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Puglia,individuati ponti d’epoca romana tra Canosa e Candela


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Ponte romano canosa di puglia

Bari – Continuano gli interventi mirati all’individuazione e alla tutela dei ponti tradizionali in pietra nell’ambito del progetto “Bridges of History and Tradition”, (acronimo “Bridge.Trad”), finanziato nell’ambito dei programmi di cooperazione transfrontaliera dall’Unione Europea (Cooperazione Territoriale Grecia-Italia 2007-2013) e attuato sul territorio regionale dall’UPI Puglia, Unione Regionale delle Province Pugliesi.

Domani terminerà la due giorni dedicata al 1° workshop per il set-up del Centro transfrontaliero di tutela, promozione e valorizzazione dei ponti tradizionali della Puglia al quale parteciperanno docenti universitari, amministratori pubblici, architetti, ingegneri, fotografi, storici e altre professionalità provenienti da diversi ambiti disciplinari.

Nella sala consiliare della sede della Provincia di Bari verrà illustrato il lavoro fin qui realizzato dal team di esperti: su un totale di circa ben 70 ponti individuati sull’intero territorio, sono stati selezionati per la loro straordinarietà, sia sotto il profilo architettonico che storico, i ponti di epoca romana nell’area tra Canosa, Ascoli Satriano, Candela. Essi sono di proprietà privata non noti alla popolazione e agli enti pubblici: un patrimonio culturale sconosciuto e non fruibile all’interno del circuito turistico culturale. Per questo, verrà realizzata una “mappatura di dettaglio” entro la fine del mese di settembre che verràù messa a disposizione della Regione Puglia, degli istituti di ricerca dell’area pugliese e dell’area greca, degli Enti competenti a livello regionale e nazionale e per tutti gli stakeholders.

I presupposti necessari alla individuazione della metodologia di lavoro, sotto il profilo tecnico-scientifico, sono stati definiti dal team di esperti il cui ruolo, da novembre fino ad oggi, è stato finalizzato ad individuare i ponti presenti sul territorio, per i profili di attrattività e per le caratteristiche storico-qualitative. Sono state effettuate indagini presso gli enti in qualche modo interessati dalle infrastrutture (Soprintendenze, Regione, Province, Comuni, Anas, Acquedotti), nonché sono state rilevate informazioni di varia tipologia finalizzate alla valutazione e alla redazione di uno studio sulle buone prassi. Nell’ambito dei lavori di catalogazione, inoltre, sono stati ipotizzati alcuni inserimenti tematici delle stesse infrastrutture all’interno di percorsi culturali e ciò ha permesso, successivamente, di effettuare una selezione dei ponti da rilevare e catalogare.

Nel Salento e lungo le coste, quasi completamente costituitesi come riserve marine per la flora e la fauna, la presenza dei ponti è sicuramente un ottimo valore aggiunto, che in alcuni casi si trasforma in espressioni poetiche di notevole riconoscibilità. Molto interessante sotto il profilo tecnologico-ingegneristico e didattico è l’infrastruttura dell’acquedotto pugliese, con i suoi straordinari ponti, che si sviluppa da Capo Sele fino a Leuca, per oltre 300 chilometri.

In generale la scelta dei ponti selezionati si è basata, oltre che sull’importanza storica e sulle qualità architettoniche, anche sulla capacità del manufatto, in quanto infrastruttura, di inserirsi armoniosamente nel paesaggio, valorizzandone i caratteri estetici. “L’esplorazione e mappatura dei ponti di pietra integrerà la conoscenza del patrimonio culturale fruibile nell’ambito di itinerari turistici regionali e transnazionali, allo scopo di accrescere un turismo tematico e il numero dei visitatori nell’ambito delle aree territoriali interessate dalle attività progettuali- è quanto afferma il Project Manager, Roberto Serra – Nel contempo, le attività saranno mirate ad analizzare le caratteristiche storiche e le relazioni con l’ambiente circostante, a registrare l’eventuale degrado subìto nel tempo, a valorizzare i materiali naturali e le tecniche utilizzate nella costruzione dei ponti, ad individuare le relazioni con il territorio circostante, dimostrando l’intervento umano e la natura possono fondersi armoniosamente.

Ottimizzare la conoscibilità di tali beni culturali consentirà di facilitare gli scambi nell’ambito del turismo tematico, di marcare le mappe, i percorsi e gli altri luoghi di interesse turistico, di migliorare la segnaletica e le indicazioni di navigazione dei ponti in pietra, in modo che possano essere facilmente accessibili per i visitatori.

Il contributo fornito con l’attuazione del progetto “Bridge.Trad” – conclude il Project Manager – richiederà anche una programmazione, pianificazione e gestione della promozione di competenza istituzionale e una capacità imprenditoriale di ampliare un’offerta dei prodotti integrata con la valorizzazione di nuovi attrattori culturali, un’offerta completa ed adeguata per rispondere ad una domanda sempre più articolata”.

Durante il workshop saranno illustrate le linee guida del protocollo d’intesa che sarà sottoscritto tra l’Upi Puglia e Formedil, l’ente bilaterale per la formazione professionale nell’edilizia della provincia di Bari, con lo scopo di creare una sinergia tra le parti istituzionali fin qui coinvolte e raggiungere in pieno gli obiettivi e le finalità del progetto “Bridge.Trad” . Saranno inoltre avviate le consultazioni con la Regione Puglia per la definizione di azioni riguardanti la conoscibilità e la catalogazione dei ponti di pietra come nuovi attrattori culturali da inserire all’interno di itinerari turistici.

Redazione Stato

Puglia,individuati ponti d’epoca romana tra Canosa e Candela ultima modifica: 2013-06-18T19:22:34+00:00 da Redazione



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