ManfredoniaMonte S. Angelo

Trekking, Manuel Assisi: “il mio viaggio nel Parco nazionale del Gargano”


Di:

Manuel Assisi

Manuel Assisi

Manfredonia/Monte Sant’Angelo – IL “trekking” – in italiano “escursione” – fa riferimento ad uno sport che basa le proprie caratteristiche su uscite o passeggiate nel bel mezzo della natura, ad andature che variano: dal più semplice e comune cioè il “passo d’uomo”, (4km/h) al passo veloce o “passo accelerato” per i più esperti e preparati (8/10 km/h).

Queste escursioni sono spesso caratterizzate anche da percorsi in altitudini piuttosto elevate, nel Gargano ad esempio tocchiamo quasi i 1000m dal livello del mare. Tra l’aumento dell’altitudine e il macinare dei km non possiamo fare almeno di notare le bellezze che la natura ci concede a titolo gratuito, specie se ci troviamo nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. Ed è molta la gente, specie nel periodo estivo, che decide di mollare tutto e di ritrovare la pace e un po’ di fresco in posti come questo.

LE MIE ESCURSIONI. La mia attività di escursionista è iniziata l’anno scorso per una banalissima scommessa fatta con un amico, che oltretutto mi ha anche accompagnato. Il primo tragitto percorso è stato la 30 km di San Salvatore partendo dalla Pineta di Siponto tramite la Strada Provinciale 57, il tutto svolto in circa 3,30 ore.

Avendo successivamente ripetuto lo stesso percorso per più volte decisi di raggiungere la Frazione Montagna località Ruggiano che si trova non molto lontano da San Salvatore. Per un totale di 35 km in circa 4 ore ad un altitudine di 600m.

La Monte Sant’Angelo – Manfredonia è stata la più dura delle escursioni. 38km a quasi 900m dal livello del mare sotto una giornata da 30 gradi centigradi in 6 ore di tempo. L’ultima delle escursioni riguarda un’uscita effettuata anche a scopo religioso. L’arrivo a San Giovanni Rotondo con quasi 40km a 700 m dal livello del mare e con tappa fino all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza in 7,30 ore. Un ottima occasione anche per volgere una preghiera al nostro santo Padre Pio.

ALCUNE INFORMAZIONI UTILI: Prima di partire per i lunghi tragitti chiaramente avvalersi di una media preparazione fisica, queste attività non sono da considerarsi pericolose per la salute, ma senza una dovuta preparazione potrebbero diventarlo. Accertarsi delle condizioni meteo, per i meno esperti una escursione ad una temperatura di almeno 28 gradi centigradi potrebbe indebolire il soggetto prima di quanto si possa immaginare.

Non partire demoralizzati, assolutamente no! si parte con l’intento di raggiungere una meta precedentemente fissata. Non ritornare a casa se non la si è raggiunta. Partendo in pianura (la pineta di Siponto) risulta essere di enorme aiuto scegliersi un’andatura da mantenere anche nei tratti più difficili in cui vi apprestate a salire.

Cambiando altitudini capita molto spesso di trovarsi a temperature ben differenti dal luogo in cui siete partiti, quindi un ricambio non sarebbe da considerarsi una cattiva idea. Acqua! Integratori di sali minerali! E anche qualche frutto non guasta. Le banane faranno si che i crampi non vi raggiungano specie nel tratto in discesa dove sono molto propensi.

Trattandosi di percorsi giornalieri a nessuno verrebbe in mente di portarsi una torcia. Be, quella no ma una maglia catarifrangente è da considerarsi opportuna. I colori montuosi potrebbero confondervi nella natura risultando poco visibili agli automobilisti che percorrono la stessa strada. Per motivi statistici sarebbe opportuno registrare i propri percorsi anche con strumenti non proprio professionali ma comunque positivi. Il GPS di un telefonino correlato a qualche applicazione dedicata sarebbe più che sufficiente.

Non si sta’ andando certo in guerra, però pare esista il pericolo di cani randagi…un rametto di un albero potrebbe fare al caso vostro. La più importante delle regole è quella di avvertire un amico o un famigliare sulla destinazione da raggiungere. Se siete da soli e siete in preda ai crampi, continuare sarà impossibile e risulterà di estrema importanza chiamare qualcuno a soccorrervi. Visionare il percorso prima di eseguirlo a piedi risulta essere psicologicamente di grande aiuto.

Infine vi dico che se la sera avete ancora forze a disposizione ritornate nei luoghi raggiunti nella mattinata (chiaramente non a piedi!!) e godetevi le specialità culinarie che offrono le nostre incantate località. Sappiate che ve lo siete meritati.

(A cura di Manuel Assisi)

FOTOGALLERY
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Redazione Stato@riproduzioneriservata

Trekking, Manuel Assisi: “il mio viaggio nel Parco nazionale del Gargano” ultima modifica: 2014-07-18T15:44:30+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Mauro

    Bisogna essere …totalmente suonati…la strada di Monte Sant’Angelo oltre ad avere tante curve ha anche tantissime placche che ricordato i caduti su quella strada.io al posto tuo non lo rifarei……


  • Jacknifg

    Grande coraggio, quelle strade sono pericolosissime.


  • LiberMichele

    aaaaaaa un arma da guerra grande Manu


  • Soundsistem91


  • Ivano M.

    Ma quale pericolo, passeggiare in città è di gran lunga peggio!! Correte fuori città, quando ascoltate arrivare un auto accostate leggermente e lasciate perdere i consigli di chi non ha esperienza…… correre in lungo e in largo per il nostro Gargano si può per 11mesi all’anno ed è meraviglioso, anzi lanciamo la Daunia terra perfetta per podismo e trekking tutto l’anno, perché no anche MTB e BDC. IO PREFERISCO PRATICARE TUTTE E 4 LE COSE ★VITAVERA★

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