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“Mettere gli occhi sulla sfera del tempo”. Così il presidente della I Commissione, Fabiano Amati, introduce la seduta

Audizione di Paolo Grossi, Syndial Spa, in I Commissione

La Puglia ha due siti interesse nazionale, Brindisi e Manfredonia.


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“Mettere gli occhi sulla sfera del tempo”. Così il presidente della I Commissione, Fabiano Amati, introduce la seduta dedicata all’audizione dell’amministratore delegato di Syndial Spa, del gruppo Eni Spa, Paolo Grossi, sul progetto pilota per la trasformazione del Forsu in bio olio e acqua in sperimentazione a Gela in Sicilia.

Una novità, l’uso di nuove tecnologie, che per Amati possono rappresentare importanti scelte future di natura politica, anche per la nostra regione.

Paolo Grossi ha illustrato cosa è Syndial, quali attività svolge sul territorio italiano e non.

Syndial, è una società ambientale di Eni, che ha avviato nel sito della raffineria di Gela il primo impianto pilota per il recupero e la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in un bio olio che servirà a produrre carburanti di nuova generazione.

La messa in esercizio dell’impianto rappresenta il primo traguardo di un percorso nato dalla ricerca di Eni e avviato con la definizione della tecnologia proprietaria waste to fuel, messa a punto nel Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente a Novara.

La tecnologia waste to fuel consente di replicare in poche ore in un impianto industriale a basso impatto ambientale un processo che la natura compie in milioni di anni, cioè trasformare biomasse in energia. Inoltre, il suo utilizzo genera come sottoprodotto una risorsa preziosa e sempre più scarsa: l’acqua, impiegabile per usi industriali e civili. Il rifiuto umido viene infatti valorizzato non solo tramite la produzione di bio olio e bio metano ma anche con il recupero e il trattamento del suo contenuto di acqua, pari a circa il 70%.

Si tratta quindi di un sistema innovativo in grado di generare complessivamente grandi vantaggi per la collettività.

Eni pone così un altro importante pilastro di una strategia improntata al modello integrato di economia circolare che la porterà a realizzare, completata la fase pilota, impianti waste to fuel su scala industriale, eliminando una grande quantità di rifiuti organici tramite il loro riutilizzo e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all’estero.

Le attività svolte dall’impianto di Gela permetteranno a Eni di acquisire le informazioni necessarie per la progettazione dei nuovi impianti. Il pilota di Gela ha una capacità produttiva di bio olio stimata in circa 70 chilogrammi al giorno e viene alimentato con 700 kg al giorno di rifiuti organici forniti dalla Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti SRR di Ragusa Il progetto waste to fuel e’ un esempio tangibile del modello integrato di economia circolare di Eni: oltre al riutilizzo di aree dismesse e bonificate, valorizza le materie prime di scarto e le trasforma in una nuova materia energetica, senza alcun impatto sulla filiera alimentare ma altresì contribuendo a supportare i territori in cui Eni opera nel sistema di smaltimento dei rifiuti urbani.

La Syndial si occupa anche di bonifica, “un lavoro complesso fatto di attenzione, ricerca, gestione dei rapporti con il territorio” – ha spiegato Grossi. – Il procedimento amministrativo di bonifica dei Siti d’Interesse Nazionale è di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e Mare che può avvalersi dell’operato e dei pareri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), delle agenzie regionali per la protezione Ambientale (ARPA), dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) e dell’Istituto Nazionale Assicurazione e Infortuni sul Lavoro (INAIL), oltre ad altri enti nazionali o locali e pubblici o privati. La competenza e la funzione amministrativa relativa agli interventi di bonifica dei Siti di Interesse Regionale (SIR) spetta invece alle Regioni. Attualmente Syndial opera in 17 aree ex industriali e dismesse ricadenti in 13 Siti di Interesse Nazionale e in circa 80 Siti di Interesse Regionale”.

La Puglia ha due siti interesse nazionale, Brindisi e Manfredonia.

Alle audizioni hanno partecipato, Confindustria di Foggia, rappresentanti sindacali ed i sindaci di numerosi Comuni.

Audizione di Paolo Grossi, Syndial Spa, in I Commissione ultima modifica: 2019-07-18T16:23:21+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    AMBIENTE, PROPOSTA SYNDYAL, STEA: “MOLTO INTERESSANTE PER IL TRATTAMENTO DELLA FORSU, SE I COSTI FOSSERO GLI STESSI DI UN IMPIANTO PUBBLICO”

    “Un sistema innovativo molto interessante che sicuramente porta con sé risvolti positivi a livello ambientale, se è vero che si tratta di un processo naturale nel quale il rifiuto non brucia ma viene termoliquefatto. Ma al momento nulla sappiamo rispetto ai costi, al rapporto con i benefici che ne deriverebbero prima di tutto per i cittadini”.

    Così l’assessore alla qualità dell’Ambiente Gianni Stea a margine della seduta congiunta della I e V commissione regionale, dedicata all’audizione dell’amministratore delegato di Syndial Spa, del gruppo Eni Spa, Paolo Grossi, sul progetto pilota per la trasformazione del Forsu in bio olio e acqua in via di sperimentazione a Gela, in Sicilia.

    “Perché si possa immaginare di prendere in considerazione un sistema innovativo per il trattamento della Forsu come quello che la Syndial ci ha proposto e illustrato – continua l’assessore Gianni Stea – dovremmo saperne di più sui tempi di realizzazione, sulla “convenienza” per i cittadini in termini di Tari più bassa.

    Insomma, se l’impianto promosso dalla Syndial possa comportarsi sul fronte dei costi, come un impianto pubblico.

    Altrimenti non avrebbe senso avere come obiettivo quello di affrancarsi dal sistema privato se l’alternativa fosse un altro privato”.

    L’assessore alla qualità dell’ambiente si è detto attratto dal nuovo processo di trattamento della Forsu presentato dall’azienda appartenente al gruppo Eni, ma prima di ogni avventata valutazione, ribadisce di voler avere informazioni più dettagliate su quelli che potrebbero essere i costi e le tipologie di accordo.

    “Immagino accordi almeno ventennali – afferma – qualora la Regione Puglia fosse interessata a trasformare la proposta in indirizzo politico, così come immagino un costo zero per i siti che ospitano l’impianto e per i suoi cittadini. Ma queste – conclude – sono considerazioni premature, anche se, ripeto, il mio atteggiamento è di grande apertura verso ogni soluzione che guardi al bene dei pugliesi sotto tutti i fronti, da quello ambientale a quello economico”. (com.)

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