onore e reputazione. In altre parole, il giornalista non deve essere un “istigatore”!

    E’ quanto stabilito da una recentissima sentenza della Cassazione, che ha condannato al risarcimento danni, in favore del “pool di Mani Pulite”, un giornalista de “Il Foglio”.

    Il giurista romano Vaccarella aveva sostenuto che il pool Mani Pulite macchinava processi penali di rilevanza mediatica con l’obiettivo di azionare cause risarcitorie per “le pretese diffamazioni”. La Suprema Corte ha condannato tanto l’intervistato, quanto l’intervistatore per le domande poste in modo allusivo.

    Secondo la Cassazione, i giornalisti non sono tenuti ad essere dei “semplici trascrittori di risposte altrui”, né ad avere un “atteggiamento asettico e sterile dinanzi alle notizie riportate”, poiché ciò comporterebbe una “inammissibile serie di limitazioni alla manifestazione del pensiero”, se non proprio una censura.

    Tuttavia, ciò non vuol dire che essi devono “istigare” al reato i soggetti intervistati, eccedendo dalle loro funzioni. Infatti il giornalista diventa responsabile quando, con il proprio comportamento, favorisce la portata diffamatoria dell’intervista, ossia quando interagisce con l’intervistato in relazione al tenore delle singole domande poste, o del loro complessivo contesto, o ai commenti, nonché alle modalità stesse. ( in tal senso Cass. sent. n. 15112 del 17.06.2013)
    Foggia, 18 giugno 2013 Avv. Eugenio gargiulo

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